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Nicchi presidente dell’Associazione Italiana Arbitri

Nicchi presidente dell’Associazione Italiana Arbitri
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Marcello Nicchi è stato rieletto presidente dell'Aia. Nelle elezioni dell'associazione ha battuto Robert Boggi, che nei giorni precedenti aveva mosso proprio contro Nicchi alcune accuse e critiche

ROMA, 11 NOVEMBRE – Ci si aspettava che qualcosa potesse cambiare, visti i recenti errori della classe arbitrale ma così non è stato. Con 208 voti contro i 119 assegnati a Boggi, Nicchi è stato rieletto Presidente dell’Aia.

IL DUELLO CON BOGGI – I momenti hanno preceduto le elezioni non sono stati propriamente tranquilli. Robert Anthony Boggi, il concorrente di Nicchi non aveva avuto parole di stima verso il suo avversario. “E’ come Luigi XIV e l’Aia è una monarchia, una monarchia assoluta. In un’associazione dovrebbero avere tutti lo stesso peso, ma non è così”. Inoltre Boggi aveva accusato Nicchi di aver esercitato pressioni su alcuni dirigenti, accusa da cui Nicchi si è difeso parlando direttamente con la Procura.

IL “NICCHI-BIS” – “L’associazione – dice il neo rieletto presidente – è forte e compatta, e puntiamo in alto. L’Aia è tornata a essere un organo dignitoso, nessuno dei nostri arbitri è stato coinvolto nello scandalo scommesse. Dobbiamo andarne fieri”.
Riguardo agli errori che si susseguono dall’inizio del campionato chiosa: “Sono errori, alcuni molto evidenti e il mio compito è essere arbitro di questi errori. Ma dietro non c’è nulla, semplicemente un errore”, scacciando così polemiche e accuse di favoritismi e sudditanza verso alcune squadre e società.

E citando Obama conclude: “Il meglio deve ancora venire”. Speriamo, la classe arbitrale ha di certo bisogno di una scossa ma nel frattempo Nicchi annuncia che Tagliavento tornerà presto ad arbitrare.

Simone Calucci

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2 Responses to Nicchi presidente dell’Associazione Italiana Arbitri

  1. Teodoro Simone 22 novembre 2012 at 19:45

    Avrei piacere di comunicare con il presidente Marcello Nicchi ma non si riesce a trovare un indirizzo mail da nessuna parte. Anche il sito dell'AIA è sprovvisto di qualsiasi possibilità di comunicazione con i dirigenti. Mi aiutate a reperire un suo indirizzo mail?

    In particolare vorrei chiedere qual'è il metro di giudizio che fa si che un arbitro come il sig. Calvarese continui ad arbitrare senza essere mai redarguito nonostante siano evidenti gli errori commessi nell'ultimo anno ai danni del Torino FC. Mi riferisco al blakout di Padova dell'anno scorso dove il sig. Calvarese ha gestito in maniera molto free il continuo andirivieni dell'illuminazione dello stadio Euganeo di Padova fino a sospendere la partita ad un quarto d'ora dalla fine con il Padova che nel frattempo era andato in vantaggio giocando nella penombra… Il suddetto arbitro non sospese la partita chiedendo ai dirigenti del Padova di ripristinare l'impianto di illuminazione in tempo utile secondo il regolamento.. Evidente il danno subito dal Torino Fc in quella occasione. Domenica scorsa Calvarese era giudice di linea in Roma-Torino ed il suo intervento è stato determinante nell'assegnare un calcio di rigore a favore della Roma. Il rigore visto e rivisto da tutti alla moviola è stato giudicato inesistente o perlomeno molto molto dubbio. Come mai Calvarese è subito stato designato per il successivo turno di campionato Lazio-Udinese? Si interviene nei confronti degli arbitri solo quando vengono danneggiate le grandi società come Juve, Inter, Milan?

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    • Simone Calucci 22 novembre 2012 at 23:47

      Gentile Teodoro,
      alla tua domanda sono subito andato a controllare sul sito dell'Aia. Hai ragione – mi permetto di darti del tu perché qui a Sportcafè24 puntiamo a essere una famiglia allargata nell'ambito dell'informazione sportiva – non c'è nessun modo di contattarli e porre delle domande. Come ben saprai è raro, rarissimo che arbitri e vertici arbitrali stessi parlino e si facciano raggiungere dai giornalisti, anche molto più importanti di noi. Se si sottoponessero a raffiche di domande, in un periodo così tormentato da errori madornali, non ne verrebbero più fuori e si innescherebbero così nuove polemiche. Gli errori, come detto, ci sono e sono innegabili, ma come anche hai detto tu fanno soprattutto scalpore quando di mezzo ci sono le big. Anche a me piacerebbe sentire gli arbitri parlare ogni tanto, farsi intervistare a fine partita. Così come un giocatore, anche loro sono professionisti del settore e non vedo il perché non possano esporsi sul proprio operato, spiegare il perché di una decisione piuttosto che un'altra. Non sarebbe poi così fantascientifico, ma sappiamo tutti che è difficile che si avveri.
      E' una classe che non si espone e che non si prende pubbliche responsabilità, si sa, anche perché se ammettessero un errore sarebbe paradossale l'andamento delle cose.
      S.C.

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