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Milan, parla Adriano Galliani:”Torneremo competitivi”

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MILANO, 9 NOVEMBRE – E’ un Adriano Galliani raggiante quello che parla in occasione della 19.a edizione dello Sponsor Night, abituale evento dove l’Ad rossonero incontra nuovi e vecchi sponsor del club. Per l’occasione Galliani ha ricevuto un orologio personalizzato con la celebre frase del fondatore del Milan, Herber Kiplin. Tanti i temi affrontati: Guardiola, Montella, gli sponsor, i Media, il mercato e Berlusconi.

Inizialmente affronta il momento del Milan, rassicurando gli sponsor: “Mi sembra che il Milan stia risalendo velocemente la classifica, quindi rassicuro gli sponsor che torneremo ad occupare le posizioni che abbiamo sempre avuto con Berlusconi presidente”. Sul pareggio in Champions: “Pareggio con il Malaga buonino. Dobbiamo assolutamente accedere agli ottavi, perché ci sono in ballo ricavi importantissimi”. Elogia anche il tecnico Montella, prossimo avversario in campionato: “E’ molto bravo, farà una grande carriera. Montella fa giocare bene le sue squadre. E il bel gioco piace al presidente Berlusconi, che nel 1987 ha deciso di portare il Milan sul tetto del mondo con il bel gioco”.

Continua: “Se volessimo prendere Guardiola, Allegri sarebbe il primo a saperlo. Braida in Argentina? Certo, starà lì 15-20 giorni per visionare giocatori. D’altronde è il nostro lavoro, non ci vedo nulla di strano”. Approfondisce anche il discorso su Guardiola: “Il fratello di Guardiola ed Estiarte non sono i procuratori di Guardiola. Conosco il procuratore, Orobitg. Pensare che io sia così stupido da far venire il fratello ed Estiarte da Giannino per parlare di Guardiola è assurdo. Giuro che non sapevo fossero lì, non li ho invitati io (erano ospiti del Malaga) e non li ho incontrati. Se mai un giorno dovessi muovermi per Guardiola, certamente mi muoverei in altro modo. Orobitg, che conosco da anni, parlo ed è un amico. Se mai avessi pensato a Guardiola, avrei telefonato a lui”.

L’ad rossonero parla anche del Presidente Berlusconi: “Non è mai andato via, l’ho sento tutti i giorni. Non cambia la presenza fisica allo stadio o meno, lui fa sempre sentire i suoi consigli. L’altra sera? E’ molto più tranquillo di me, alo stadio cerca di tenermi calmo. E’ sereno e contento di quello che stiamo facendo”. Ritorna poi sul campionato: “Se il campionato iniziasse oggi, non faremmo così pochi punti come nelle prime giornate. Siamo contenti di Allegri, andiamo avanti così e sperem”.

Si passa al mercato: “Non c’è nessun tesoretto. I costi e i ricavi vanno valutati al lordo. Abbiamo venduto per ridurre il monte stipendi. Ora siamo in equilibrio, non abbiamo più bisogno di vendere. El Shaarawy? E’ il pezzo pregiato del Milan, i tifosi devono restare tranquilli al 110%, resta. I grandi giocatori vanno costruiti in casa? Speriamo e auguriamocelo. Noi abbiamo un trio d’attacco giovanissimo, Pato-Bojan-El Shaarawy. Prima ci accusavano di essere troppo vecchi, ora troppo giovani, bisogna aver pazienza… Questo è l’anno uno del Milan”.

