Giovanni Nole

L’Italia spreca e soffre, ma non stecca: è 1-3 con l’Armenia

L’Italia spreca e soffre, ma non stecca: è 1-3 con l’Armenia
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YEREVAN, 12 OTTOBRE – L’Italia con più di qualche difficoltà riesce a espugnare il territorio armeno vincendo 1-3 all’Hrazdan Stadion: in rete Pirlo su calcio di rigore, Mkhitaryan per il momentaneo pareggio e poi i due giallorossi De Rossi e Osvaldo che, entrambi di testa, indirizzano la partita e i tre punti a favore dei colori azzurri. Italia che, quindi, sale in testa al girone con 7 punti, battendo un avversario tutt’altro che arrendevole: tra fine primo tempo e secondo tempo, infatti, gli armeni hanno spesso ‘rischiato’ di passare addirittura in vantaggio, per quanto l’Italia, specialmente con Montolivo e Osvaldo e specialmente nel primo tempo, abbia anch’essa sciupato eccessive occasioni da rete. Arbitraggio non sufficiente: decisioni sbagliate da parte del direttore di gara hanno influito sia sul primo gol, quello su rigore (inesistente) di Pirlo, sia sul secondo gol, quello Armeno, la cui azione sarebbe dovuta essere fermata per un fallo subìto da Maggio a centrocampo.

PRIMO TEMPO – Prandelli, senza Balotelli che non sarà disposizione per un attacco influenzale, scende in campo col suo modulo tattico ideale, il 4-3-1-2 col solito trio di centrocampo Marchisio – Pirlo – De Rossi, con Montolivo più avanti di qualche metro rispetto alla linea dei tre centrocampisti e che sosterrà gli attaccanti Giovinco e Osvaldo; nell’Armenia occhio al velocissimo Ozbiliz ma specialmente a Mkhitaryan, centrocampista offensivo che ha fatto parecchio penare la Juventus nella sfida di Champions League col suo Shakthar. Fischio d’inizio, e la partenza dell’Italia è subito scoppiettante: prima con Osvaldo su assist di Giovinco e poi con Montolivo che, di fronte al portiere, con eccessivo altruismo invece di calciare in porta passa per nessuno, gli Azzurri vanno vicinissimi al gol già nei primi sette minuti. Gol che arriverà qualche minuto più tardi, su calcio di rigore: Mkoyan tocca di mano dentro l’area su conclusione di Montolivo e viene ammonito. Rigore molto generoso a dire il vero, poiché data la distanza tra pallone e braccio è impossibile per il giocatore armeno ritrarre il braccio, col quale colpisce quindi il pallone in maniera assolutamente involontaria; fatto sta che, dal dischetto, Pirlo non sbaglia, ed è subito 0-1. L’Armenia però non si fa scoraggiare e pressa volenterosa, crescendo alla distanza; è però nuovamente l’Italia ad andare vicinissima al raddoppio, ancora con Osvaldo che sotto porta, da un pallone spiovente su cui non era arrivato Bonucci (forse ostacolato irregolarmente), sbaglia incredibilmente il tap in. Ma a quel punto, ecco che la più antica legge sul calcio viene ad applicarsi con svizzera regolarità: gol sbagliato, gol subito. Persino se la tua avversaria è l’Armenia e non di certo il Brasile:al 28’ Mkhitaryan (sempre lui) salta secco Barzagli e con un diagonale basso beffa Buffon, per la gioia incontenibile dei tifosi di casa che agguantano l’inaspettato pareggio. Il gol, però, nasce da una presunta irregolarità in mezzo al campo: Manoyan anticipa in maniera forse troppo violenta Maggio con conseguente scontro testa-a-testa, l’arbitro non da fallo ma, se all’inizio sembrava intenzionato a fermare il gioco per via dei due uomini a terra (cosa provataci dalle immagini TV che ci mostrano l’arbitro intento prima a fischiare col fischietto in bocca, per poi lasciar proseguire l’azione come se nulla fosse). Nonostante le proteste dalla nostra panchina, il risultato rimane quello: 1 a 1. L’Italia negli ultimi minuti del primo tempo si spegne incoraggiando ancor di più un’arrembante Armenia, nonostante la partita si riveli abbastanza ruvida. Ma nel finale di primo tempo, ecco un’altra clamorosa palla gol per i colori azzurri, ancora con Montolivo che, lanciato alla perfezione in profondità da Pirlo, a tu per tu col portiere spara largo. Il primo tempo si chiude quindi sull’1-1: un’Italia sfortunata e sciupona e un arbitraggio pessimo sono le parole chiave di questi primi 45 minuti di gioco.

