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El Shaarawy, una carriera da predestinato

El Shaarawy, una carriera da predestinato
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Stephen El Shaarawy, esulta con la maglia del Milan

MILANO, 27 SETTEMBRE – Il campionato italiano si scontra con quelle che sono le nuove regole della finanza calcistica, e i club corrono ai ripari. Ed è così che in un paese dove i giovani sembrano fare sempre più fatica ad emergere, si riscoprono gli innumerevoli talenti che il Bel Paese, in tutti i campi, ci ha sempre regalato . I soldi per le stelle straniere sono sempre meno ed è così che i vivai riacquistano importanza. Dalla Roma di Zeman, alle milanesi, sono molti i club che giocano la carta della giovane scommessa, magari da affiancare alla maturità di chi i trenta gli ha già superati.

UN EREDITÀ PESANTE – Il Milan ieri sera ha vinto la sua prima gara a San Siro grazie a una doppietta di uno Stephen El Shaarawy che si sta dimostrando sempre più trascinatore. Perché dopo l’addio di uno come Zlatan Ibrahimovic è difficile ripartire ai livelli della scorsa stagione. Lo svedese garantiva solidità e gol, era il re di un reparto fondamentalmente basato sui suoi gol e sui suoi assist. Con un Robinho ancora non al top e con Pato fermo ancora ai box per il solito guaio muscolare, le responsabilità offensive ricadono su Pazzini e proprio sul non ancora ventenne di origine egiziane. Il Faraone può essere il nuovo Ibra sotto certi punti di vista. È palese che si tratti di due giocatori diametralmente opposti per caratteristiche fisiche e tecniche e soprattutto per temperamento. Ma ciò che può accumunare i due è  quel genio, quella giocata che solo i campioni sanno fare. Ma El Shaarawy ha ancora tutto da dimostrare e questo può essere il suo anno, quello della consacrazione.

Il Faraone con la maglia del’Under 17 azzurra

DAL LEGINO AL MILAN – Stephen El Shaarawy nasce a Savona il 27 ottobre del 1992, da padre egiziano e madre savonese. Muove i suoi primi passi nel Legino dove viene notato dagli osservatori del Genoa. È così che non ancora quattordicenne inizia la trafila nel settore giovanile del Grifone, il tutto culmina con l’avventura nella primavera ligure dove vince Campionato, Coppa Italia e Super Coppa di categoria. Sono anche gli anni dell’esordio nella massima serie datato 21 dicembre 2008 in un Chievo-Genoa (0-1) nel quale a soli 16 anni entra in campo divenendo il più giovane debuttante in Serie A nella storia del club. Nel 2010 la svolta: il prestito al Padova, con il quale segna il suo primo gol tra i professionisti a soli 17 anni (Padova-Reggina 4-0). Dopo l’infortunio costatogli metà girone di andata, torna arruolabile e contribuisce a portare ai playoff i veneti. Le prestazioni e i gol (7 su 25 gare giocate) attirano su di lui gli occhi di numerose squadre italiane ed europee, ma è il Milan ha bruciare la concorrenza. Valutato 15 milioni, l’operazione si basa sulla comproprietà: metà cartellino del giovane tedesco Alexandre Merkel e 7 milioni di euro al Genoa, con cui la dirigenza rossonera divide la proprietà del giocatore. La prima stagione a Milano non è delle più serene, i risultati stentano ad arrivare contro una Juventus partita in quinta fin dalla prima giornata, ma le soddisfazioni per il Faraone non mancano. L’esordio con la maglia dei campioni d’Italia con il primo gol nella gara successiva contro l’Udinese fanno ben sperare, il debutto in Champions e i gol in Coppa Italia anche. Nonostante la presenza dei vari Ibrahimovic, Cassano, Robinho e Pato, l’ex Padova e Genoa riesce a ritagliarsi il proprio spazio segnando 4 gol in 28 presenze tra campionato e coppe. A giugno arriva la tanto attesa acquisizione del Milan della restante parte del cartellino. Il resto è presente. Perché dopo le cessioni illustri, El Shaarawy ha guadagnato posizioni e spazio, questa consacrazione, a punto di rifermento del fronte offensivo milanista, è ribadita da uno score iniziale davvero incoraggiante con 6 presenze e 3 reti. Ma le soddisfazioni si tingono di azzurro, perché dopo la trafila con le nazionali giovanili dall’Under 16 all’Under 21, lo scorso 15 agosto a Berna arriva l’esordio nella nazionale maggiore contro l’Inghilterra, in una partita amara che vede la compagine di Prandelli sconfitta 2 a 1.

IL FUTURO – Il Faraone è il prodotto di uno dei vivai più prolifici degli ultimi anni. Cresciuto come esterno sinistro, e divenuto una mezzapunta o trequartista, appartiene a quella generazione sulla quale il calcio italiano deve rinnovarsi e ripartire. Figlio di un annata davvero ricca di talenti (basti pensare a Neymar, Lucas, Gotze o agli italiani Verratti, De Sciglio) può essere la grande certezza su cui ricostruire un ambiente scarico come quello rossonero.

A cura di Giovanni Lorenzi

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