Redazione

Italians play It Better – Davide Santon: da Bosco Mesole a Newcastle, La storia del “Bambino” prodigio

Italians play It Better – Davide Santon: da Bosco Mesole a Newcastle, La storia del “Bambino” prodigio
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

L’Inter, Mourinho, la grande occasione, il crollo ed il trasferimento...senza dimenticare papà Mirko

NEWCASTLE, 30 NOVEMBRE – Tutti i bambini, quando iniziano a giocare a calcio, sognano di giocare un giorno in un grande club, nella propria squadra del cuore, magari in Nazionale, oppure all’estero e vincere tutto quello che un giocatore può vincere. Certo, non tutti ci riescono, ma a qualcuno succede di realizzare qualche sogno qua e là. Parte di questo è successo al “Bambino” prodigio del calcio Italiano, Davide Santon, partito da un piccolo centro del ferrarese, Bosco Mesole, ed arrivato alla ribalta internazionale in poco tempo. Lui ha creduto più di tutti in se stesso, poi sulla sua strada ha incontrato uomini che gli hanno dato fiducia, che lui ha ripagato.

LA VITA – Davide nasce a Portomaggiore il 2 gennaio 1991, da Papà Mirko e Mamma Renata, ma vive, come detto a Bosco Mesole. Inizia a giocare subito a pallone, tant’è che all’età di 10 anni giocava nell’Allievi del Ravenna: fece un provino sia con l’Inter che con il Milan. Nessuno dei due club fece sapere più nulla fino all’età di 14 anni quando entrambe le società si fecero vive con il Ravenna per avere il ragazzo. Fu più tempestiva l’Inter, poco dopo arrivò anche la lettera del Milan, ma ormai la cosa era già fatta con l’altra sponda del Naviglio.

INIZIA L’AVVENTURA: L’INTER – Si trasferisce all’Inter, dove ricopre il ruolo di terzino di spinta, potendo giocare sia a destra che a sinistra. E’ molto dotato nei fondamentali d’attacco avendo giocato anche in posizione avanzata durante il suo cammino nelle giovanili; ha anche una buona stazza fisica, un buon dribbling ed una notevole capacità di corsa. Nonostante nel settore giovanile giocasse laterale d’attacco, Vincenzo Esposito, allora tecnico della Primavera nerazzurra, lo “improvvisa” da esterno basso durante le finali scudetto disputatesi in Abruzzo. Ed è proprio per questo che in prima squadra parte terzino destro prima di finire finisce terzino sinistro. Lui non si scompone e dimostra una personalità da grande, una sicurezza che quasi spaventa. Con le giovanili dell’Inter conquista un Campionato Nazionale Allievi e raggiunge una finale scudetto nel Campionato Primavera.

MOU E LA GRANDE OCCASIONE – Nell’estate del 2008 viene aggregato alla prima squadra nel ritiro di Brunico, dove incontra un allenatore che stravede per lui, e non uno qualunque, bensì lo Special One Josè Mourinho. Il tecnico di Setubal lo chiama “Bambino” e diceva di lui: “È un fenomeno, giocherà nell’Inter per 15 anni. Quando tra dieci, quindici anni, Davide avrà 200-300 partite con l’Inter e sarà il nuovo Zanetti, il nuovo Facchetti, il nuovo Maldini, allora mi farà piacere ricordarmi di lui”. Ovviamente questa era una dichiarazione alla Mou, a metà tra il caricare il giocatore ed il suo stravedere per questo ragazzo cosi talentuoso. Sta di fatto che, nel gennaio 2009 Santon esordisce in prima squadra: c’è da sostituire Maxwell, dopo una prova deludente in quel di Bergamo contro l’Atalanta, e proprio mentre radiomercato parlava di un Santon possibile partente in prestito, Mou lo fa giocare titolare nel match di Coppa Italia contro la Roma. Risultato finale: 2-1 per l’Inter, Santon è autore di un ottima prova e per lui fioccano i commenti positivi. La scalata del “Bambino” non si ferma qui, perché il tecnico di Setubal lo schierò titolare anche nel doppio impegno di Champions League contro il Manchester United dove doveva contrastare un certo Cristiano Ronaldo: si comportò alla grande. In prima squadra ci resterà a lungo, contribuendo anche alla conquista dello Scudetto. Mou però gli impediva di parlare con la stampa, era il tecnico a parlare per lui e di lui. Nel 2010 Santon viene inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balon.