SECONDO TEMPO – Il secondo tempo, con in campo gli stessi effettivi del primo tempo, vede protagonista un’Armenia che ci crede e che a sorpresa fa praticamente la partita, rendendosi spesso pericolosa dalle parti di Buffon: al 56esimo Movsisyan calcia al volo su invenzione del solito Mkhitaryan, ma il portierone della Juve compie un vero e proprio miracolo salvando il risultato. Due minuti dopo è Ozbiliz a mettere in pericolo la porta difesa dal bianconero, che si salva solamente in due tempi. Allora Prandelli decide che è tempo di cambiare per smuovere un po’ una partita che sembra davvero stregata per gli azzurri: entra El Shaarawy, al suo esordio con la Nazionale, a cui lascia il posto Giovinco, uscito con la caviglia gonfia. Segnale giunto tra le maglie azzurre, che a pochi minuti di distanza, si riportano in vantaggio: cross dalla destra di uno strepitoso Pirlo, grande inserimento di De Rossi che di testa in tuffo sigla il 2 a 1. Di lì in poi la partita si movimenta, mentre da una parte entra Giaccherini al posto di uno straordinario Pirlo e dall’altra entra la punta Manucharyan, e fioccano le occasioni da rete: un’ingenuità di Bonucci (tra i peggiori in campo oggi, troppo spesso distratto) si lascia sfilare il pallone da Mkhitaryan che serve Movsysian: Maggio provvidenziale nel salvataggio. Tocca poi all’Italia sfiorare per l’ennesima volta la rete, stavolta col nuovo entrato El Shaarawy che dopo una bella percussione si vede rimpallare il tiro a pochi metri dalla porta da un difensore armeno. Un minuto dopo, però, arriva il gol che chiude la partita: Punizione di De Rossi, grande stacco di Osvaldo (la cui media realizzativa con la maglia azzurra è impressionante se consideriamo le ultime partite) che all’81 fa 1-3. I ritmi quindi negli ultimi minuti rallentano, diventano blandi e comportano poche emozioni nel finale. Partita che si chiude quindi sul 1-3: Italia che soffre più del previsto nonostante abbia creato (e sciupato) tanto, mostruose le prove di Pirlo e Mkhitaryan, arbitraggio davvero pessimo.

UOMO PARTISTA SPORTCAFE24 – PIRLO – Fantastico. Troppo facile dire che l’avversario era quello che era: gli armeni han pressato e corso tanto, e non hanno di certo reso facile la vita agli azzurri. Ma la facilità di tocco che ha Pirlo non ha e non avrà nessuno per tantissimo tempo: segna il primo gol su rigore e dai suoi piedi parte l’assist che permetterà a De Rossi di siglare il secondo gol, oltre a tante ottime verticalizzazioni e giocate. Un giocatore che finisce nella lista dei papabili vincitori del Pallone d’Oro non è proprio un giocatore qualsiasi.

TABELLINO – ARMENIA-ITALIA 1-3
Armenia (4-4-1-1):
Berezovsky; Aleksanyan, Arzumanyan, Mkoyan , Art. Yedigaryan (19′ st Manucharyan); Ozbiliz, Mkrtchyan, Akt. Yedigaryan, Manoyan (32′ st Sarkisov) ; Mkhitaryan; Movsisyan. A disp.: Kasparov, Hartyunyan, Hovhannsyan, Hambardzumyan, Voskanyan, Badoyan, Yuspashyan, Muradyan, Malakyan. All. Minasyan
Italia (4-4-2): Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Criscito; De Rossi, Pirlo (29′ st Giaccherini), Marchisio, Montolivo (43′ st Candreva); Giovinco (15′ st El Shaarawy), Osvaldo. A disp.: De Sanctis, Sirigu, Abate, Balzaretti, Chiellini, Verratti, Diamanti, Destro, Gilardino, Ranocchia. All. Prandelli.
Arbitro: Strahonja (Croazia)
Marcatori:
11′ Pirlo (rig. I), 28′ Mkhitaryan (A), 19′ st De Rossi (I), 35′ st Osvaldo (I)
Ammoniti:
Mkoyan (A), Bonucci (I), Giovinco (I), Yedigaryan (A), Mkrtchyan (A), Manucharyan (A), Aleksanyan (A)
Espulsi:

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One Response to L’Italia spreca e soffre, ma non stecca: è 1-3 con l’Armenia

  1. piacquadio 15 ottobre 2012 at 1:23

    il rigore è stato un autentico REGALO agli azzurri che sino ad allora non avevano ancora calciato in porta su azione.

    Perchè doveva fermare l'azione del gol armeno? la zuccata è stata di entrambi e non c'è fallo! e quado l'arbitro si è accorto che Maggio si attrada senza motivo a terra l'arbitro non interrompe l'azione che stava portando al gol

    i padroni di casa. Mi sembra che di cadeau lo stivale ne abbia avuti abbastanza e Prandelli farebbe bene a meditare sulla pochezza dei suoi elementi e la poca voglia di giocare

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