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Stramaccioni: “Cagliari-Inter è una finale”

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Andrea Stramaccioni, neo tecnico dell'Inter

MILANO, 6 MARZO – Alla vigilia di Cagliari-Inter, Andrea Stramaccioni parla nel consueto appuntamento della conferenza stampa. Tanti i temi toccati, dai giocatori che già ci sono (Sneijder, Maicon) a quelli che potrebbero arrivare o ritornare (Balotelli), senza perdere di vista l’impegno di domani che secondo il tecnico nerazzurro sarà una finale.

Quali le difficoltà della seconda partita?
Sicuramente a livello di preparazione le difficoltà della seconda settimana sono simili alla prima. Di positivo è iniziato per noi un cammino di lavoro, di progetto che ho messo in campo dal primo giorno, e che abbiamo cominciato con una vittoria, la squadra ha il giusto entusiasmo, c’è un’atmosfera positiva, sappiamo che ancora non abbiamo fatto nulla e domani dobbiamo confermare quanto di buono fatto nella prima gara.

Sta già pensando alla prossima stagione?
Pensi a una progressività del lavoro, quello sì, e cerchi di perfezionale, di metterla in campo al meglio allenamento dopo allenamento, nel calcio il futuro è oggi, le cose cambiano rapidamente e a me e ai ragazzi interessa solo la partita di domani.

Col Genoa si è visto qualcosa di tuo, su cosa stai lavorando? Sneijder quando rientra? E cosa cambierà?
Credo che nessuno possa avere la presunzione di incidere sulla squadra in 4 giorni, stiamo lavorando, abbiamo fatto un buon primo tempo contro il Genoa con una mentalità positiva, c’è voglia di dare continuità. Wes sta lavorando sodo, ha voglia di rientrare, continuare a dimostrare il suo valore e lo aspettiamo.

Come hai fatto a riportare entusiasmo e perché prima non c’era?
Non so perché non ci fosse, se i ragazzi dicono così sono contento, ho messo in campo quello che so fare e penso che il lavoro duro, con meno parole, sia il segreto.

Da esterno vedresti il terzo posto possibile?
Il valore squadra non si discute ma ora dobbiamo solo pensare gara per gara, non guardiamo la classifica per non farci fuorviare da tabelle, solo ragionare partita dopo partita. Oggi conta Cagliari-Inter e per noi è una finale.

Sacchi e Mourinho hanno giocato poco e sono stati grandi allenatori. Tu hai un background simile, con una società che li ha supportati, hai bisogno di questa cosa? Sarà fondamentale avere un aiuto dalla società?
Innanzitutto non ero male a giocare (sorride, ndr), ma è ovvio che io metto in campo quello che so fare, so di essere in uno dei top club, ma ho bisogno che dirigenti, direttori e calciatori siano con me. Ho la fortuna di essere dentro una famiglia, e lo so venendo dal settore giovanile, in questo momento siamo molto uniti e si è visto anche domenica. Ci accomuna la voglia di far bene con l’Inter.

Ci sono giocatori che dopo Mou hanno avuto dei cali di tensione, come riportarli al livello di concentrazione giusto?
Su questo ho una mia idea, spesso anche dei singoli sono caduti in momenti negativi e siete stati duri con loro perché erano stati grandi. A volte la critica di ritorno è stata così dura che ne hanno risentito. Vedo dei calciatori che stanno bene, di testa e fisicamente, compreso Lucio che sebbene squalificato si è allenato al massimo come se dovesse giocare.

Quanto è stato importante partire col piede giusto dopo un passaggio dalla Primavera alla prima squadra?
Abbastanza, se prendevamo qualche gol in meno era meglio, ma è stato fondamentale per tanti motivi e sapevo che la nostra settimana di lavoro, che per me era stata soddisfacente, poteva diventare subito brutta o non all’altezza. Per fortuna è arrivata una vittoria e si è vista un’Inter propositiva, andando a cercare il quarto gol in 10 contro 11, c’è stato un segnale forte anche dopo i rigori e l’espulsione, invece abbiamo cercato sempre di vincere. E su questi segnali si lavora.

