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NBA, stasera big match Miami-Boston. Ma chi si infilerà l’anello quest’anno?

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MIAMI, 30 OTTOBRE – Tonight is the night, stanotte è la notte. Ebbene sì, riparte il campionato di basket più emozionante del mondo.

Questa volta riparte senza ritardi dovuti al lockdown dell’anno scorso ed è subito grande sfida: Miami Heat – Boston Celtics. Alla “Triple A”  (American Airlines Arena, gli statunitensi sono pazzi per gli acronimi) andrà in scena quella che probabilmente potrebbe anche essere la finale di Conference ai prossimi Playoff.

Miami è ancora favorita per il titolo, ma occhio alle sorprese. I Lakers si sono rafforzati e hanno Kobe, OKC può schierare KD e Westbrook, due classe ’88 con in mano il futuro della lega. Boston e San Antonio puntano sull’esperienza. Ma nessuno ha James, Wade, Bosh, Allen, Chalmers e Battier. Messi insieme il risultato dell’equazione è punti, tanti punti, e altrettante vittorie.

WESTERN CONFERENCE – La sfida per la Conference sarà quasi certamente tra Oklahoma, Lakers e San Antonio. Giovani contro veterani, chi la spunterà?

Northwest Division: I favoriti sono sempre i Thunder. OKC nonostante abbia ceduto “Il Barba” Harden a Houston nello scambio con Kevin Martin potrà schierare senza dubbio il quintetto più forte della divisione, se non di tutta la Conference. Durant, Westbrook, Sefolosha e due lunghi di spessore come Ibaka e Perkins sotto canestro non renderanno la vita facile a nessun avversario. Minnesota è legata al rientro di Ricky Rubio, Denver con l’acquisto di Iguodala e un Gallinari con più continuità non dovrebbe avere difficoltà a centrare quantomeno i playoff. Portland è poca cosa, in fase di rifondazione e rinnovamento (la stella è il rookie Lillard). Gli Utah Jazz possono puntare ai playoff, ma al momento a nulla di più.

Pacific Division: E’ la Division del derby della Città degli Angeli. Lakers strafavoriti, i Clippers attesi all’esame di maturità. Gli arrivi in maglia gialloviola di Howard e Steve Nash possono dare a Kobe grande apporto. Un quintetto fisico, decisamente fisico. Nash e Bryant ruoteranno intorno a Gasol, Howard appunto e Metta World Peace, all’anagrafe Ron Artest. I Clippers hanno in Billups e Paul il centro del gioco e in Blake Griffin uno spettacolare jolly. I Sacramento Kings sono una squadra giovane con ampi margini di crescita ma potrebbero pagare il fatto che verranno trasferiti la prossima stagione. I Suns hanno perso Nash ma si ritrovano con Scola e Dragic. Da non sottovalutare troppo Golden State.

Southwest Division: Qua è San Antonio la squadra da battere. Riconfermata a squadra dominatrice della scorsa regular season dovrà stare attenta a non perdere improvvisamente le energie come l’anno passato. Qualche innesto in più non avrebbe di certo fatto male. Dallas dovrà fare i conti con l’infortunio di Nowitzki che starà fuori almeno un mese, e con le perdite di due veterani come Kidd e Terry, rimpiazzati però da Brand, Kaman e OJ Mayo arrivato da Memphis. Proprio i Grizzlies dovranno dimostrare sul campo di non aver perso il bel gioco fatto vedere lo scorso campionato. New Orleans si è accaparrata la prima scelta al Draft, Anthony Davies, già oro olimpico con Team USA a Londra. Se esplode si toglieranno degli sfizi. I Rockets ripartono da Harden, Lin e Delfino. Potrebbero sorprendere.

EASTERN CONFERENCE – L’Est è roba di Miami. Boston proverà a mettere i bastoni tra le ruote ai campioni in carica. Attenzione ai Nets, “gasati” dalla nuova era.

Atlantic Division: Con un Rondo sempre più leader e Garnett a metterci l’esperienza insieme a Pierce, i Celtics sono la squadra da contrastare. I Nets che hanno traslocato a Brooklyn possono fare il salto di qualità. Joe Johnson e Deron Williams per provarci. I Knicks sono vecchi ma esperti e l’ingaggio di Kidd non è niente male. Anthony farà il resto, ma non sono da titolo. Philadelphia ha perso Iguodala ma trova Bynum, però sarà complicato ripetere la bella stagione appena passata. Bargnani e i suoi Raptors si accingono a un’altra stagione di limbo.

Central Division: Divisione dove non c’è nulla di scritto. Rose starà fuori ancora molto, moltissimo (forse tutta la stagione o quasi) e Chicago dovrà rinunciare alle sue ambizioni. Indiana guiderà la Division, forse la più povera. Cleveland, Detroit e Milwaukee non appaiono essere franchigie ai livelli delle altre.

Southeast Division: Miami e solo Miami. Dopo essersi scrollato di dosso il peso della non vittoria, LeBron potrà giocare a mente fredda. Gli Heat non hanno molti rivali e sono artefici del proprio destino. Atlanta ha ceduto Joe Johnson ai Brooklyn ma non è male. Gli Wizard non sembrano ancora pronti così come Orlando che dovrà colmare l’enorme vuoto tattico e fisico lasciato da Howard. I Bobcats saranno guidati da un esordiente e continuano a non convincere. Forse Jordan farebbe ancora la sua figura in questa squadra giocando e non amministrandola.

Le partite del 30 ottobre

-Washington @ Cleveland
-Boston @ Miami
-Dallas @ Lakers
-Indiana @ Toronto
-Denver @ Philadelphia
-Houston @ Detroit
-Sacramento @ Chicago
-San Antonio @ New Orleans

Simone Calucci

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