Orazio Rotunno

Addio Europa League, Platini vuole la Champions a 64 squadre

Addio Europa League, Platini vuole la Champions a 64 squadre
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NYON, 29 NOVEMBRE – Bei tempi quando il potere era in mano al calcio, non agli interessi dei paperoni che vi girano attorno ormai da anni. Bei tempi quando si giocavano le coppe tutte al mercoledi: Coppa Campioni, Coppa Uefa e Coppa delle Coppe. La domenica alle 15 tutti sintonizzati sui campi della serie A e serie B. Pensare a quanto sia peggiorato il calcio in 10-15 anni è imbarazzante, e va in parallelo con la crisi economica mondiale: chi era ricco oggi è ancor più ricco, chi era povero oggi è ancor più povero. La Champions League ha conservato ed aumentato il suo fascino, a spese della prestigiosa ex Coppa Uefa diventata negli anni Europa League, a cui onestamente non gliene importa più a nessuno. Allargamento Champions a 64 squadre, soluzione o ultimo colpo letale al calcio europeo?

UNA CHAMPIONS PER TANTI, LA VITTORIA PER POCHI: L’IMPORTANTE E’PARTECIPARE? – L’idea nasce come sempre da motivi economici: l’Europa League oggi fattura un sesto della Champions League, che porta ricavi pari ad oltre 1 miliardo di euro. I club la snobbano, i tifosi anche: il lento allargamento a più squadre della Champions ha “ucciso” negli anni una competizione che ha abbracciato sempre meno top club, a favore di una globalizzazione utile al caro Platini in campagna elettorale, ma enormemente dannosa al fascino e reputazione del torneo. Un tempo la Uefa dava modo di ospitare le migliori squadre al mondo, grazie all’accesso ad essa delle seconde, terze e quarte squadre dei vari campionati. Si assisteva a memorabili partite quali Inter-Real Madrid, oggi i neroazzurri vanno a giocare a Baku in Afghanistan. E’davvero questo il bene del calcio, o è politica? Dal 2014 tutto cambierà, lo ha ammesso lo stesso Platini: “C’è un dibattito in corso per decidere quale formato avranno le competizioni europee tra il 2015 e il 2018. Ne stiamo discutendo, prenderemo una decisione molto presto“. Forse, l’ex Juve comincia a preoccuparsi sul serio delle continue proposte di presidentoni dei top club, su tutti De Laurentiis e Berlusconi, riguardo la creazione di una Superlega Europea indipendente dalle federazioni continentali: “E’ una questione che emerge periodicamente e non mi preoccupa. Non vedo come potrebbe funzionare fuori dal contesto dell’Uefa. Chi arbitrerebbe le gare? In quali stadi giocherebbero? E la vogliono in tanti? Io non credo“.

La Champions League allargata a 64 squadre diventa ad oggi la soluzione più probabile. Con addio all’Europa League, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea. Tutto in un brodo dunque, ricco e luccicante è vero, ma per pochi eletti. 64 club, di cui almeno il 90% con l’assoluta certezza di partecipare ad un qualcosa che non vinceranno mai. Ma i soldi comandano tutto e contano più di ogni cosa. Il partecipare all’Europa League ha dimostrato quanto poco importi, a discapito del ranking Uefa e dell’immagine a livello mondiale.

Rivogliamo gli anni 90′, il mercoledi di Coppe e la domenica alle 15 di campionato. Si stava meglio quando si stava peggio, è proprio vero.

Orazio Rotunno

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