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Derby d’Oriente, salta accordo Cina-Inter: obiettivo Milan con Lippi dirigente

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MILANO, 15 NOVEMBRE – Ci mancava solo un duello Milan-Inter in Asia, per tingere il derby della Madonnina di nuovi colori. Le due notizie sembrano apparentemente slegate fra loro, ma la coincidenza con cui emergono una a poca distanza dall’altra è quanto meno curiosa. La lenta macchina burocratica del nostro Paese rischia di far saltare l’accordo paventato da tempo fra l’Inter e gli investitori cinesi della Railway Construction Corporation. Al contempo, il Presidente del Guangzohu Liu Yongzhuo allenato da Lippi, sarebbe interessato ad investire nel Milan con il tecnico italiano a fare da intermediario nella trattativa e da direttore tecnico in futuro. Analizziamo nei dettagli la vicenda, con i motivi che hanno portato alla situazione attuale.

MATRIMONIO CINA-INTER: PERCHE’ NO – Sono quattro i motivi principali che hanno porato in queste ore alle clamorose voci di chiusura, nella trattativa fra i cinesi e la squadra di Moratti. Motivo n.1: la lentezza della burocrazia italiana. Un ostacolo non da poco nell’ambito del progetto da cui in realtà nasce l’idea di partnership con l’oriente, la costruzione di un nuovo stadio. Stesso motivo per cui in Italia a differenza degli altri Paesi, si fatica a costruire stadi nuovi. L’edificazione di opere pubbliche in Italia richiede l’attivazione di una macchina burocratica rimasta alla preistoria e con tempi decennali. Recando enorme danno all’economia intera del Paese, che vede l’allontanamento di investitori esteri spaventati dai lunghi tempi. Motivo n.2: eccessiva pubblicità dell’affare. I cinesi non hanno gradito la messa in piazza del loro nome su tutti i media, in ambito di mercato e della questione stadio. Motivo n.3: ruolo marginale nelle decisioni societarie. Sedere nel Cda con il 15% di azioni non avrebbe garantito voce in capitolo nelle strategie del board interista nel più delle occasioni. Motivo n.4: la burocrazia cinese. E questo ad oggi è l’ostacolo principale. Le aziende pubbliche come la Crcc non possono investire con privati all’estero; questo è quanto prevede la legge cinese. Si attendono sivluppi in merito, ma lo stesso Moratti nel corso dell’ultimo Cda ha espresso le sue preoccupazioni merito, posticipando l’accordo eventuale a fine anno corrente.

MATRIMONIO CINA-MILAN: PERCHE’ SI – Dei quattro motivi elencati sopra, per cui sarà difficile arrivare ad un accordo fra cinesi e neroazzurri, nessuno si interpone fra il Milan ed il Presidente del Guangzohu. Non vi è l’intenzione di costruire al momento un nuovo stadio, non si commetterebbe lo stesso errore di sovraesposizione mediatica adottato dall’Inter, non si tratta di un’azienda pubblica a differenza della Rcc e l’ingresso del Presidente Liu Yongzhuo sarebbe tutt’altro che marginale. In più l’intermediario nell’affare corrisponderebbe al nome di Marcello Lippi. Il primo incontro fra le parti avverrebbe in occasione di Milan-Zenit del 4 dicembre. Berlusconi si siederebbe al tavolo con uomo dal patrimonio pari a 2,7 miliardi di euro, e smanioso di investire nel calcio. A questo punto la carica di direttore tecnico sarebbe ideale per Lippi, più volte accostato alla Juventus con questo ruolo. Dopo arabi e russi è dunque la volta dei cinesi, con la sensazione che questa volta vi sia qualcosa di concreto. A Berlusconi la scelta, se tornare a fare grande il Milan, o a vincere sarà nuovamente un “egoistico sentimentalismo“.

Orazio Rotunno

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