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Champions League, Dinamo Kiev-Paris Saint-Germain 0-2: la rinascita del Pocho

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KIEV, 21 NOVEMBRE – Le individualità del PSG contro l’organizzazione della Dinamo targata Blokhin. Milioni da una parte e tante scommesse dall’altra. Ancellotti non sembra aver trovato ancora gli ingredienti giusti per completare la sua ricetta. Ingredienti pregiati che non riescono ad amalgamarsi come vorrebbe e qualcuno comincia a storcere il naso. Gli ucraini sono un avversario da prendere con le molle, specie nell’Olimpico di Kiev ma, con la qualificazione a portata di mano, i parigini sono obbligati a far risaltare tutta la differenza di valori.

SENZA TIMORE – Le parole di Blokhin hanno sortito l’effetto sperato. La Dinamo non ha paura e sa che questa è l’ultima possibilità per mantenere vive le speranze di accedere agli ottavi. Concentrazione, corsa e l’incoscienza dei giovani per mettere la bilancia in equilibrio. Le maggiori occasioni nella prima parte sono quasi tutte per la Dinamo, solo le parate di Sirigu e qualche errore di mira salvano i francesi dallo svantaggio. Anche se il pareggio qualificherebbe aritmeticamente la squadra di Ancellotti, le ambizioni di primo posto nel girone rischiano di essere vanificate da un atteggiamento troppo rinunciatario.

ECCO LE STELLE – Dopo 45 minuti di anonimato, quando si aspetta solo l’intervallo, arriva il momento delle star: palla rubata da Verratti al limite della sua area, ripartenza con Ibra che serve Lavezzi in profondità e il Pocho non sbaglia. Una vecchia legge del calcio che si ripete inesorabile. Una squadra volenterosa ed imprecisa punita dall’insolenza dei solisti di Ancellotti. Il tecnico di Reggiolo però non accenna neanche ad un sorriso e forse si chiede come mai i suoi non abbiano provato prima a far male agli avversari.

ERRORE FATALE – Non cambia la musica nella seconda parte, ma la Dinamo paga carissima una disattenzione di Khacheridi. Un retropassaggio sbagliato libera Matuidi che fa da sponda per Lavezzi e per l’ex-napoletano è doppietta. Ora il PSG prova a fare possesso per addormentare la partita ma troppo spesso regala palla agli avversari che non si arrendono e le provano tutte. Sirigu è chiamato agli straordinari almeno in tre occasioni. L’ex-rosanero è stato senza dubbio il migliore in campo e questo la dice tutta su come il PSG abbia affrontato l’incontro. La Dinamo esce comunque tra gli applausi del suo pubblico che riconosce l’impegno degli uomini di Blokhin.

VERDETTI UFFICIALI – Il girone A si chiude di fatto con una giornata d’anticipo. Porto e PSG passano il turno, anche se resta da decidere chi sarà la prima del girone, mentre la Dinamo deve accontentarsi dell’Europa League. Il PSG non ha dato risposte dal punto di vista del gioco: troppo lenta la manovra ed un collettivo che stenta ad essere definito tale sono gli aspetti su cui Ancellotti dovrà lavorare di più, per risalire in Ligue 1, ma soprattutto in vista della sfida con il Porto.

Tabellino

DINAMO KIEV 0
PARIS SAINT-GERMAIN  2 (45′ e 51′ Lavezzi)

Le Formazioni

DINAMO KIEV (4-2-3-1): Koval, Silva, Betao, Khacheridi, Taiwo; Gramash (dal 77′ Bogdanov), Veloso, Dudu, Haruna (dal 66′ Milevskiy), Gusev (dal 66′ Yarmolenko); Ideye All.: Blokhin

PSG (4-3-3): Sirigu, Van der Wiel, Alex, Thiago Silva, Maxwell; Verratti (dal 77 Bernard), Sissoko (dal 67′ Chantome), Matuidi; Nenè (dall’87’ Pastore), Lavezzi, Ibrahimovic All.: Ancellotti

Ammoniti: Mayuidi, Verratti, Sissoko (P), Betao, Khacheridi, Silva (D)
Espulsi:
Arbitro: Stark

Andrea Croce

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