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Inter, Moratti parla di Sneijder: “Non è mobbing, sono scelte tecniche”

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Wesley Sneijder, 28 anni

MILANO, 29 NOVEMBRE – In occasione dell’importante riconoscimento assegnato all’Inter da parte dell’Onu, nell’ambito del progetto sociale e sportivo “Inter Campus“, Moratti parla ai microfoni dei tanti giornalisti presenti.

E la domanda più incalzante e probabile non poteva che essere riguardo a Wesley Sneijder, il centrocampista olandese al centro di qualche polemica che vorrebbe la società colpevole addirittura di mobbing. In realtà è tutto nato dalla proposta nerazzurra di riduzione dell’ingaggio con relativo “spalmaggio” dello stesso su più anni, dato che il contratto è in scadenza a giugno 2015. Sneijder e il suo agente non sembrano molto inclini ad accettare e il giocatore potrebbe partire a gennaio.

Non si può assolutamente parlare di mobbing né tantomeno di ricatto – dice il presidente Moratti – Noi abbiamo fatto una proposta a Wesley, verso cui nutro stima e simpatia reciproche, e lui è libero di accettare o meno. Nel caso non dovesse accettare la cessione diventerebbe probabilmente inevitabile. Non è fuori squadra, le ultime sono solamente state scelte tecniche di Stramaccioni, che non lo vede integrato a livello mentale e fisico con il resto della formazione.”

Discorso chiarissimo e comunque lecito. L’olandese percepisce infatti uno stipendio netto che si aggira intorno ai 6 milioni di euro, cifre importanti nel calcio italiano “austero” di oggi. Il club è liberissimo di proporre una riduzione, così come il tesserato è libero di non accettare. Va inoltre detto che non può trattarsi di mobbing perché non è stato messo ai margini della rosa, non è fuori squadra e si allena regolarmente con il gruppo, quindi non è stato violato nessuno dei suoi diritti.

A questo punto l’addio però potrebbe essere vicino, lo Schalke 04 e il Milan restano quindi alla finestra.

Simone Calucci
Twitter: @simoclx

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