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Tasse, imposte e contributi: ecco come fare a capire dove vengono posizionati i rincari

Tasse, imposte e contributi: ecco come fare a capire dove vengono posizionati i rincari
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ROMA, 22 OTTOBRE – Quante volte abbiamo sentito parlare di imposte, di tasse e di contributi? E in quante occasioni i telegiornali, i quotidiani e le persone comuni hanno fatto uso ed abuso di questi termini spesse volte confondendone il significato? In molti casi le tre parole vengono mescolate tra loro ma, in realtà, le tasse, il contributo e l’imposta sono tre tributi ben distinti: ecco svelato il loro vero significato.

Come anticipato implicitamente in precedenza le tre imposizioni fiscali sono tre grosse suddivisioni del tributo, una prestazione patrimoniale che deve essere versata in base alle disposizioni di legge. La tassa è, in sostanza, un prelievo che l’Ente Pubblico o lo Stato va a “piazzare” su quelle persone che usufruiscono di un servizio pubblico. Un tipico esempio di tassa è la TARSU, imposizione posta sull’immondizia: pertanto, quanto al telegiornale verrà annunciato un aumento delle tasse ci si riferirà soltanto agli incrementi legati a quei servizi pubblici a disposizione di un normale cittadino.

L’imposta, invece, è un prelievo generalizzato, ossia applicato indistintamente a tutti i cittadini a prescindere dai loro guadagni, dall’utilizzo di beni pubblici e dal loro grado di benessere sociale e economico. A loro volta le imposte si suddividono in imposte dirette (prelievi che colpiscono il reddito) e imposte indirette (prelievi relativi alla “ricchezza che si trasforma”, la cosiddetta ricchezza che “passa di mano”, come ad esempio l’imposta di registro per il trasferimento della casa). Un classico esempio di imposta è l’IVA, l’imposta sul valore aggiunto che è momentaneamente ferma al 21%: questo prelievo, infatti, viene applicato a tutti i cittadini senza distinzione alcuna: se una persona acquisterà un paio di scarpe pagherà l’IVA relativa a quell’acquisto, se comprerà un bene di prima necessità dovrà far fronte allo stesso tipo di imposta adeguata all’acquisto che effettuerà.

Il contributo, infine, viene applicato a coloro i quali traggono beneficio da un servizio pubblico o da un’opera particolare. Tutte le persone che potranno godere di questa utilità particolare dovranno pagare i contributi allo Stato, prelievo che servirà poi per alimentare e incrementare la pensione del futuro. Quando ora si parlerà di tasse, imposte e contributi è opportuno fare molta attenzione alla sottile differenza di significato che contraddistingue questi termini: in questo modo sarà facile capire su quale tributo il nostro portafogli andrà a versare lacrime amare.

A cura di Nicolò Bonazzi

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