Enrico Gorgoglione

Max Biaggi, la carriera di un campione

Max Biaggi, la carriera di un campione
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A fine stagione lascerà il campione del mondo Superbike

VALLELUNGA, 7 OTTOBRE – È un giorno triste per tutti gli appassionati italiani di motociclismo. È l’alba di un nuovo gran premio, sia in Superbike che in MotoGp, ma questo weekend passerà alla storia per un motivo diverso. Il pluricampione italiano Max Biaggi, l’uomo delle mitiche lotte con il dottore Valentino Rossi, a fine stagione lascerà il mondo delle corse. A Vallelunga, in una conferenza stampa organizzata ad hoc al termine di una splendida stagione in Superbike, terminata con il titolo di Campione del mondo dopo un’intensa lotta con l’altro italiano Marco Melandri, il centauro romano ha annunciato il suo addio ai motori. Se ne va così un pezzo importante dell’Italia motociclistica: il corsaro classe 1971 lascia dopo aver vinto 4 mondiali in 250 e 2 in Superbike, l’ultimo quest’anno. La lunga e importante carriera di Biaggi è costellata da numerose vittorie e dalle lunghe lotte prima con Mik Doohan e poi con Rossi, due mostri sacri del mondo delle due ruote.

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LA CARRIERA DI UN CAMPIONE – La sua storia in sella alle moto comincia nel lontano 1989, ma è dal 1998 che è partita l’esperienza in 500-MotoGp, che ha regalato a tutti gli appassionati epici duelli con Valentino, epoche diverse, in cui l’Italia motociclistica si divideva per tifare l’uno o l’altro beniamino. Nella massima serie, Max Biaggi in 8 anni colleziona vittorie, consensi e diversi secondi posti nella classifica mondiale (1998, 2001, 2002), che lo dipingono come l’eterno secondo. Ma è in Superbike che Biaggi si toglie le ultime soddisfazioni, dimostrando di essere ancora un pilota valido e competitivo con le vittorie mondiali del 2010 e del 2012. Lascia dunque da campione il centauro romano, che prima della conferenza ha annunciato su Twitter il suo addio alle due ruote: “è un alba molto diversa per me…niente sarà come prima”. Parole amare, che fungono solo da preludio alla conferenza tenutasi in mattinata a Vallelunga. «Ho scelto di smettere e non ho smesso come hanno fatto altri per motivi fisici o perchè non avevano trovato una moto competitiva – ha affermato Max Biaggi nel corso della conferenza – Ho rinunciato a un contratto con l’Aprilia identico a quello di questo anno, stessa moto, stessi soldi. Credo di aver tolto abbastanza tempo ai miei bimbi e alla mia compagna e credo sia giusto dedicarsi a loro perchè il tempo passa e non puoi fermarlo. Non sono come alcuni politici attaccati alla poltrona, è giusto dare spazio ai giovani». Termina dunque un’era importante per il motociclismo italiano e mondiale.

Lascia le due ruote un campione indimenticato ed indimenticabile, un centauro che spesso poteva risultare antipatico, ma al contempo tremendamente competitivo. Quasi un delitto non vederlo più correre, non vederlo più trionfare e collezionare trofei in giro per il mondo, soprattutto per l’Italia motociclistica che da diversi anni fa fatica a sfornare nuovi talenti ed è ormai surclassata dalla scuola iberica.

Enrico Gorgoglione

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