IL CROLLO – L’avvio della stagione successiva non è il massimo, anzi è piuttosto deludente, in più c’è anche l’infortunio con la Nazionale Under 21 a complicare le cose. Una prova deludente a Bergamo ed un ingresso tragico contro il Palermo: entra sul 4-0 per l’Inter, e dalla sua parte i rosanero trovano l’anello debole per rimontare la gara. Fortunatamente arrivano sul 4-3 e si fermano. Josè gli urla di tutto, ma poi lo lascia stare perché vede che il ragazzo è completamente in confusione, ma perde la fiducia in lui e disputerà fino al termine del campionato poche partite. Nonostante ciò, Mourinho non abbandona il ragazzo ma gli sta vicino in questo momento difficile. Dopo lo Special One arriva Rafa Benitez sulla panchina dell’Inter, ma la situazione non cambia. Se Josè gli aveva fatto vedere il campo in sporadiche occasioni, il tecnico iberico non lo considera proprio schierando al suo posto Cordoba. Santon resta in nerazzurro fino a dicembre 2010, perché a gennaio 2011 viene inserito nella trattativa che porta il giapponese Yuto nagatomo in nerazzurro: lui va in prestito al Cesena per sei mesi collezionando 11 presenze in campionato ma nessuna di queste particolarmente brillante. In estate torna alla base, ma non per rimanere, viene ceduto infatti al Newcastle per 6 milioni di euro.

LA NAZIONALE – Il rapporto tra la Nazionale e Davide Santon è piuttosto buono, anche se ultimamente, nonostante le buone prove con il Newcastle, non viene preso in considerazione, almeno dalla nazionale maggiore. Davide ha fatto tutta la trafile con le nazionali giovanili, giocando nell’Under 16, nell’Under 17 e nell’Under 20. Esordisce nell’Under 21 con Pierluigi Casiraghi il 31 marzo 2009, nella gara tra Olanda e Italia. Nel 2009, viste le sue ottime prestazioni in maglia nerazzurra, il Ct Marcello Lippi lo convoca per l’amichevole disputata a Pisa e vinta 3-0, contro l’Irlanda del Nord. Successivamente viene anche inserito tra i 23 convocati per disputare la Confederations Cup. Torna in Nazionale dopo un anno di assenza, nel 2011, convocato dal Ct Cesare Prandelli, per disputare un amichevole contro la Romania. Non riceve più convocazioni dalla Nazionale maggiore ma resta nel giro dell’Under 21, diventandone Capitano, chiamato da Ciro Ferrara.

LUI – Come detto precedentemente, Josè Mourinho non lasciava parlare Davide santon con la stampa, almeno nei primi tempi, divieto poi caduto al compimento della maggiore età da parte del giocatore. Nel marzo del 2009 il “Bambino” rilasciò una lunga intervista a “La Gazzetta dello Sport” dove raccontò alcuni passaggi importanti della sua vita. Il giornalista gli chiede se si sente un predestinato e lui risponde cosi: “Diciamo che credo al destino e al fatto che ognuno di noi possa essere nato per fare qualcosa di specifico. E che mi sono capitate cose per cui mi sono detto: ma allora doveva proprio succedere”. E spiega il perché: “Partita con la Primavera, Filippini espulso, da esterno di centrocampo arretro a fare il laterale destro: non mi sono più mosso da lì. Bernazzani deve portare un terzino ad allenarsi con la prima squadra e sceglie me. Mourinho a destra ha Maicon e un giorno decide di provarmi a sinistra”. Indica quali sono i suoi uomini del destino, oltre a Josè: “Quello che l’ha indirizzato di più, forse. Prima di lui mio padre, per quanto ha fatto per me fuori dal campo; e poi tutti gli uomini del settore giovanile dell’Inter: dev’essere destino anche che io sia qui, oggi. Giocavo negli esordienti del Ravenna, a 10 anni feci un provino per l’Inter che poi, quando avevo 14 anni, scrisse: lo vogliamo. Due giorni dopo arrivò lo stesso foglio del Milan: allora avevo qualche simpatia rossonera, ma avevo già scelto l’Inter. Perché il cuore può cambiare e ora, per come mi sono trovato qui, non andrei mai dall’altra parte”. Con tanto di sgarbo: “L’anno scorso (2008,ndr) con gli Allievi: una doppietta giocando da punta. Niente di strano: quando ho iniziato facevo l’ala destra, l’ala sinistra e anche il centravanti”. Ma oggi si sente laterale destro: “Il mio ruolo resta quello, ma ormai destra o sinistra non mi fa quasi più differenza. Anzi, se con l’Under 21 giocherò a destra mi farà quasi un po’ strano, ma è come andare in bicicletta: non si disimpara”. Ecco cosa disse Mourinho a Davide il girono prima dell’esordio contro la Roma: “Il lunedì prima di Inter-Roma di Coppa Italia, io e lui soli nello spogliatoio: “Dopodomani sei titolare. E non dirlo a nessuno, neanche ai tuoi genitori”. Ultime due battute su quello che gli ripeteva più spesso lo Special One: “Vai così, bambino”. Mi piace quando mi chiama così, e in fondo anche quando mi fa una testa così sull’importanza delle diagonali”. Mentre il complimento più bello che gli fece Josè fu: “Quando in conferenza mi ha chiamato fenomeno: per me ha esagerato, ma sono cose che fanno piacere”.

