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Chelsea, esonerato Di Matteo: subito Benitez, a giugno Guardiola

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Di Matteo a rischio esonero, arriva Rafa BenitezLONDRA, 21 NOVEMBRE – Un amore mai nato è destinato a finire, prima o poi. Solo l’incredibile vittoria della Champions poteva costringere il magnate russo ad “accontentarsi” di un semplice gregario in panchina, dallo scarso appeal e dal nome poco altisonante. Eppure, anche quella vittoria sembrava non bastare per la conferma del “normal one” Di Matteo. Poi la resa, o forse, l’uomo ideale che facesse da ponte fino a giugno 2013: la data dello sbarco di Pep Guardiola a Londra. Ma la debacle europea ha accorciato i tempi dell’addio, urge qualcuno che salvi la stagione, ed ecco spuntare forte il nome di Benitez.

UN MERCATO PER PEP, DI MATTEO PAGA: BENITEZ ACCETTERA’ ? – E’ufficiale,  Roberto Di Matteo non sarà più l’allenatore del Chelsea. Incredibile, dopo quanto li era riuscito in due mesi con la vittoria di Champions ed F.A. Cup. Ma Anche questo inizio di stagione sembrava andare per il meglio: appena 3 settimane fa il Chelsea comandava la Premier con ben 4 punti di vantaggio sul City e ieri arrivava a Torino forte di 2 risultati su 3. Ma un Chelsea troppo brutto per essere vero, ieri ma non solo, dilapida il vantaggio in campionato scivolando ora essa a -4 dal City ed è ad un passo dalla retrocessione in Europa League. Alla lunga, sono venuti fuori i limiti di una squadra costruita su giocatori di grande classe e talento, ma individualistici e poco di squadra. E proprio quest’ultimo concetto era stato alla base dell’impresa del tecnico italiano: poco spazio ai solisti e puntare tutto sul gruppo. “A pensar male si fa peccato, ma alle volte ci si azzecca“: tradotto, il mercato sembra essere stato fatto su misura per Guardiola ed il suo gioco colmo di trequartisti e fantasia, meno fisico e pragmatico di quello attuato da Di Matteo. Indizio in più, il mancato acquisto di un attaccante: l’azzardo di puntare tutto su Torres, inesistente dal suo arrivo ai blues un anno e mezzo fa, non è da grande squadra soprattutto se ha i mezzi per comprare chi vuole. Ma il gioco di Guardiola non necessita di una punta centrale, ed allora “el nino” andava bene lo stesso per quest’anno. Tutto questo, unito alle assenze gravissime di Terry, Lampard e Drogba è sufficiente a spiegare la disfatta europea.

E ora? Forse lo stesso Abramovich godeva di sufficiente, seppur minima fiducia, da pensare ad un Di Matteo capace quanto meno di arrivare ai quarti di finale in Champions. I titoli dei tabloid inglesi oggi stampano in prima pagina il faccione di Benitez: a questo punto, cadrebbe l’ipotesi di un Guardiola già designato come futuro allenatore dei blues e burattinaio del mercato estivo appena passato? Forse, ma non del tutto. Certo, immaginare un Benitez traghettatore è impossibile, per reputazione e costo dell’allenatore. Il suo arrivo potrebbe modificare i piani futuri della dirigenza, e allora non è da escludere un’ipotesi “ponte” stile Grant nel post-Mourinho del 2008: una soluzione che portò il Chelsea addirittura alla finale di Champions poi persa solo ai rigori con lo United.

UNA SCONFITTA NETTA, ANNUNCIATA: DI MATTEO-CHELSEA, DESTINI INCROCIATI – La squadra vista ieri in campo, o meglio non vista, era troppo brutta per essere vera. Il Chelsea subisce la sconfitta più netta in Europa da 12 anni a questa parte, e ci ha messo tanto del suo. I Campioni d’Europa chiusi un’intera gara nella propria metà campo, mai pericolosi e con l’intenzione di fare male: senza anima, determinazione e temperamento. Valori fondamentali nella vittoria del maggio scorso, frutto del carisma di quello che era l’asse portante Terry-Lampard-Drogba. Una vittoria targata Di Matteo, a cui però la dirigenza ha dato credito solo a parole e mai nei fatti. Un mercato che non ha portato un solo giocatore richiesto dal tecnico italiano, dove Drogba non è stato sostituito e in cui si è imbottita la squadra di mezze punte senza preoccuparsi del resto di una squadra che rischiava di rimanere spaccata in due e la coperta “troppo corta”. Di Matteo vinceva l’anno scorso con lo stesso modulo, ma diversi interpreti: e nel calcio avere Hazard ed Oscar anzichè Bertrand e Kalou non sempre rappresenta un miglioramento, sebbene l’ovvia differenza di classe fra le coppie di giocatori. Di Matteo a sorpresa arrivava alla finale dell’Allianz Arena con gli ultimi due, grande sacrificio e disponibilità nei confronti del gruppo: un lavoro che evidentemente poco si addice alle carattaristiche di due fuoriclasse come Hazard ed Oscar.

Il calcio è fatto non solo di campioni, ma di uomini e di un gruppo capace spesso di farsi preferire alla classe ed il talento: i famosi “galacticos” del Real Madrid di qualche anno fa rappresentano l’emblema del concetto. Ronaldo, Figo, Zidane, Raul, Owen, Beckam, R.Carlos: un mare di leggende in una stessa squadra, zero titoli.

Good luck, and see you soon Di Matteo!

Orazio Rotunno

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