Giovanni Nole

Murray doma ancora Re Federer, è finale con Djokovic

Murray doma ancora Re Federer, è finale con Djokovic
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SHANGHAI, 13 OTTOBRE – Continua imperturbabile lo splendido periodo di forma degli ultimi mesi di Andy Murray. Lo scozzese, dopo la finale di Wimbledon persa al quarto set contro la leggenda nata nell’erba britannica Roger Federer, dopo l’oro olimpico vinto nello stesso campo contro lo stesso avversario e la prima prova del Gran Slam e dopo una vittoria in un grandissimo match valido per la finale degli US Open terminato al quinto set su Novak Djokovic, ottiene infatti l’ennesima grande vittoria stagionale, battendo nuovamente Roger Federer con un doppio 6-4 nel match valido per le semifinali del torneo ATP 1000 di Shanghai. Lo scozzese l’anno scorso, causa anche alcune defezioni dei big, vinse lo stesso trofeo asiatico a mani basse, ma stavolta potrebbe riconfermarsi ad altissimi livelli, puntando a battere in finale il numero due al mondo Djokovic (numero uno per quanto riguarda solamente i risultati ottenuti nel 2012) dopo aver battuto il numero uno indiscusso di tutti i tempi. La sconfitta patita nella finale dei Championships di quest’anno è servita moltissimo al morale sempre travagliato di Andy Murray: il britannico infatti, pur perdendo in quel gran match, ha messo in grossa difficoltà il quotatissimo avversario, acquistando quindi consapevolezza di sé, consapevolezza soprattutto di poter competere alla pari coi più grandi della storia attuale del tennis e di poter rientrare definitivamente nel gruppetto dei ‘Fantastici 4’ del tennis che vede, oltre a lui, la presenza di Federer, Djokovic e del lungodegente Nadal. Da lì in poi, il definitivo salto di qualità, più mentale che tecnico a dire il vero, di cui tanto ha avuto bisogno negli anni passati e che più di qualsiasi altra cosa gli ha impedito, nonostante le sue eccelse qualità, di poter vincere come e più degli altri grandi del tennis attuale. E difatti, questo salto di qualità si è visto tantissimo anche considerando gli ultimi due scontri diretti tra Murray eFederer: 5 set a 0 (3 nella finale olimpica, 2 nel match di oggi) per il britannico, che allo svizzero non ha lasciato neanche le briciole.

PRESENTAZIONE E PRIMO SET – Federer, entrato nell’olimpo del tennis dopo aver iniziato la sua 300esima settimana da numero uno al mondo, è giunto alle semifinali battendo l’amico Wawrinka in tre set (primo set andato a Wawrinka, il secondo vinto dal numero uno al mondo solo al tie-break) e l’ostico Cilic in due; Murray, invece, nella sua strada verso la fase finale del tabellone ha incontrato e battuto Raonic, sempre più lanciato tra i primi dieci del ranking ATP, Dolgopolov e Stepanek, col quale ha sofferto tantissimo e rischiato addirittura di perdere. Murray è il rarissimo caso di tennista che può vantarsi di essere in vantaggio negli scontri diretti con Roger Federer (l’unico, probabilmente, insieme a Rafa Nadal): 9-8 per il britannico dopo il successo di Londra. Gli ultimi due incontri sul cemento, l’ultimo a Dubai quest’anno, dicono però Federer. Federer che parte fortissimo: break ottenuto sul servizio di Murray subito nel primo game. Ma il momento di euforia dura poco per lo svizzero, che viene subito controbreakato nel game successivo dopo esser passato sul 30-0. E’ un match intensissimo, dove entrambi nel primo set palesano seri problemi alla battuta: nel terzo game Federer ha ancora una volta l’occasione di togliere il servizio all’avversario, che però questa volta si salva e mantiene per la prima volta il turno di battuta. Il punto di svolta avviene al quinto game: tre doppi falli consecutivi per Roger Federer al servizio (qualcosa che da parte dello svizzero non si sentiva praticamente da anni, davvero incredibile) e break regalato a Murray, che acquisisce sicurezza nei suoi mezzi e porta a termine il set, vincendolo, senza patire troppo: 6-4, e per il Re la strada è già in salita.

SECONDO SET – Incredibile la partenza della seconda partita: Federer al servizio si porta sul 40-0, ma si fa rimontare fino a palla break per Murray, che alla risposta oggi è stato davvero mostruoso; non riesce però a sfruttare né questa, né le altre 6(!) palle break che si procura nel game che, causa anche interruzione per pioggia, diventa il più lungo della partita (durato poco più di mezz’ora nel complessivo); dopo una pausa di qualche minuto in cui si aspettava che finisse di gocciolare dal cielo, Federer si ricarica e trova momentaneamente il servizio che gli consente di vincere un game assolutamente estenuante. Murray, però, al contrario di come si potesse pensare, tiene botta al duro colpo infittogli dal 7 volte campione di Wimbledon: forte di una risposta, specialmente di rovescio, assolutamente di alto livello sia sulla prima (scarsa) sia sulla seconda (scarsissima) avversaria, lo scozzese sembra avere sempre il controllo del match tra le mani. E, infatti, infligge il colpo decisivo al Re pochi game più in la: dopo l’ennesima pausa pioggia, e dopo l’ennesima volta in cui Federer si fa rimontare partendo dal 40-0, Murray ottiene il break stavolta alla prima palla disponibile. Da lì in poi, match che scorre senza ulteriori sussulti, con Murray che si limita a gestire su un leone ormai accuratamente domato: ancora 6-4 che vale il match e la finale del torneo di Shanghai.

LA FINALE – In finale, lo scozzese si troverà contro il numero due al mondo, a lungo (nella fascia temporale che va da Wimbledon 2011 a Wimbledon 2012) numero uno della classifica ATP, Novak ‘Nole’ Djokovic, che si è sbarazzato sempre oggi senza troppi problemi, in due set, di Tomas Berdych, numero 4 del seeding e numero 5 del ranking mondiale, subito dietro a David Ferrer. Una finale che si annuncia assolutamente entusiasmante, con Murray che ha vinto gli ultimi due scontri diretti (doppio 7-5 ai giochi olimpici e la già citata vittoria nella finale degli US Open al quinto, dove comunque Murray si era aggiudicato i primi due set) e che nel match al meglio delle due partite sembra poter essere il favorito. Per il campione uscente del torneo, dunque, la grandissima possibilità di potersi rilanciare, in questo rush finale dell’anno tennistico che terminerà con le finali ATP di fine novembre, come uno dei migliori, se non il migliore, tennista almeno di quest’anno solare, in una sfida alla pari con Djokovic che preannuncia spettacolo assicurato.

A cura di Giovanni Nolè

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