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F1: Vettel strepitoso, Alonso fenomenale. Il pagellone del mondiale

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INTERLAGOS, 27 NOVEMBRE – Il mondiale 2012 ha visto trionfare qui in Brasile, per la terza volta consecutiva in carriera, Sebastian Vettel che a differenza dello scorso anno ha dovuto faticare molto di più per riuscire a conquistare la corona iridata, complici alcuni guasti meccanici sulla sua Red Bull e lo strepitoso talento di Fernando Alonso che, nonostante una macchina inferiore, si è giocato tutte le sue carte fino all’ultimo sfiorando un’impresa che avrebbe avuto davvero dell’incredibile. Ripercorriamo la stagione con il nostro pagellone.

PILOTI

Sebastian Vettel, campione del mondo 2012 – Reuters

SEBASTIAN VETTEL 9,5 – La perfezione non è di questo mondo e neanche il tre volte campione del mondo (il più giovane a raggiungere questo traguardo) può permettersela: dopo un inizio di stagione certamente non esaltante (a podio solo in Australia e vincitore in Bahrain), e dopo i problemi alla sua Red Bull a Valencia e Monza, il tedesco è riuscito a vincere quattro gran premi di fila in Asia prima di rischiare di perdere il mondiale: l’inconveniente della benzina ad Abu Dhabi e l’incidente al primo giro in Brasile non hanno intaccato Vettel, fortunatissimo a risalire la classifica, favorito anche da alcune situazioni di gara (vedi le safety car negli Emirati e i pochi danni riportati in Brasile). Ottimo pilota, ma forse non il migliore di questo mondiale. Entra comunque di diritto nella storia della F1. Anche se alcune situazioni di gara in Brasile lasciano perplessi (vedi il sorpasso su De La Rosa e su Kobayashi: nel primo i led gialli sono intermittenti, nel secondo fissi. Nel primo caso sono bandiere gialle, nel secondo segnalano pista scivolosa).

Fernando Alonso, secondo classificato, a soli 3 punti da Vettel – Reuters

FERNANDO ALONSO 9,5 – Avesse vinto il mondiale si sarebbe meritato un bel 10, purtroppo per i ferraristi questo non è accaduto. Va dato atto allo spagnolo di essere il miglior pilota in F1 in questo momento, ma non ha avuto una vettura all’altezza della situazione dal punto di vista tecnico e molte volte ha fatto dei veri e propri miracoli riuscendo a vincere 3 gran premi ed arrivando ben 13 volte a podio, considerando che è partito in pole solo una volta contro le sette di Hamilton e Vettel. Due ritiri per incidenti gli sono costati punti pesantissimi per il mondiale, che avrebbe certamente meritato, ma vanno considerati anche il nono posto della Cina e il settimo del Bahrain, ben poco per una Ferrari che ha mancato di un soffio l’impresa ma che ha lasciato Alonso a combattere da solo, senza aggiornamenti importanti, contro il mago dell’ingegneria, Newey, contro tutta la Red Bull e contro la fortuna, quella fortuna che gli è mancata nel momento decisivo. Comunque chapeau.

Kimi Raikkonen, 3° classificato, al rientro in F1 – Reuters

KIMI RAIKKONEN 9 – Due anni d’assenza dalla F1, poi il ritorno, il terzo posto mondiale e la vittoria ad Abu Dhabi: è il pilota con il maggior numero di gare finite a punti (19, contro le 18 di Alonso e le 17 di Vettel). Nessuno si sarebbe aspettato un Kimi Raikkonen così deciso in questa stagione, ma Iceman ha dimostrato di poter ancora competere ad alti livelli, andando a vincere il primo gp della Lotus targata Boullier. E si è anche potuto permettere la scampagnata ad Interlagos, ma “ero convinto che il cancello fosse aperto, qualche anno fa lo era”. Oltre che un gran pilota, un grande showman. Se la Lotus svilupperà una buona vettura anche l’anno prossimo lo rivedremo di nuovo ai piani alti.

Lewis Hamilton, 4° in classifica, era alla sua ultima gara con la McLaren – Reuters

LEWIS HAMILTON 8,5 – Altro grande top driver della stagione, all’inglese è mancata la vettura nei momenti cruciali: ben cinque ritiri in stagione, molti dei quali gli hanno portato via punti pesantissimi a livello mondiale. Lewis però non ha mai mollato, ci ha messo sempre del suo ottenendo grandi risultati (quattro vittorie in stagione). Lascia la McLaren per passare in Mercedes, vedremo se la scelta pagherà e se lo rivedremo ai vertici anche nel 2013.

JENSON BUTTON 7 – Non di certo la miglior stagione per l’inglese, che però ha centrato tre successi, l’ultimo in condizioni non proprio favorevoli per guidare una F1. Ma lui si esalta quando le condizioni meteo variano, quando l’ingegnere conta ma l’intuito conta ancora più del muretto, e questo fa di lui un ottimo pilota in quelle condizioni. Peccato che le gare si corrano anche sull’asciutto e, a parte Melbourne e Spa dove ha vinto, spesso in condizioni normali non ha fatto bene, specie nella prima parte del mondiale.

MARK WEBBER 6,5 – Scudiero fidato in Red Bull, vincitore del GP di Monaco e di Gran Bretagna (quando Alonso fu passato a quattro giri dal termine, e forse quei 7 punti sono decisivi per il mondiale), quasi sempre a punti, tranne quando alternatore e problemi vari gli danno delle noie. Certo che il divario tra lui e il suo compagno (102 punti), a parità di vettura, è un pò imbarazzante.

