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Italia-Danimarca, le pagelle: top e flop della partita

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MILANO, 17 OTTOBRE – In una serata quasi perfetta, svettano Balotelli, Pirlo e Montolivo su tutti. Merita una citazione anche l’ottimo, ed oramai solito, Andrea Barzagli. L’unico meritevole di insufficenza è Osvaldo, non tanto per l’eccessica severità della sua espulsione, ma per una prestazione sottotono da prima punta, non propriamente il suo ruolo. Bene Eriksen fra i danesi, Bendtner non incanta.

TOP ITALIA

BALOTELLI 8 – Ecco la sua serata, finalmente verrebbe da dire. Non solo i lampi di classe che, seppur a fasi alterne, non ha mai smesso di dispensare fra Italia ed Europa, ma tanta tanta umiltà, corsa e sacrificio. Si fosse lasciato bene con l’Inter verrebbe da pensare all’aria di Milano quale benefattrice del Mario versione “good man“, più probabile si tratti semplicemente dell’ennesima, fra le migliaia, faccia di Balotelli.

PIRLO 7.5 – Continuate a criticarlo, per favore. Perchè la sensazione è proprio questa: dopo le non stellari prestazioni con Chelsea e Fiorentina qualcuno aveva addirittura acclamato ad un addio del genio bresciano alla Nazionale. Da allora, Pirlo ha messo una dietro l’altra prestazioni normali sì, ma per uno da pallone d’oro. Due assist, uno più sublime dell’altro, con scritto solo “spingimi dentro“. Da conservare come un buon vino, in attesa di essere stappato fra due anni, in Brasile.

MONTOLIVO 7 – Forse forse ci siamo, verrebbe da dire. Continuità, posizione in campo e concretezza. I tre fattori mancanti nella carriera incompleta di una delle eterne promsesse del nostro calcio, mai definitivamente sbocciate. Gran gol dalla distanza, ottimo appoggio per Balotelli quando l’Italia rimane in dieci, e quantità in mezzo al campo. Con lui, anche questo Milan può risollevarsi. Ma serve continuità.

FLOP ITALIA

OSVALDO 5 – Eccessiva l’espulsione, ma quel braccio l’italo-argentino poteva anche tenerlo giù e stavamo tutti più tranquilli. Ingenuità a parte, nel primo tempo è il solo a sembrare estraneo al coro ed alla manovra. Pochi palloni toccati, molti sbagliati e ruolo di prima punta poco adatto alle sue caratteristiche, più vicine a quelli che sono i compiti affidati a Balotelli. Vista l’inamovibilità di SuperMario, spece se dà seguito a serate come queste, sarà una valutazione di cui Prandelli dovrà tener conto in futuro.

 

TOP DANIMARCA

ERIKSEN 6.5 – Il solo talento della squadra, ma ne ha davvero in abbondanza. Il gioiellino dell’Ajax stona in una squadra tutta muscoli e piedi di legno: con le dovute proporzioni, è il Pirlo del Nord-Europa, ma in futuro può nel ruolo diventare tra i top five del continente. Gioca in una posizione leggermente più avanzata rispetto alle sue caratteristiche, ma paiono evidenti le sue doti di regia, da sfruttare a pieno in mezzo al campo. Talento.

FLOP DANIMARCA

ANDERSEN 5 – Colpevole, colpevole e colpevole. Tre gol in cui c’è la sua firma: il male minore probabilmente sulla sassata di Montolivo, dove non fa molto in quanto a reattività e posizionamento. Ancorato sulla linea di porta in occasione del traversone di Pirlo, con De Rossi che svetta ad un metro da lui, e quasi comico nell’uscita alla “si salvi chi può” sul piedone vincente di Balotelli. A dieci anni dal suo ritiro, la Danimarca piange ancora il ritiro del legendario Peter Schmeichel.

BENDTNER 5.5 – Se non spingesse, non ne prenderebbe una. La generosità ed il darsi da fare c’è, ma non basta. Non sembra poter essere ciò di cui la Juve necessita in attacco, statico e poco concreto: qualche cross potrebbe anche trasformarlo in rete, a patto che tenga giù le mani. Certo i clienti non erano dei più facili, e il giocar pochissimo non lo aiuta. Da rivedere, ma il top player è un’altra cosa.

A cura di Orazio Rotunno

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