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MotoGp: il ritorno di Rossi in Yamaha e i due anni maledetti alla Ducati

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Valentino Rossi sulla Ducati

VALENCIA, 12 NOVEMBRE – A distanza di pochi giorni il circuito di Valencia sarà teatro, contemporaneamente, della fine di una delle storie d’amore motociclistiche più deludenti e del “nuovo” inizio di una delle più romantiche. Entrambe hanno come protagonista Valentino Rossi e le partner hanno il nome, rispettivamente, di Ducati e di Yamaha.

PASSIONI D’ORIENTE – Sin dagli albori degli anni 2000 in molti, tra gli appassionati del motociclismo, immaginavano come sarebbe potuto essere un matrimonio tutto italiano, pilota e moto che parlassero la stessa lingua, che difendessero lo stesso tricolore. Il promesso sposo Valentino Rossi, però, non era ancora pronto per un passo così decisivo come il matrimonio in patria. Guardava ad Oriente, il più vincente degli ultimi decenni, giovane, bello e famoso aveva una passione sfrenata per le Giapponesi. Prima fidanzato con la Honda, compagna dei primi successi nella categoria 500 e poi dell’affermazione nella neonata Moto Gp. Da debuttante assoluto nella massima serie nel 2000 riesce già ad impaurire gli avversari più temprati di lui, raggiungendo il secondo posto. E’ soltanto il rodaggio, di una storia che lo porterà a vincere tutti e tre i successivi mondiali. Poi la Yamaha, un innamoramento dettato più dalla passione che dalla ragione, all’inizio una pazzia bella e buona, una scelta che si è rivelata nel tempo la più azzeccata, in tutta la sua carriera. In sette anni di legame hanno conquistato insieme 4 titoli mondiali, due terzi posti ed un secondo. Dal 2004 al 2006 i primi due successi, segno di una passione dirompente, Rossi riesce da buon “dottore” a curare una moto che, prima di essere costruita ad hoc per lui, attraversava momenti di dura crisi. Dopo due anni in cui riesce soltanto a sfiorare la vittoria, torna nel 2008 e poi ancora nel 2009 a vincere, raggiungendo quota totale di 9 mondiali vinti. Da quel momento comincia il suo declino e Valentino capisce che qualcosa deve cambiare.

ITALIANS  DO IT BETTER – L’anno successivo, il 2010, è un anno di transizione. Seguito dal suo fidato staff, capeggiato da Jeremy Burgess, comprende di aver perso parte delle sue motivazioni e inizia per la prima volta a pensare concretamente di “mettere la testa a posto”. Incomincia finalmente a guardare le bellezze di casa propria. Lui corteggia lei, lei corteggia lui. Rossi e la Ducati si cercano e si trovano, promettendosi di convolare a nozze. All’inizio della nuova stagione il sogno si realizza e finalmente Rossi sale in sella alla propria rossa, fiammante ed indisciplinata Ducati. Ebbene sì, è indisciplinata la sposa del Dottore, che stavolta non riesce a plasmare a sua immagine e somiglianza una moto che soltanto 3 anni prima aveva portato alla vittoria Casey Stoner. Ed è bene sottolineare l’impresa del pilota australiano, perchè soltanto due anni dopo le parole di Valentino saranno queste: “Stoner è stato l’unico pilota in grado di andare forte con la Ducati, tutti gli altri sono stati psicologicamente distrutti dall’esperienza, quindi devo fare i complimenti a Casey“. Ventiquattro mesi, 36 Gran Premi disputati, 4 ritiri, 3 podi, mai un primo posto. Nel primo anno 7° posto con 139 punti, nel secondo 6° posto e 163 punti, questo il bilancio di colui che nei quindici anni precedenti di carriera, aveva raccolto una media di 283,9 punti a stagione. Dopo due anni di aspettative mancate, di figure non all’altezza, di screzi, il matrimonio del secolo è finito con un divorzio: “Ho fatto tre podi, due sull’asciutto e uno sul bagnato. Il più bello quello ottenuto a Misano, che è casa mia e anche casa della Ducati” – ha analizzato Rossi – “Ma adesso è tempo di cambiare“.

RITORNO AL FUTURO – Da mesi è stato annunciato il suo ritorno alla Yamaha. Giusto il tempo per sbrigare le ultime “pratiche” con la moto italiana che The Doctor è già pronto per ricominciare con il suo amore più grande. “La voglia di provare la Yamaha è tanta. Sarà un test importante dove riuscirò a capire quale sarà il mio potenziale per il prossimo anno“. Valentino Rossi nella sua carriera ha sempre dimostrato il coraggio di fare scelte azzardate, dettate innanzitutto dal cuore e poi dalla ragione. Alla fine ha quasi sempre avuto ragione lui. E noi aspettiamo con la solita passione che l’amore ritrovato lo possa portare di nuovo alla vittoria.

a cura di Gaetano Galotta

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