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NBA: arrivano le multe per chi simula

NBA: arrivano le multe per chi simula
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La Lega si fa vigile e d'ora in poi sanzionerà chi va per terra troppo facilmente

Il basket americano fa sempre parlare di sé, volete per le giocate spettacolari e le stelle assolute che vi militano, volete per i regolamenti e i provvedimenti che di tanto in tanto vengono attuati.Negli ultimi giorni si parla proprio del secondo caso, nello specifico di una norma che andrà a punire i simulatori in NBA, a onor del vero forse un po’ troppi negli ultimi anni e troppo poco astuti.

Dà abbastanza nell’occhio, bisogna dire, vedere un bestione di 2.05 per 120 chili andare steso sul parquet per una carezza.

Così la Basketball Operation ha stabilito che già dalla stagione che inizierà a breve verranno sanzionati quei giocatori che sia in attacco che in difesa accentueranno troppo contatti quasi inesistenti, tenendo però conto “del fattore fisico proprio del basket e punendo quei movimenti palesemente non consoni all’entità del contatto”.

Alla prima infrazione ci sarà un richiamo ufficiale, una sorta di ammonizione.

Dal secondo richiamo scatteranno le multe a partire da 5000 dollari.
Al terzo 10000, quarto 15000 e quinto 30000. Al sesto richiamo, volendo sperare che un ipotetico giocatore-simulatore abbia la decenza e l’intelligenza per non arrivarci, si prenderanno provvedimenti più seri fino a comportare la squalifica.

Verrebbe da pensare cosa succederebbe se una regola del genere venisse introdotta nel calcio quali sarebbero le reazioni e, soprattutto, gli incassi delle federazioni.

Intanto la stella dei Dallas Mavericks Dirk Nowitzki commenta cosi: “All this looks like bullshit...”. Non credo abbia bisogno di traduzioni ed è evidente che il centro tedesco non abbia preso troppo bene una norma che lo vedrebbe spesso a dover sborsare qualche dollaro.
Sono parecchi i giocatori che tendono a simulare, nonostante non ne abbiano poi tutto questo gran bisogno, su tutti Wade e Ginobili, ma anche una leggenda da poco entrata nella Hall of Fame come Reggie Miller.

C’è da dire che forse sarebbe stato sufficiente cambiare mentalità riguardo al fischiare falli a favore di chi entra nel cono del difensore tirando e sbilanciandosi (apposta) in avanti.

I “floppers“, ovvero i simulatori descritti bene da questo neologismo anglosassone (to flop significa infatti cadere di peso), sono quindi avvertiti e potrebbero essere parecchi quelli che hanno già tirato fuori il libretto degli assegni.

Simone Calucci 

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