Enrico Gorgoglione

Milan-Juventus, molto più di un banale posticipo

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Cambiano gli scenari, non l’importanza del match

MILANO, 25 NOVEMBRE – Non sarà una giornata qualsiasi la quattordicesima giornata di questo campionato di serie A. Soprattutto il posticipo. Un “Sunday Night” succulento, prestigioso, “europeo”. Un posticipo che per anni ha rappresentato l’Italia nel calcio che conta.

TRA STORIA, PRECEDENTI E PALMARES – Milan-Juventus è storia di tanti precedenti, di polemiche, di gioie, dolori, pianti, e tanti sfottò, simpatici o odiosi che siano. Milan-Juventus rappresenta per migliaia – anzi no, milioni- di tifosi la partita per eccellenza, uno degli scontri più importanti. Quello che (solitamente) decide gli scudetti. Una volta si era soliti affermare che chi trionfava nel Trofeo Berlusconi non vinceva gli scudetti, ma giusto per caricare ancora di più un match che ha sempre regalato vagonate di emozioni. Milan e Juventus, ovvero 7 Coppe dei Campioni contro 28 (o 30 che siano) scudetti. Anche negli anni difficili che hanno attraversato le due squadre, Milan-Juventus è sempre stato un appuntamento importante, uno di quelli da gustare con il volume della tv “a palla” e con l’urlo pronto ad invadere le case (per buona pace del buon Munch).

SFIDA ALLA SCALA, DEL CALCIO E DEGLI ORRORI… – Milan-Juventus, che si gioca nella “Scala del calcio”, che vede di fronte due mentalità diverse di fare calcio, due famiglie storicamente importanti per il mondo calcistico. Due storie diverse, ma pur sempre importanti. E senza fare voli eccessivamente pindarici, basta tornare all’anno scorso per capire l’importanza di questo scontro. Basta tornare indietro al 25 febbraio, esattamente 9 mesi fa, Milan e Juventus si giocavano il titolo punto a punto, partita per partita, gol per gol, emozione su emozione. Decisivi risultarono Muntari, la linea del fuorigioco e Matri. Alla fine, gli “allegri” furono gli juventini. Onore al merito, ci mancherebbe. Nove mesi dopo, le rivali di sempre tornano a sfidarsi, con umori e obiettivi diversi. Senza dimenticare i protagonisti.

MANCHERANNO LE STELLE, LARGO ALLE PROMESSE – L’anno scorso la Juventus acclamava ancora Del Piero e osannava mister Conte, mentre il “Diavolo” si affidava ai “grandi vecchi” (Van Bommel, Seedorf, Zambrotta, Gattuso, Nesta, Inzaghi), alle magie di “WonderIbra” e di Thiago Silva. Sembra passata un’eternità, eppure ora bianconeri e rossoneri tornano a calcare il manto del San Siro. E se la Juventus non può che sorridere visto la sontuosa prova in Champions contro il pur rabberciato Chelsea e un campionato saldamente nelle proprie mani, il Milan è fortemente alla ricerca di un riscatto dopo la positiva vittoria contro i belgi dell’Anderlecht. Sarà ancora Milan-Juventus, il Diavolo contro la Vecchia Signora.

 Arbitro della contesa sarà ancora una volta Rizzoli, una decisione che certamente non farà sorridere né il Milan, né lo stesso Sulley Muntari. In ogni caso, comunque vada, oltre al match delle motivazioni e dei grandi assenti, sarà il derby dei protagonisti, in campo, in panchina, ma anche sugli spalti. Milioni di spettatori si gusteranno il duello tra il principe Boateng e il principino Marchisio, tra il faraone El Shaarawy e il redivivo Quagliarella, tra due “pittori” del centrocampo come Pirlo e Montolivo, tra Allegri e Conte, tra i folkloristici Crudeli e Zuliani.

Tutto questo, e davvero tanto altro, è Milan-Juventus. Chi vincerà non è dato saperlo, ma sicuramente sarà una partita ricca di emozioni. Si alzi dunque il sipario su questo succulento posticipo. E che sia per tutti un buon Milan-Juventus, preferibilmente senza polemiche.

 Enrico Gorgoglione

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