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Valeri Bojinov, da baby fenomeno nel Lecce alla serie B con il Verona

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VERONA, 28 NOVEMBRE 2012 – Torna su SportCafe24 la rubrica “La caduta degli Dei”, dedicata alle vicende e alle carriere di volti noti del grande calcio tutti accomunati da una forte parabola discendente. Questa settimana parliamo di Valeri Bojinov, attaccante bulgaro molto promettente agli esordi ed oggi faticosamente in cerca di ribalta con la maglia del Verona.

Bojinov nasce nel 1986, l’anno dell’incidente alla centrale di Cernobyl, dell’embargo alla Libia, dell’esplosione dello Space shuttle Challenger e della vittoria del premio Oscar per il film La mia Africa.

GLI ESORDI– A soli 12 anni il bulgaro Valeri è un bambino prodigio del calcio, gioca a Malta nel Pietà Hotspurts dove viene notato da un grande direttore sportivo: Pantaleo Corvino. Bojinov è infatti una sua intuizione, una sua scoperta. Semplicemente una “corvinata”, in gergo calcistico. Può sembrare azzardato cercare di scovare il talento nel fisico acerbo di un dodicenne, ma Corvino ha la giusta esperienza per notarne la qualità e così lo porta con sé a Lecce. La città pugliese diventa la sua nuova casa, il luogo dell’infanzia e dell’adolescenza; a Lecce Bojinov frequenta le scuole medie e ottiene il diploma  all’istituto professionale Antonietta De Pace, mentre gioca con le formazioni giovanili del Lecce. Dopo un anno nelle giovanili nel 2002, a soli quindici anni arriva all’esordio in serie A con la maglia dei giallorossi: è il 27 gennaio e nella sfida contro il Brescia Bojinov batte il record di essere lo straniero più giovane a esordire in serie A. Il grande pubblico comincia a conoscerlo e ad apprezzarlo.

L’ESPLOSIONE NEL LECCE- Il primo gol nella massima serie arriva solo due anni dopo, nel 2004, quando il bulgaro non ha ancora compiuto il diciottesimo compleanno. Il suo gol non servirà a conquistare i tre punti, visto il risultato finale di 1-2 del suo Lecce contro il Bologna. Il “cursus honorum” del bulgaro procede spedito e nella stagione successiva, quella 2004-2005, arriva la grande consacrazione. Sulla panchina dei salentini siede Zeman, allenatore eccezionale nel valorizzare le qualità di giovani attaccanti, come puntualmente accade con Bojinov. Dall’inizio del campionato al gennaio 2005 il nostro attaccante realizza 14 reti in 23 presenze complessive. Il suo  talento è finalmente sbocciato e a meno di 20 anni è tra i giocatori più ambiti sul mercato. Non se lo lascia scappare la Fiorentina che nella sessione invernale del calciomercato lo acquista dal Lecce per 15 milioni di euro.

LA FIORENTINA- Nella nuova esperienza in viola Bojinov convince molto meno. Pochi mesi dopo il suo arrivo, ad aprile 2005, subisce un grave infortunio che lo limita notevolmente, facendogli chiudere la stagione con sole due reti all’attivo. Nell’estate 2005 la squadra gigliata torna sul mercato e acquista Luca Toni. L’ex Palermo conquista ben presto i cuori dei tifosi a suon di gol, spostando nel dimenticatoio le belle speranze del giovane bulgaro.

 LA ROTTURA CON I VIOLA– Nella stagione 2005-2006 Bojinov realizza nove reti,  in un campionato che per i viola si chiude al nono posto dopo gli stravolgimenti dello scandalo calciopoli e i trenta punti di penalizzazione. Il 2006 è un anno complesso per il bulgaro non solo per la concorrenza di Toni, ma anche  a  seguito di pesanti dichiarazioni del bulgaro che mandano su tutte le furie la dirigenza della Fiorentina.

IN B CON LA JUVENTUS- A luglio del 2006 passa dunque alla Juventus, retrocessa per la prima volta nella sua storia in serie B. L’Italia è da poco campione del Mondo, ma per Bojinov anche quello cadetto è un campionato difficile. Gioca poco con i bianconeri e alla fine colleziona solo 18 presenze e 5 gol. Troppo poco per convincere i dirigenti juventini a trattenerlo dopo la risalita trionfale in serie A. Per questo torna a Firenze ma rinuncia al rinnovo di contratto con i viola. È di nuovo scontro. Bojinov finisce nuovamente sul mercato, non gioca mai in attesa di una nuova casa. La nuova chance arriva in una piazza estera in grande ascesa, il Manchester City, con cui firma un contratto nell’agosto del 2007.

L’ESPERIENZA A MANCHESTER- Proprio in un derby di inizio stagione con lo United Bojinov subisce un gravissimo infortunio che lo costringe a restare fuori per tutta la stagione. La sfortuna sembra perseguitarlo anche nella stagione successiva quando contro l’Aston Villa si infortuna al tendine d’Achille. Dopo un ulteriore stop di sei mesi ritorna  finalmente in campo nel marzo del 2009.

GLI ANNI A PARMA- I Citizens a fine campionato decidono di mandarlo in prestito al Parma per un anno, alla fine del quale colleziona trenta presenze e otto reti. Viene dunque riscattato  dal Parma ma nella stagione successiva si spegne siglando solo tre gol.

LO SPORTING E POI IL VERONA- Gli ultimi due anni lo vedono ancora girovago per l’Europa: nel 2011 va in Portogallo allo Sporting Lisbona e realizza tre reti totali. Nel gennaio di quest’anno torna nella città che lo ha consacrato al grande calcio: Lecce. A fine stagione non viene però riscattato dai pugliesi e  per la stagione 2012-2013, quella in corso, va in prestito al Verona.

Ha esordito con la maglia della propria nazionale nel 2004 segnando finora 7 reti in 39 presenze.

Da questa rapida biografia calcistica si evince come il grande talento sia un dono da coltivare nel tempo e da gestire. Bojinov non ha forse mai confermato le attese e le speranze dei gloriosi anni leccesi, sia per la troppa esuberanza del suo carattere più volte dimostrata in carriera, ma anche per una eccessiva dose di sfortuna, visti i pesanti infortuni che hanno segnato parecchie sue  stagioni. A 26 anni quella di Verona può essere la piazza giusta per provare a rialzarsi, per dimostrare finalmente a tutti quelle capacità che Corvino avevo scorto in lui a soli 12 anni in un polveroso campetto di Malta.

 A cura di Antonio Scali

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