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Calciomercato Juventus, ecco perché Jovetic è rimasto alla Fiorentina

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FIRENZE, 19 OTTOBRE – In estate era un obbiettivo dichiarato della Juventus, e sembrava davvero ad un passo a vestire la prestigiosa maglia del tanto agognato top player cercato dai bianconeri, il cui identikit per il momento è ancora anonimo. Stefan Jovetic, attaccante montenegrino della Fiorentina che il 2 novembre compirà 23 anni, ha però deciso alla fine di non cedere al corteggiamento di Marotta, e di rimanere – almeno per un altro anno ancora – nella città e nel club che lo hanno consacrato nel calcio che conta. Riguardo i motivi del rifiuto ad un così prestigioso trasferimento e tanto altro, lo stesso prodigio montenegrino è intervenuto in esclusiva per ‘La Nazione’, in un’intervista che inquadra la carriera, i retroscena e gli obbiettivi dell’attaccante ex-Partizan.

LA SCELTA DI JO-JO – Il punto focale dell’intervista è, ovviamente, la scelta fatta da Stefan quest’estate, ovvero quella di rimanere alla corte dei Della Valle. Il giocatore non nega che l’interesse per lui nella finestra di mercato estiva fosse davvero elevato: “Un giocatore, se fa qualcosa di buono, può finire nel mirino di altri club. Possono esserci offerte, proposte, argomenti di discussione o di trattativa”, ha dichiarato Jovetic. Che, però, dice “Di aver preso tranquillamente una decisione: ho scelto di rimanere alla Fiorentina. Dopo aver parlato con Andrea Della Valle” – Continua il montenegrino – “Ho capito che sarebbe nata una bella squadra. Ho capito che le ambizioni della Fiorentina sarebbero state importanti. E poi, adesso mi guardo attorno e vedo che la proprietà ha mantenuto davvero le promesse. Ho accanto a me tanti grandi giocatori”. Insomma, un progetto, quello dei Della Valle, che sembra aver convinto il giocatore a rimanere, assumendo una posizione centrale rispetto al disegno tattico e societario della Fiorentina e del suo staff. Con magari la promessa, da parte del patron della Fiorentina, di una cessione certa nella prossima finestra di mercato estiva. Futuro al quale però, per il momento, il forte attaccante viola non sembra voler pensare: “Quando un grande club ti prende in considerazione fa sempre piacere. Io però sto bene qui. Punto. Adesso non voglio pensare al poi”. Mai dire mai, insomma. Ma chi vorrà prelevare il suo cartellino, troverà il muro della società viola, la cui risposta ai club direttamente interessati sarà, presto e probabilmente, “Pagate la clausola rescissoria”; argomento, quello della clausola rescissoria, ancora da affrontare, in casa Fiorentina, ma sul quale Jo-Jo ha una visione abbastanza ottimistica: “So che inizieremo una trattativa, ma non credo avverrà in tempi brevissimi. Anzi, se devo dire la verità, non so quando la società mi chiamerà. Comunque non c’è fretta e non credo ci saranno problemi”, ha detto a riguardo del possibile inserimento della clausola rescissoria nel suo contratto. E la Juve, per il momento, resta a guardare.

LA NASCITA DI UN CAMPIONE – Son tanti gli argomenti affrontati da Jovetic nell’intervista a lui dedicata. Ma, naturalmente, l’intervista non poteva iniziare senza il racconto della nascita, in lui, della passione del gioco del pallone, con i primi passi compiuti dal montenegrino nella strada che lo porterà ad essere un campione. “Il calcio è stato subito la mia vita. Appena ho iniziato a camminare, ho cercato un pallone. La palla era l’unico gioco che mi faceva stare bene”. Una passione che, però, il giovane Stefan decise poi di prendere sul serio: “Nel 1995 (“Praticamente l’altro ieri”, fa notare ironicamente lo stesso Jovetic data la sua giovane età) ci siamo presentati al cancellone di una squadra di ragazzi, abbiamo chiesto a un allenatore di metterci alla prova, di farci giocare e correre. Io avevo sei, sette anni e gli allenamenti erano divisi per fascia d’età. Sarei dovuto rimanere in campo un’oretta, o giù di lì, nel primo pomeriggio, ma io non mi fermavo mai. Mi allenavo con i coetanei, poi rimanevo in campo con i più grandi e giocavo, giocavo, giocavo…E soprattutto facevo tanti gol. Due, tre a partita. Ma quando sei nei pulcini tutto è più semplice”. Insomma, un attaccante a cui piace tanto segnare, e il cui enorme, precoce talento sembrava pronto a sbocciare da un momento all’altro; talento con il quale il giovane Jo-Jo era intenzionato a sfruttare la passione per un gioco per poter diventare uno dei migliori giocatori sul panorama Europeo. E un attaccante a cui piace tanto segnare, non può non puntare in grande. “Non mi pongo limiti. Non voglio fissarmi un traguardo preciso. Voglio fare tanti gol. E credo di essere sulla strada giusta. Diciamo, che mi piacerebbe battere il record delle 14 reti segnate nello scorso campionato”. Un record personale che, probabilmente, Jovetic è pronto a migliorare; uno Jovetic pronto a scegliersi i propri obbiettivi per poi scavalcarli e non porsi più limiti, per diventare uno dei migliori attaccanti sulla Terra. E Iniziare a segnare con regolarità con la maglia della Fiorentina è sicuramente un buon punto di inizio per lui.

LE CURIOSITA’ – Nell’intervista, Jovetic risponde anche a tante piccole curiosità personali. Per esempio, dice che il suo hobby è “Giocare alla playstation”, che il suo secondo sport preferito è il tennis (“Djokovic è un grande, mi fa divertire” ha detto il montenegrino), che i suoi due idoli calcistici sono Messi e Ronaldo (lo stesso Jovetic ammette di “Non essere stato originalissimo nella scelta”, e noi non gli diamo torto, ndr), che ci capisce poco dei Social Network e che “La pasta e un bello spaghetto al pomodoro per me è il massimo”. Questo l’identikit di un ragazzo semplice, ma dai piedi fenomenali. L’identikit del probabile, futuro top-player della Juve.

A cura di Giovanni Nolè

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