DICONO DI LUI – Su di lui, al suo esordio, diedero la propria opinione due ex interisti come Riccardo Ferri e Beppe Bergomi. L’ex difensore centrale nerazzurro disse di lui: “Deve migliorare l’aspetto difensivo, dedicarsi con grande applicazione alla fase di non possesso. In alcune situazioni l’ho visto sorpreso, fuori posizione, scavalcato dagli avversari e perciò in affanno nel recupero”. Lo Zio Bergomi riporta il talento italiano con i piedi per terra, ma prospettandogli un roseo futuro: “Il ragazzo mi sembra in gamba, serio, l’ho seguito negli Allievi e tutti i tecnici sono portati a escludere il pericolo che Davide si monti la testa. Però è giusto attendere altre verifiche prima di incoronarlo re”. E’ di qualche tempo fa un’intervista di del suo procuratore, Claudio Vigorelli, al sito Tuttomercatoweb, quando Davide era appena rientrato nel giro della nazionale. Ecco le parole di Vigorelli: “Davide è contento di essere stato chiamato da Prandelli. Aveva sempre pensato di non essere mai uscito nei pensieri del ct. Ora sta giocando da inizio stagione con continuità offrendo buone prestazioni. Ha aspettato la sua occasione e ora sta raccogliendo i frutti. Considerando la sua giovane età e l’esperienza in Premier League sarà una valida alternativa per la Nazionale”. Non era preoccupato del fatto che Santon giocasse all’estero e quindi non potesse essere preso in considerazione dal Ct Prandelli, forse oggi lo sarà un po’ di più: “Io ho sempre pensato che i nostri tecnici sono molto attenti a tutti i giocatori, basta giocare con continuità e fornire buone prestazioni. Ormai il calcio è globale e poi Santon gioca nella Premier League, il campionato più importante al mondo”. Infine, la nuova vita di Santon al Newcastle, come si trova il ragazzo: “Molto bene, così come a Newcastle sono contenti di lui. Del resto credo che lo vedremo ancora lì, non pensiamo a qualcosa di diverso e poi casomai dovesse proprio andar via non è detto che non rimanga in Premier League”.