Per quanto riguarda Kakà ormai è una storia finita: “Non lo sento da agosto guadagna una cifra che per noi è fuori parametro. E ha una fiscalità che non gli permette di uscire dalla Spagna se non per andare in posti simili”.Un battuta su Niang: “E’ stato un investimento moderato e se consideriamo che ha solo 18 anni, per ora, siamo soddisfatti del suo rendimento quando si allena fa bene, diciamo che speriamo che fuori dal campo si calmi. Non siamo affatto delusi, bisogna solo che migliori fuori dal terreno di gioco. Allegri parla sempre bene di Niang e il giocatore non è in vendita e non andrà via in prestito”. Su Pato: “Deve solo star bene. Quando non ha avuto problemi fisici ha sempre avuto una media gol straordinaria. Se sta bene è un grandissimo campione. E oltre a lui abbiamo anche altri campioni, come Robinho. Abbiamo una rosa ricca, nonostante quello che si dice”.

Piccolo cenno allo Stadio San Siro, con il suo nuovo manto erboso: “Quest’anno finalmente con questo terreno naturale e in parte sintetico, il prato è bello. Quest’anno abbiamo messo a punto e brevettato la macchina che copre metà campo e favorisce la fotosintesi clorofilliana. Questo fa sì che il prato sia in condizioni molto buone. Penso che San Siro sia uno stadio meraviglioso, che certamente ha un po’ di anni; primo anello costruito 1926, secondo anni ’60 e terzo Italia ’90; ci porteremo avanti per migliorarlo sempre più. Quest’anno ci sono lavori per rafforzamento delle strutture, creato sei lounge che si uniscono ai 30 box che già avevamo. Nella prossima estate faremo altri sei lounge nel settore arancione e qui rimodelleremo i gradoni facendoli diventare uguali a quelli del settore rosso. Ma sopratutto, a partire da maggio, daremo via ad un imponente opera di creazione di nuovi servizi igienici, la cui assenza non ha reso San Siro uno stadio di elite. E diventandolo diventeremo, su promessa del presidente Michel Platini, potremo ospitare la finale di Champions League. Sarà uno stadio bellissimo: ridurremo la capienza, troppo ampia, guadagnando un sacco di servizi. Siamo intenzionati a rimanere qui e migliorarlo in continuazione, con il primo anello destinato alle aziende”.

Passa poi al vero motivo di questo evento, gli sponsor, ed inizia dalla valutazione del brand: “Milan come la Ferrari? Che vinca o non vinca, il brand resta forte. Il brand deve restare forte. Il Real Madrid è rimasto trent’anni senza vincere la Coppa dei Campioni, ma il brand è rimasto. Noi siamo il club più titolato al mondo, e questo va al di là dei risultati del giorno prima. E’ un valore che si costruisce nel tempo”. Prende poi in considerazione gli sponsor: “Quest’anno siamo sold out in tutte le categorie dei nostri sponsor; abbiamo sei top sponsor, otto sponsor premium, 14 partner ufficiali e 5 supplier. Come facciamo a tenere unite tutte queste aziende? Con una segmentazione merceologica ben precisa, ognuna ha un’esclusiva per il suo settore. Crediamo di essere stati in Italia e forse anche in Europa e possedere un certo tipo di cultura e abbiamo costruito e allevato lo sponsoring in Italia, andando incontro alle esigenze dei nostri sponsor. Abbiamo molti progetti e ognuno incontra i favori degli sponsor. Cerchiamo di creare cose che possano servire ai nostri sponsor. Ci sentiamo soci dei nostri sponsor: una comunione d’intenti che ha creato qualcosa d’importante”.

Discorso importante sui media: “Per la prima volta non siamo soli ma presenti sulle varie piattaforme del Milan; c’è la diretta su Milan Channel, lo streaming sul sito e sul canale Milan di youtube. Al Milan sta succedendo qualcosa di diverso dal mercato: la nostra società, per il settore commerciale, ha avuto una crescita incredibile. Fatturavamo nel 2010 67 milioni, nel 2011 82 e nel 2012 chiuderemo con circa 85 milioni di ricavi dal settore commerciale; circa un terzo del nostro fatturato globale, il cui totale è di circa 250 milioni. Siamo virtuosi, gli unici in Italia”.

Massimiliano di Cesare

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