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Il Cagliari e il Sant’Elia ai titoli di coda

Il Cagliari e il Sant’Elia ai titoli di coda
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Lo stadio Sant'Elia come si presentava in occasione di Cagliari-Atalanta

CAGLIARI, 12 APRILE –  Dopo 42 anni il Cagliari si vede costretto a lasciare il Sant’Elia, per sempre. Gli ultimi comunicati emessi dalla società rossoblu sul proprio sito ufficiale non lasciano spazio a fraintendimenti e a meno di clamorosi ripensamenti segnano il definitivo addio all’impianto inaugurato nel 1970, quando fu preso in consegna dalla squadra appena laureatasi campione d’Italia.

Le incomprensioni sorte con l’amministrazione comunale del capoluogo isolano hanno portato il presidente Massimo Cellino a decidere di prolungare il soggiorno a Trieste fino al termine del campionato. L’esordio nello stadio giuliano si è consumato lo scorso sabato contro l’Inter, vedendo la formazione di Davide Ballardini pareggiare per 2-2 contro i ragazzi di Andrea Stramaccioni. E si ripeterà contro il Catania lunedì e infine con Chievo e Juventus.

I rapporti con il primo cittadino Massimo Zedda e con il suo entourage sono al momento ai minimi storici. E la dirigenza rossoblu è adirata per le dichiarazioni rilasciate di recente da diversi esponenti municipali per commentare la condotta adottata dalla prima associazione sportiva della Sardegna, che crede fermamente di meritare un impianto adeguato nel quale esibirsi davanti ai propri tifosi. Tramontata l’ipotesi Elmas, il Cagliari si è visto costretto a non poter traslocare quando già si avvertivano i primi segni che la situazione del Sant’Elia stava ormai diventando insostenibile. Fino ad essere dichiarato parzialmente inagibile, facendo perdere una volta per tutte la pazienza del numero uno di viale La Playa.

Dalla prossima stagione gli isolani si stabiliranno nella struttura di ‘Is Arenas‘, sita nell’adiacente Quartu S.Elena. Entro l’inizio del prossimo campionato saranno effettuati tutti i lavori necessari per rendere idoneo l’intero impianto ai parametri richiesti dalla Lega di serie A. In attesa che col comune si trovi un accordo per poter riportare la squadra a casa.

Alessio Tuveri

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