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Zlatan Ibrahimovic: gol dell’anno e poker all’Inghilterra

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Ibra vs CR7

STOCCOLMA, 15 NOVEMBRE – Roba da matti, esclamava il compianto Mike nelle sue trasmissioni televisive. Ieri ci avrebbe aggiunto una modifica, immaginandolo per un attimo ai microfoni per la telecronaca di Svezia-Inghilterra al 90’minuto. “Roba da Ibra” avrebbe accompagnato quel gesto straordinario per eleganza ed astuzia, oltre che per concretezza. L’ultimo di 4 gol, nessuno banale, come nello stile di Zlatan. Senso del gol, tiro al volo, punizione ed acrobazia geniale. C’è tutto Ibra dentro la partita di ieri. C’è il calcio, semplicemente, nel gigante svedese.

IBRA “FAB FOUR”, IERI HA CANTATO SOLO LUI – Non sarà decisivo in Champions, con le grandi sparirà pure, ma toglieteci tutto tranne Ibrahimovic. Lo abbiamo rimpianto tutti quando ha lasciato l’Italia la prima volta, sponda Barcellona, lo guardiamo con un filo di nostalgia oggi, a seguito del trasferimento in Francia. Non c’è mai stato un calciatore come lui: così forte, alto e possente ma al contempo geniale e tecnico. Un personaggio tanto carismatico, spaccone, e presuntuoso: ma ci piace così Zlatan, o non sarebbe lui. E chi lo odia è perchè lo ammira ma soprattutto lo teme. Gli amanti del calcio, e non solo, ieri si sono inchinati dinnanzi a tanta bellezza. Uno, due, tre e quattro: l’ultima è una perla dopo 92′ minuti di partita. Hart esce di testa dall’area di rigore per spazzare di testa, Ibra indietreggia e si coordina con un elegantissima rovesciata(che inizialmente assomiglia alla solita mossa di taekwondo). Lì dove il 90% degli esseri umani si sarebbero fermati, ovvero alla bellezza del gesto tecnico ed ai complimenti per averci provato, lui va oltre. Con il collo del piede calibra una parabola a scendere ed a porta sguarnita la palla entra in rete fra l’estasi dei tifosi e del gigante svedese.

Il gol dell’anno, tra i più pazzeschi che si siano mai visti sui campi da calcio: ma la grandezza di un gesto sporadico all’interno di una partita o di una carriera, assume maggior valore se si pensa alla cosa più incredibile. La Svezia, o meglio lui, giocava contro l’Inghilterra e fino a quel momento ne aveva già fatti 3. E neanche bruttini: il primo, rasoiata dal limite. Il secondo, stop e tiro al volo: il terzo è un marchio di fabbrica, punizione radente nell’angolo.

“God save Ibra“, e che ce lo mantenga ancora a lungo.

Orazio Rotunno

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