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Cassano continua la guerra degli Antò con Conte ed elogia Ibrahimovic

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Antonio Cassano

Antonio CassanoMILANO, 15 NOVEMBRE – Per citare un vecchio film, esplode in serie A “la guerra degli Antò”: uno fa l’allenatore, uno il calciatore, in comune hanno l’esposizione mediatica e qualche problemino con la giustizia passata e presente. Stiamo parlando di Antonio Conte e Antonio Cassano.

TUTTO PARTE DAI SOLDATINI – La miccia la innesca, sembra involontariamente, il calciatore ex-Milan che, in un’intervista, spiegò di aver rifiutato la Juventus perchè lì erano tutti “soldatini”. Non mancarono, a stretto giro, le risposte dell’entourage bianconero, prima dello stesso Conte, poi di Bonucci. Finchè il tecnico bianconero non butta il carico da 11 “Chi parla troppo non è da Juve”.

LA RISPOSTA DI CASSANO – Un assist troppo ghiotto per il fantasista barese, che giustamente fa notare il controsenso: la logorroica accusa parte da chi è stato squalificato per omessa denuncia, aggiungendo “se lui viene a parlare di moralità a me, è finito il mondo”. Parte insomma la sfida a chi è più quaquaraquà (citando un altro famoso film).

TRA IBRA E L’INTER – Chiuso il capitolo Conte, Cassano si rituffa nel campionato, augurandosi che all’Inter torni presto Sneider, attualmente infortunato, lascia ancora aperta una porta per l’azzurro e, a proposito delle recenti amichevoli tra nazionali, commenta il capolavoro di Ibrahimovic contro l’Inghilterra: “gli ho mandato un sms ieri notte per complimentarmi ma non mi ha risposto. Sarà ancora ubriaco per i festeggiamenti”.

A cura di Modestino Picariello

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