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Cassano-show: “Ho detto no alla Juve”, sospetti sul Ct

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MILANO, 16 OTTOBRE – Quando parla lui, fa sempre notizia: Antonio Cassano si confessa dall’amico-conduttore Fabio Fazio, a “che tempo che fa“, e si lascia andare a commenti su passato, presente e futuro. Fra la storia d’amore con l’Inter, i tre rifiuti alla Juventus ed il no di Prandelli al ritorno in Nazionale, annunciato dalla stampa 5 giorni prima dall’ufficialità.

COLPO “GOBBO”: RIFIUTO ALLA JUVE E FRECCIATA A PRANDELLI – E’ sopra il cielo. Devo ringraziare Stramaccioni che mi ha voluto, e spero che non abbia fatto la peggior fesseria della sua vita“, le prime parole di Fantantonio ai microfoni della trasmissione Rai di Fazio, noto tifoso blucerchiato e dello stesso Cassano. “Devo ringraziare anche il presidente Moratti che ci ha messo la faccia. Spero di ricambiarli sul campo“. Finisce qui l’Antonio dolce e sereno: tocca a Galliani, Juve e Prandelli. Ebbene si, proprio il Ct caro, coccolato e stimato fino a ieri. Ha del discutibile la scelta di non portare Cassano in Nazionale dopo i 4 gol e 2assist in appena 7 partite, di cui 5 da titolare e mai per 90 minuti. La presenza di Gilardino ha eliminato la scusa della carta d’identità ingiallita e lo stesso Fantantonio ci trova del marcio: “Non so perché sono a casa, mi irrita un po’ che i giornalisti sapessero cinque giorni prima di me che non sarei stato chiamato in Nazionale. Spero di andare al Mondiale“. Il pibe de Bari parla del suo passato mai bianconero, e dei motivi per cui più volte è stato vicino al passaggio alla Juve senza mai però concretizzare: “La Juventus l’ho rifiutata tre volte. Lì vogliono solo soldatini, che vanno sempre dritti, non è per me“. E su Galliani un’immancabile battuta alla vista di una sua foto, “Questa risale sicuramente a prima del derby, lo vedo felice e contento“.

Citazione per Messi, ritenuto “di gran lunga il più forte del mondo; in 5 anni ha segnato oltre 200 gol ed è sempre il migliore“. Conferma l’arrivo imminente del secondo figlio, “spero sia maschio“, e della sua malattia: “Quella cosa mi ha cambiato, sono diventato più responsabile“. Ma Antonio Cassano ha ancora dentro di sè quella passione che coltivava da piccolo per le strade di Bari vecchia, e che lo hanno portato ad una vita migliore, lontano dalla delinquenza e dalla povetà? “Mi diverto ancora molto a giocare, anche se non c’è più la passione degli inizi: il pallone è divertimento, allegria, popolarità, soldi, ma la passione è un’altra cosa. Il massimo era giocare a torso nudo in piazza. Vincevo sempre ero il più forte, e non avevo responsabilità“.

Orazio Rotunno

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