Connect with us

Football

Calcioscommesse: clamorose novità, rischiano Ranocchia e Conte?

Pubblicato

|

Antonio Conte, la sua Juventus è stata eliminata dalla Champions

BARI, 10 OTTOBRE – Sulla scrivania del Procuratore di Bari, Antonio Laudati, negli ultimi tempi scorrono nomi e immagini di calciatori quasi come se  fosse una raccolta di figurine. Le nuove indagini partite dalla Puglia sono una grande fetta della bufera annunciata ieri dal capo della Polizia, Antonio Manganelli. Probabilmente nessuno in Procura si ricordava più della partita Salernitana-Bari del 2009, tra le cui carte, depositate e ignorate dal procuratore della Figc Palazzi, qualche mese fa viene riesumato un fax. È un documento nel quale Micolucci, ex calciatore dell’Ascoli, già testimone chiave del processo di Cremona, denuncia una serie di partite manipolate dal Bari in quella stagione.

23 MAGGIO 2009 – La partita segna ormai le battute conclusive di quel campionato, che vede il Bari già promosso e la Salernitana in lotta per la salvezza. Dalla città campana si attivano due giocatori, Fusco e Ganci, che contattano alcuni calciatori del Bari. Alla proposta di “acquisto” di quella partita, in particolare due tra i giocatori del Bari sono interessati, Stellini e Gillet. Si parla di un’offerta che oscilla tra i 200 e i 300mila euro. I senatori ne parlano agli altri componenti dello spogliatoio e alla fine si accetta di fissare un incontro con quelli della Salernitana. Il tutto avviene in uno spiazzo autostradale, dove viene anche raggiunto un accordo sulla modalità e i tempi del pagamento.

VALIGETTA SOSPETTA – Il piano consisteva nel fatto che, degli emissari in contatto con alcuni calciatori della Salernitana, avrebbero visto la partita insieme con la compagna di uno dei calciatori del Bari, e a risultato conseguito avrebbero consegnato la valigetta con i soldi. E il risultato fu proprio un 3 a 2 per la Salernitana. In merito alla partita gli investigatori ci tengono a rimarcare come un “over” sia stato adatto anche per arrotondare la cifra pattuita, a seguito di scommesse effettuate in diverse ricevitorie di Bari, intercettate, tra l’altro, da un carabiniere che, approfittatosene, è ora nei guai. Il modo in cui fu diviso il bottino all’interno dello spogliatoio è semplice: i senatori, su tutti Gillet, Stellini ed Esposito, avrebbero preso le fette più grosse, lasciando agli altri le più piccole.

CONTE E RANOCCHIA – Sul fronte Antonio Conte, che al tempo sedeva sulla panchina del Bari, la Procura non ha ancora incluso il suo nome ufficialmente nella lista degli indagati, l’unico dei protagonisti di quel match a non esserlo. Ma la sua posizione resta comunque precaria e il rischio è quello di subire un altro deferimento per omessa denuncia. Già tempo fa si era difeso con queste parole: “Quando uno spogliatoio decide di tenere nascosto qualcosa al proprio allenatore, allora non c’è modo di sapere nulla“. Ma restano due interrogativi a tener banco:  possibile che in ben due spogliatoi, a Bari e a Siena, non si sia accorto di combine che gli passavano sotto il naso? E perché c’è sempre di mezzo quello che diventerà suo assistente tecnico, Stellini? Intanto la posizione di Andrea Ranocchia sembra essere “salvata” dalla maggior parte dei protagonisti, le cui testimonianze lo scagionano, parlando di rifiuto a ricevere la propria parte di bottino. Sul piano della giustizia sportiva, invece, anche per il difensore dell’Inter incombe una possibile squalifica per omessa denuncia.

a cura di Gaetano Galotta

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending