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L’orologio della vita: come vivere a lungo senza invecchiare?

L’orologio della vita: come vivere a lungo senza invecchiare?
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“Ogni uomo vorrebbe vivere a lungo, ma nessuno desidererebbe invecchiare”. Jonathan Swift

Invecchiamento

BARI, 20 OTTOBRE–  Perché si invecchia? Cosa porta le cellule dell’organismo, che normalmente proliferano e vanno incontro a continuo ricambio, a perdere gradualmente questa loro capacità e, infine, a cessare qualsiasi attività?

SI VIVE ALL’INFINITO? – Per capirlo bisogna ricordarsi che in ogni cellula le funzioni vitali sono regolate dalle informazioni contenute nella doppia elica del DNA: ad ogni replicazione da una cellula madre originano due cellule figlie che devono avere entrambe lo stesso patrimonio genetico della loro madre; perciò alla base della replicazione cellulare ci deve essere la duplicazione del DNA: da un’unica doppia elica se ne devono ottenere due. Fin qui tutto bene ma sorge un dubbio: questo meccanismo, così semplice all’apparenza, per quanto può andare avanti? All’infinito? La risposta è sì e no: è vero che nel nostro corpo vi sono cellule (le ben note staminali) in grado di replicarsi teoricamente all’infinito, ma il resto delle cellule (quelle che, in gergo, vengono definite differenziate) si replicano poche volte prima di andare in senescenza o “invecchiamento”.

IL PROBLEMA DELLA DUPLICAZIONE DEL DNA – Nel 1961 Leonard Hayflick individuò che il limite massimo di replicazioni di una cellula è di circa 50 (limite di Hayflick), dopodiché essa cessa di replicarsi; tuttavia non riuscì a capire perché ciò accadesse. Ora invece sappiamo che il problema sta nel meccanismo stesso della duplicazione del DNA, il quale, per com’è strutturato, è incapace di ricopiare le sequenze finali della doppia elica (dette telomeri), che vanno quindi perdute e non verranno “trasmesse” alle due cellule figlie: immaginiamo di voler fare una fotocopia di un documento contenente delle righe piene di dati, e da questa fotocopia un’altra ancora, da quest’ultima un’altra e così via, avendo cura di tagliare in ogni copia successiva, prima di fotocopiarla, una riga in basso e una in alto; ogni copia conterrà quindi due righe in meno rispetto alla precedente finché i dati saranno talmente ridotti da non avere più alcun significato. Lo stesso accade nella nostra cellula e non si pensi sia un meccanismo creato dalla natura per farsi beffe di noi: più una cellula vive e più alta e la probabilità che vada incontro ad agenti (dai semplici raggi del sole alle radiazioni degli esami radiografici, alle sostanze tossiche disperse nell’aria e contenute negli alimenti) capaci di modificare il DNA, di mutarlo, e trasformare la cellula in una cellula tumorale; si pensa che la senescenza cellulare serva a proteggerci da questa eventualità.

Il corso dell’invecchiamento

COME RITARDARE L’INVECCHIAMENTO? – E allora come fanno le staminali pluripotenti e le stesse cellule tumorali a replicarsi indefinitamente? In queste categorie cellulari cono attivi degli enzimi, chiamati telomerasi, capaci di ricopiare le sequenze finali. Potrebbe essere sviluppati in futuro, sulla base dello studio di questi meccanismi dei metodi per ritardare l’invecchiamento? La risposta è: probabile, ma se anche saranno disponibili noi non potremmo prevederne tutti gli effetti. Nel 1993 David Beach della Queen Mary University di Londra ha individuato una proteina presente in gran quantità nelle cellule senescenti, la p16, prodotta dalla trascrizione del gene INK4α, che sembrerebbe essere una delle responsabili dell’invecchiamento cellulare; basterebbe sopprimere questo gene, giusto? E in effetti nelle cavie di laboratorio in cui è stato fatto gli effetti sono stati straordinari, con una maggiore capacità di rigenerare le cellule pancreatiche, neuronali, e quelle staminali del midollo osseo che danno origine alle cellule del ematiche). Piccolo problema: la p16 blocca la replicazione cellulare impedendo che la cellula accumuli mutazioni e si trasformi in cancerogenica. Perciò usare farmaci per bloccare il gene corrispondente potrebbe aumentare il rischio di insorgenza tumorale.

Nell’attesa di ulteriori sviluppi ciò che resta da fare è condurre uno stile di vita sano, rinunciare al fumo, privilegiare la dieta mediterranea e coltivare l’attività fisica. E soprattutto ricordare che, in un Paese in cui la vita media è in aumento, non conta quando si invecchia ma come lo si fa.

a cura di Giuliano Mersini

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