Matteo De Angelis

Sassuolo, pianeta di giovani talenti per il sogno serie A

Sassuolo, pianeta di giovani talenti per il sogno serie A
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Da Poli a Sansone, da Allegri a Di Francesco: ecco come gli emiliani cercano la promozione

MODENA, 28 SETTEMBRE – Una fucina di talenti. Senza nomi altisonanti, senza stipendi stratosferici, ma con la voglia di stupire sempre di più. E’ questa la recente storia del Sassuolo, divenuto a tutti gli effetti una delle più belle realtà del campionato cadetto.

I PROTAGONISTI – E non importa chi sia l’allenatore, chi il capitano, chi il fuoriclasse: ogni anno il Sassuolo riesce a stupire e, in un certo senso, è diventato una sorta di Udinese della serie B. Come i friulani infatti, anche i nero-verdi negli anni hanno visto partire uno dopo l’altro i propri prezzi pregiati, senza tuttavia calare nel rendimento e nei risultati. A partire da Marco Andreolli e Andrea Poli, al Sassuolo nella stagione 2008-09: il primo, ora al Chievo Verona, collezionò 28 presenze e una rete all’epoca di Mandorlini, il secondo, in forza alla Sampdoria, divenne un pilastro del centrocampo emiliano con 32 presenze e 5 gol. Come dimenticare poi la straordinaria annata di Gianluca Sansone, giunto al Sassuolo in comproprietà dal Siena: in una sola stagione è diventato l’idolo della tifoseria grazie ai 20 gol e 9 assist in 38 partite. Il presidente del Torino Cairo è rimasto esterrefatto dalle giocate dell’attaccante ed è riuscito ad acquistare la metà del cartellino del giocatore per circa 1,6 milioni di euro. Nonostante la partenza del bomber, il Sassuolo continua a sfornare talenti. In questo inizio di stagione si sono già messi in mostra Alessandro Longhi, difensore classe ‘89, e Leonardo Pavoletti, già 5 gol in 6 gare con gli emiliani. Senza considerare che i nero-verdi possono contare anche su un talento assolutamente promettente: si tratta di Richmond Boakye, attaccante ghanese classe ’93 che nonostante la giovane età vanta già due presenze (e una rete) con la nazionale maggiore.

QUANTI ANNI NELL’ANONIMATO – Ma come è riuscito il Sassuolo ad arrivare fin qua? A chi si deve il merito di tutto questo? Fondato nel 1920, il Sassuolo arriva a calpestare i campi che contano dopo molti anni nelle serie inferiori, tra Promozione, serie D e serie C2. E’ la stagione 2005-06 quella in cui gli emiliani iniziano a farsi conoscere: il Sassuolo vince i playoff della serie C2 e viene promossa in C1. Per la prima volta nella sua storia. Ma la cavalcata trionfale è solo all’inizio. I nero-verdi la stagione seguente sfiorano l’impresa della nuova promozione, classificandosi secondi in classifica ad un solo punto di distacco dal Grosseto vincitore del campionato: il doppio confronto nella semifinale playoff con il Monza premia però i lombardi. La festa per il traguardo serie B è solo rimandata di un anno. Stagione 2007-08: il Sassuolo di Massimiliano Allegri vince il proprio girone, ottiene la prima storica promozione in serie B e conquista la Supercoppa di serie C1. La città è in festa. La società decide di abbandonare il vecchio stadio Enzo Ricci di Sassuolo e sceglie “l’Alberto Braglia” di Modena come campo in cui disputare le gare interne nella serie cadetta.

UNA BELLA SORPRESA, O FORSE NO – A sentire i pronostici degli esperti però, quella del Sassuolo sarebbe dovuta essere solo una breve apparizione in serie B: la squadra non viene ritenuta all’altezza di un campionato così difficile ed è una seria candidata alla retrocessione. Invece, ancora una volta, gli emiliani riescono a sorprendere in maniera positiva. La squadra del nuovo tecnico Andrea Mandorlini conclude al settimo posto, mancando per un soffio i playoff. E’ comunque un grande successo per una squadra che ad inizio campionato sembrava destinata ad un torneo di bassa classifica. Merito anche di bomber Noselli (16 reti e 5 assist) e di giovani promettenti come Poli e Andreolli. La stagione seguente è un mix di gioia e delusione: il campionato è di altissimo livello e i nero-verdi terminano al quarto posto, ma la semifinale playoff persa contro il Torino lascia agli emiliani l’amaro in bocca. L’artefice della cavalcata straordinaria è Stefano Pioli, il bomber è il solito Noselli con 18 gol realizzati. L’annata 2010-11 è invece un duro colpo per tifosi e società: il Sassuolo sembra risvegliarsi bruscamente dai sogni delle stagioni precedenti e rischia di veder compromesso quanto di buono fatto precedentemente. Alla fine gli emiliani chiuderanno in sedicesima posizione il campionato cadetto, evitando i playout per soli due punti.

VOGLIA DI A – In realtà quella stagione resterà solo un piccolo passo falso e niente più. Già dal torneo successivo infatti il Sassuolo, allenato dall’emergente Fulvio Pea, tornerà ai livelli delle annate precedenti, classificandosi terza e mancando la promozione diretta per soli tre punti. Ma anche stavolta i playoff sono stregati per i nero-verdi, e risulta ancora una volta fatale la doppia sfida in semifinale. Non basta neppure uno straordinario Gianluca Sansone, autore di 20 reti nell’arco del torneo, a garantire la promozione nella massima serie. Dopo il Monza e il Torino, è la Sampdoria ad avere la meglio sugli emiliani. Sogno serie A infranto, ancora una volta. Quest’anno la società ha nuovamente deciso di cambiare allenatore, puntando su Eusebio Di Francesco. Gli emiliani dopo sei giornate sono lì, in vetta, che guardano tutti dall’alto verso il basso. Risultato frutto di un attacco prolifico (12 reti finora, secondo solo al Livorno) e di una difesa impenetrabile (la migliore del torneo, solo due gol al passivo). E dopo aver sfiorato la promozione lo scorso anno, chissà che stavolta…

 a cura di Matteo De Angelis

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