Andrea Croce

Liga, Mourinho e Vilanova ancora faccia a faccia

Liga, Mourinho e Vilanova ancora faccia a faccia
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La stretta di mano per dimenticare le polemiche

BARCELONA 06 OTTOBRE – Il Clasico di domenica sera è l’appuntamento calcistico più atteso, ormai non solo in Spagna. Clasico significa: Barcellona e Madrid, Spagna e Cataluña, Castigliano e Catalano ma, per chi vuole sentir parlare solo di calcio, provando a dimenticare, almeno per 90 minuti, le schermaglie politiche e le preoccupazioni di una crisi che sta mettendo in ginocchio il paese, quelle parole si leggono Mourinho e Vilanova oltre a Messi e Ronaldo. Per i due tecnici non ci sono precedenti in campionato, ma poco più di un mese fa c’è stata la doppia sfida di Supercoppa. I numeri dicono perfetto equilibrio, ma ai punti, per ora, la spunta lo Special One, che si è aggiudicato il primo “titulo” della stagione. Il campo dice 1 vittoria per parte e differenza reti in perfetto equilibrio.

DUE STILI DIVERSI – Diffidare dalle imitazioni. Mourinho è, e rimane, lo Special One, quello mediatico, che vince anche quando non convince, che motiva, che protesta e che divide. Lo rimpiangono giocatori e tifosi che lo hanno avuto come guida, lo criticano tutti gli altri, ma si sa: chi disprezza compra. Vilanova è il Normal One: discreto, semplice e riservato. Sembra che non ci sia, come quando faceva il vice di Guardiola, invece è presente e la sua leadership nello spogliatoio non è mai stata messa in discussione. Lo stesso non si può dire di Mou, che da qualche mese a questa parte, deve guardarsi da Casillas e Ramos che non perdono occasione per lanciare qualche frecciatina, sempre puntualmente rispedite al mittente.

QUANTE ANALOGIE – Due cammini differenti, ma per certi versi simili. La carriera di Mourinho passa per Barcellona come quella di Tito. Il portoghese passa 4 anni in Cataluña, dal 1996 al 2000. Con Robson fa l’interprete e studia da vice, “le migliori relazioni tecnico-tattiche che abbia mai visto” disse l’inglese. Quando Robson lascia la panchina blaugrana lui rimane anche con Van Gaal e la dinastia degli olandesi. Per la stampa e i tifosi Mourinho è un interprete, ma il portoghese dimostrerà presto il suo valore. Lo farà in Portogallo perchè con l’addio di Van Gaal, dopo anni di successi, il Barcellona sceglie Serra Ferrer. Vilanova, dopo qualche esperienza nei campionati minori, parte dal Barcellona B, sempre come vice di Guardiola e con Pep arriva in prima squadra. Insieme costruiscono una mentalità, un gioco ed una squadra bella, veloce e vincente. Ora è chiamato a proseguire in prima persona quel cammino iniziato nel 2007, quello che sognava Mourinho più di 10 anni fa, e forse proprio quell’esperienza ha fatto si che i dirigenti blaugrana non ripetessero lo stesso errore.

CURIOSITA’ – I destini di Vilanova e Mourinho si incrociano già nel 2000. Il giovane portoghese guida il Barcellona nella fase finale della Coppa Catalunya. Van Gaal decide di premiare il suo vice affidandogli la squadra dalla semi-finale della competizione: vittoria in trasferta per 1-2 sul campo del Lleida con le seconde linee, e prima conferenza stampa di Mourinho come allenatore. Vilanova era in campo, contro il Barcellona, e segnò quel goal, il primo incassato da una squadra allenata da Mourinho.

VECCHI RANCORI – Agosto 2011, andata di Supercoppa: in un finale confuso, al triplice fischio si scatena un parapiglia generale e Mourinho mette un dito nell’occhio di Vilanova. Polemiche a non finire, critiche feroci al portoghese, e un’antipatia reciproca ancora oggi immotivata. La stretta di mano di quest’estate sembra aver raffreddato gli animi e riportato l’attenzione e la sfida sul campo.

Domenica sera saranno di nuovo faccia a faccia. Da una parte Vilanova che insegue la settima vittoria consecutiva per il primo record: il miglior inizio di stagione della storia del Barcellona. Di fronte Josè Mourinho e il suo Real Madrid, unici ad aver sconfitto il Barça in partite ufficiali quest’anno. Proprio dopo la sconfitta del Bernabeu infatti, i blaugrana hanno inanellato 8 vittorie (6 in Liga e 2 in Champions League). Lo Special One e il Normal One, per una partita che non sarà mai uguale alle altre.

a cura di Andrea Croce

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