E’ un vantaggio giocare in una sorta di campo neutro?
Giocare a Cagliari non è facile per nessuno, se Cellino ha scelto Trieste ha i suoi buoni motivi e per noi va bene.

Sarà difficile contenere Cossu giocando con 4-3-3?
Da quel che ho visto del Cagliari è una squadra molto organizzata, solida e pericolosa e imprevedibile davanti. I loro risultati parlano per loro e li ho visti sereni, l’osservazione è corretta, poi vedremo il campo cosa dirà.

Sabato hai spiegato che hai chiamato Livaja perché ti serviva un altro esterno di attacco. Perché stavolta no?
Non è uscito al meglio dalla partita con la Primavera e la settimana scorsa era stato più brillante in allenamento.

Come hai trovato Ranocchia? E’ stato un anno difficile per lui, specie psicologicamente.
Non la definirei delicata, un calciatore di valore indiscusso, nazionale, che ha fatto bene. Veniva da un periodo sfortunato anche fisicamente, ho parlato con lui serenamente, si è allenato bene, è un giocatore giovane, importante, in un reparto in cui giocare a quell’età non è facile. Quando sarà chiamato in causa farà bene.

Ma Ranocchia ha sentito la responsabilità nelle ultime partite?
E’ un patrimonio del calcio italiano, uno dei migliori centrali d’Italia, l’Inter ha investito su di lui, forse ha pagato troppo degli errori in un periodo in cui non stava neanche benissimo. Ho trovato un ragazzo sereno che si allena con impegno.

Maicon, Sneijder, Julio Cesar e Lucio, quattro assenze importanti.
Sì importanti ma l’Inter ha un organico importante capace di sopperire a queste assenze.

Saresti stuzzicato dall’idea di allenare Balotelli?
E’ un patrimonio del Manchester City e del calcio italiano, ma non è un mio giocatore e non ha senso un mio commento.

Guarin che autonomia può avere?
L’ho visto bene domenica, ha cambiato i connotati del centrocampo come caratteristiche, ha dato forza e qualità, secondo me ha avuto un buon impatto e a me sembra che stia bene.

Quale squadra manderà in campo?
Sicuramente domani andrà in campo l’Inter migliore possibile e lo garantisco.

Perché laureato in Legge? E quanto può servire la laurea per diventare allenatore?
Mia madre diceva che liceo classico e università ti aprono la mente, un contributo me l’hanno dato, ma quanto possano incidere nel calcio lo dirò quando smetterò.

Puoi mettere in difficoltà il Cagliari con i giusti movimenti?
Lo spero ma serve tempo nel provare, nell’apprendimento, anche nello sbagliare ma ho trovato una squadra predisposta a giocare, l’Inter ha provato a fare la partita, a tratti ci è riuscita, la cosa di cui faccio tesoro è che è una squadra di qualità e bisogna solo credere a un filone di qualità, pur sapendo che c’è da lavorare.

Balotelli è venuto a salutarti, ma tu lo conoscevi già?
No mai incrociato ma ha bagnato il mio esordio con voi con una “carrambata”. Gestirlo? Ripeto, non è un mio giocatore e io sono concentrato sui miei in questo momento.

Si farà influenzare dal turno infrasettimanale nelle sue scelte?
No perché dobbiamo giocare Cagliari-Inter al meglio e dopo questa partita penseremo a come preparare al meglio la successiva. Mando sempre in campo l’Inter migliore.

Il miglior ruolo per Guarin e cosa pensi di Nagatomo?
Guarin dà il meglio da interno di centrocampo secondo quel che ho visto ma aspetto altri segnali dal campo, magari più a destra che a sinistra. Yuto è importante perché molto duttile, può giocare a destra o sinistra, alto o basso, ha fatto partite importanti in quel ruolo anche in Nazionale, non è stato benissimo in settimana ma è un giocatore importante.

Michele Lestingi

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