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Jorge Lorenzo: analisi di un pilota quasi perfetto

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PALMA DI MAIORCA, 29 OTTOBRE – E sono 4. Dopo i due titoli conquistati nella classe 250 nel 2006 e nel 2007 e il titolo di campione del mondo della Motogp nel 2010, arriva per Jorge Lorenzo il quarto titolo iridato della sua carriera. A soli venticinque anni il pilota spagnolo è una delle più belle realtà del motociclismo mondiale.

SEMPLICEMENTE PERFETTO – Questo titolo mondiale è tutto suo. Il ragazzo di Palma di Maiorca ha disputato una stagione semplicemente perfetta, senza mai sbagliare un colpo e lasciando solo le briciole agli avversari. Perché se è vero che la fortuna gioca la sua parte nell’arco di un intero campionato, è anche vero che Lorenzo ha saputo sfruttare al meglio le sue enormi qualità, accontentandosi talvolta di ottenere un secondo posto piuttosto che tentare di vincere a tutti i costi rischiando di cadere e compromettere la stagione. E poco importa se lo spettacolo può averne risentito, i titoli mondiali si vincono anche con la testa. E così i numeri danno ragione al pilota maiorchino della Yamaha: 17 Gran Premi disputati in questa stagione, 6 vittorie e 10 secondi posti, un solo “passaggio a vuoto” in Olanda per via di una caduta, 350 punti conquistati quando manca ancora una gara alla conclusione della stagione. Jorge è riuscito a chiudere nella top2 tutte le gare del 2012, eccezion fatta per il circuito di Assen. Numeri da far paura, numeri da campione del mondo.

GIOIA INCONTENIBILE – Dopo aver dominato l’avvio di stagione con 4 vittorie in 6 gare, lo spagnolo ha dovuto fare i conti con la voglia di riscatto del connazionale Dani Pedrosa e con quella dell’australiano Casey Stoner, vincitore nel Gran Premio di Phillip Island che ha consegnato a Lorenzo il titolo iridato. “Ora che è finita mi sono completamente liberato – afferma il fresco vincitore del Mondiale -. Ora sono davvero felice. Devo godermi questo momento perché questo titolo è stato molto difficile, ho corso sempre al limite senza mai superarlo”. “Sono orgoglioso del cambiamento che ho fatto. Prima sbagliavo tanto, ora non più”.

IL PREDESTINATO – E se il buongiorno si vede dal mattino, Jorge Lorenzo non poteva che diventare un predestinato delle due ruote. Il talentuoso pilota spagnolo infatti già all’età di 4 anni partecipa al suo primo campionato di mini cross e, a 15 anni, diventa il più giovane pilota della storia ad aver partecipato ad un Gran Premio del Mondiale. L’anno seguente vince la prima gara in Brasile, sul circuito di Rio de Janeiro. L’anno della svolta è il 2006: otto vittorie, un secondo posto e due terzi posti consentono al maiorchino di laurearsi campione del mondo della classe 250 con 289 punti, diventando il secondo pilota più giovane della storia a vincere tale titolo. L’anno seguente vale la riconferma: con nove vittorie e 312 punti in classifica Jorge Lorenzo vince il suo secondo titolo mondiale, questa volta addirittura con una gara d’anticipo. L’approdo in MotoGp nel 2008 è il giusto premio per un ragazzo capace di bruciare letteralmente le tappe. Due anni più tardi Jorge Lorenzo si trova a festeggiare il suo terzo titolo mondiale, il primo della Moto Gp, battendo avversari ben più quotati di lui: su tutti, un certo Valentino Rossi. Il resto fa parte dei giorni nostri. Lorenzo è diventato uno dei piloti più completi di tutto il panorama mondiale: i 9 titoli mondiali del “Dottore” numero 46 sono ancora lontani, ma le premesse per veder diventare Jorge Lorenzo una vera leggenda ci sono tutte.

a cura di Matteo De Angelis

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