FELIPE MASSA 6 – Salva la stagione e il sedile 2013 grazie anche a delle belle gare nel finale di stagione (vedi i podi in Giappone e Brasile), ma per il resto è stato disastroso nella prima parte di stagione. Vedremo se le ultime uscite, dove ha fatto meglio del previsto, potranno lanciarlo tra i migliori nella prossima stagione.

ROMAIN GROSJEAN 4 – Più che un pilota di F1 è sembrato un giocatore di bowling, alla ricerca dello strike: considerando che nelle prime dodici gare è stato autore di sei incidenti al via, uno dei quali fatale ad Alonso (in Belgio), e che si è beccato anche una squalifica, roba che in Formula 1 non si vedeva dai tempi del duello Schumacher vs Villeneuve, il francese può ritenersi fortunato ad avere un sedile per la prossima stagione, dove dovrà dimostrare quasi il contrario di tutto quello fatto vedere quest’anno. La velocità non gli manca, ma deve capire che la gara non si vince alla prima curva.

GLI ALTRIM.Schumacher 5,5 strepitosa la pole a Monaco e il podio a Valencia, ma non ha più lo smalto di una volta, e lo si nota nei tanti incidenti di gara in cui si è ritrovato; lascia la Formula 1 dopo 19 stagioni complessive e 7 titoli mondiali. Rosberg 6 vince il primo gp in carriera ma non riesce a ripetere risultati di livello in stagione. Promossa la coppia Hulkenberg 6,5 e Di Resta 6, che ben ha fatto in molte gare. Promosso Maldonado 6 che tanto bene ha fatto a Barcellona ma che poi è incappato in errori e incidenti: la grinta c’è ma manca ancora un pò di autocontrollo. Promossi anche Kobayashi 6 e Perez 7 che con una vettura non proprio eccelsa hanno dato spettacolo e sono finiti quattro volte a podio.

 

TEAM

RED BULL 9,5 – Senza i guasti all’alternatore il team austriaco capitanato da Horner e Newey avrebbe meritato un bel 10. Ma come si è detto per Vettel, la perfezione non è di questo pianeta e neanche alla Red Bull sono esenti da questa regola. Hanno però mostrato una superiorità tecnica imbarazzante nella seconda metà di stagione, riuscendo a recuperare tutto il gap accumulato nelle gare europee.

FERRARI 7 – Ottima la prima parte della stagione sotto il profilo dello sviluppo, poi il tracollo, con la galleria del vento che non ha dato i risultati sperati e con i conseguenti aggiornamenti non funzionanti portati in pista. Solo l’estro di Alonso ha tenuto in vita un mondiale che altrimenti sarebbe finito da un bel pezzo, e solo i problemi tecnici della McLaren hanno evitato il terzo posto tra i costruttori che, per quanto si è visto in pista, sarebbe stato più che veritiero, nonostante la Rossa sia stata la vettura più affidabile tra tutte quelle in gara.

MCLAREN 7,5 – Solo i problemi di affidabilità hanno impedito al team di Woking di poter stare davanti alla Ferrari e di battagliare con la Red Bull per il titolo costruttori: mezzo punto in più rispetto alla Ferrari perchè hanno vinto 3 gare in più rispetto al team di Maranello. Con un pilota come Hamilton e con una vettura più affidabile sarebbero state scintille al vertice.

LOTUS 7 – Il team di Enstone migliora il piazzamento del 2011, passando da quinta a quarta forza tra le case costruttrici. Considerando tutti i ritiri di Grosjean e tenendo presente il potenziale della vettura, sarebbe stato possibile vederli lottare con Ferrari e McLaren ad armi pari.

MERCEDES 5 – Nonostante la prima vittoria ottenuta in Cina, il team tedesco non ha poi più ottenuto soddisfazioni, se non per opera di Schumacher (pole position a Montecarlo e podio a Valencia). Considerando ciò che si erano prefissati, si può parlare di mezzo fallimento.

SAUBER 6,5 – La piccola scuderia svizzera ha sfiorato il successo con Perez in Malaysia ma è finita quattro volte a podio, tre con lo stesso Perez e una con Kobayashi (proprio in Giappone), finendo a pochi punti dal colosso Mercedes. Tanta soddisfazione per Peter Sauber, che vedrà correre il suo gioiellino messicano nel 2013 per la McLaren.

FORCE INDIA 6 – Sufficienti le prestazioni del team di Vijay Mallya in questa stagione, spesso a punti con entrambi i piloti. Peccato per l’incidente in Brasile tra Hulkenberg ed Hamilton, il tedesco avrebbe potuto portare a casa la prima vittoria della sua carriera in F1.

TORO ROSSO 4,5 – La coppia di giovani piloti non ha purtroppo funzionato a dovere. solo poche volte nella top 10 in gara.

CATHERAM, MARUSSIA, HRT – Un mondiale a parte quello tra questi tre team: se i primi sono riusciti in qualche qualifica a lottare per il passaggio in Q2 con la Toro Rosso, non si può dire la stessa cosa per la Marussia e per l’HRT, che hanno accusato pesanti distacchi dai primi. Troppo per poter gareggiare in F1.

Leo Mastromauro
Twitter: @leo_mastromauro

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