I GENITORI – In un certo senso Davide è figlio d’arte, perché papà Mirko, classe 1965, era un attaccante, un bomber di razza, molto apprezzato negli ambienti del calcio dilettantistico ferrarese. Dice Mirko di Davide: “Ma io a Davide non ho mai imposto il pallone. E’ lui che non ha visto altro fin dalla nascita! Pallone e bicicletta, con i soldatini non ha mai giocato. A dieci mesi camminava, a un anno veniva a vedere i miei allenamenti, a due o tre anni, quasi ogni venerdì, partecipava alle cene della squadra. Sono cose innate”. Papà Santon non ha avuto certe occasioni di sfondare nel calcio: “Io non ho mai avuto opportunità di una certa carriera, sono sempre voluto restare a Bosco. Ma ho vinto qualche campionato e prima qui non era mai successo. Quanto a Davide, le cose stanno andando talmente veloci: è cambiato tutto, direi che gli è cambiata la vita, ormai non fa un passo senza essere riconosciuto. Così misuriamo l’impatto del grande calcio, di un club come l’Inter. Quando lo sono andato a prendere l’ultima volta, ci siamo fermati in autogrill ed ha subìto un mezzo assedio, l’ho visto un po’ nel panico”. Piuttosto tranquillo quando parla della carriera che sta facendo il figlio: “Davide ha visto l’esordio posticipato un paio di volte, poi ha giocato con la Roma in Coppa, quindi ci sono state le due gare col Manchester, il derby col Milan… Roba che spesso un giocatore non si sogna nemmeno a fine carriera. Che devo dire? Io la vivo serenamente, tranquillo, sono normale. Ma anche mio figlio. E’ un bel momento, però lui è molto timido, davvero un bravo ragazzo, non dice mai una parola in più, lavora e sta zitto. Questo secondo me l’ha pure agevolato nel rapporto con tanti grandi giocatori. Quando sono stato ad Appiano Gentile ed ho conosciuto anche mister Mourinho, campioni come Cruz, Crespo, Ibrahimovic e Cambiasso mi hanno parlato benissimo di Davide. Come persona, intendo. Sono soddisfazioni che auguro ad ogni papà”. Nell’unica intervista concessagli dall’Inter e da Mourinho, Santon ha ringraziato il padre, e Mirko commenta cosi:“Ogni giorno gli dico di tenere i piedi per terra. Lui sta avendo fortuna, perché magari sei un attaccante bravissimo ma nell’Inter trovi Adriano, Ibra, Cruz, Balotelli, Crespo, e allora quando giochi? Davide è stato arretrato terzino, prima faceva l’ala e anche la punta, e forse è stata una fortuna, però di cose da imparare ne ha ancora tante: a 18 anni c’è da pedalare”. Mirko Santon ha gestito bene il distacco dal figlio, nel senso che la lontananza è stata vissuta con reciproca forza: “Magari mia moglie ha patito di più, io fin dalla mia infanzia sono stato abituato a stare fuori casa, in collegio. Davide è andato via a 14 anni, non ha accennato a disagi anche se le sue crisi le ha avute. Ho sempre pensato che, se fosse tornato indietro, il calcio non sarebbe stato il suo lavoro, in caso contrario avrebbe avuto una chance”. Mirko segue ogni gara del figlio: “A Milano tutte, in tv quella di ritorno col Manchester, o quella di martedì sera in Olanda con l’Under 21. Lo guardo col cuore in gola, ho paura dell’errore. Dopo no, dopo sto benissimo. E mi fa piacere anche l’affetto che lo circonda. Io lavoro a Goro, e la sera della gara col Manchester erano tutti al bar a vedere la partita. E qui a Bosco i giornali vengono bruciati, non si parla d’altro”.

IL NEWCASTLE – All’indomani del trasferimento al Newcastle, con il quale ha firmato un contratto quinquennale, Santon rilasciò delle dichiarazioni amare, dove espresse tutto il suo rammarico per come era andata tutta la vicenda: “Sono stato ad un passo dalla Roma e, dico la verità, sarebbe stata l’unica squadra italiana che avrei accettato con entusiasmo, visto che la nuova gestione dà spazio ai giovani. La Roma mi ha cercato a più riprese, proponendo il prestito, così come ha fatto il Newcastle. A tre giorni dalla fine il club britannico ha fatto la proposta giusta all’Inter. Altrimenti rischiavo di restare e fare tanta tribuna, con i nerazzurri era un’avventura ormai finita, non avrei avuto modo di rimettermi in gioco”. Esordisce con i Magpies il 26 ottobre 2011, entrando nel secondo tempo della gara di Premier League contro il Tottenham, reduce da un infortunio al ginocchio che ne aveva limitato l’impiego. I primi tempi sono stati duri per Davide Santon in Inghilterra: “La scorsa stagione, i primi mesi sono stati difficili per me perché Serie A e la Premier League è completamente diverso. Ma ora mi sento meglio in campo e più sicuro, quindi mi sto godendo. Voglio aiutare Newcastle continuare a migliorare, andare avanti e di essere il meglio che può essere. I tifosi non hanno visto il meglio di me ancora però. Posso ancora fare di più anche se posso essere molto meglio“.Ora però sta giocando con continuità ed è felice di questa avventura e del suo coach, Alan Pardew:Sono davvero felice in questo momento. I tifosi per me sono fantastici. Sento che le cose stanno andando bene. Mi piace lavorare con l’allenatore del Newcastle. Ha riposto fiducia in me e spero di poterla ricambiare giocando bene nelle prossime partite”. Anche il suo coach è contento di lui, tanto da rilasciare questa dichiarazione al “Sun”: Davide sta molto bene adesso e ne sono compiaciuto. Il suo inglese è molto migliorato e ora è anche più contento perché ha trovato una ragazza del North-East. È un ragazzo davvero in gamba e fa un grande lavoro per noi. In questa stagione è stato una vera rivelazione”. Nel momento in cui si parla di un suo possibile ritorno in Italia, perché alcuni club erano interessati a lui, il “Bambino”, dalle pagine dell’Evening Chronicle, fa sapere di stare bene in Inghilterra: “Al Newcastle sto benissimo, non ho alcuna intenzione di andarmene. Voglio vincere qualcosa di importante e dare un contributo fondamentale. Siamo una squadra giovane, stiamo crescendo assieme passo dopo passo“.

Massimiliano di Cesare

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *