Orazio Rotunno

Inter a due facce: imbattibili fuori e fragili in casa, ecco i motivi

Inter a due facce: imbattibili fuori e fragili in casa, ecco i motivi
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MILANO, 27 SETTEMBRE – L’Inter torna ad Appiano nuovamente felice, dopo l’ennesima vittoria fuori casa. Una costante oramai, che rischia di assumere contorni freudiani per l’inusualità della circostanza. Una grande, piccola in casa e gigante fuori. Ma ci sono dei motivi oggettivi, che spiegano esattamente il perchè di un Inter tanto diversa nei due formati: analizziamoli uno ad uno.

INTER IN CASA: POCHI SPAZI, NESSUN REGISTA E DIFESA LENTA – L’Inter a S.Siro fa fatica, costruisce poco e subisce tanto. Motivo n.1: il 90% delle squadre che arrivano a Milano fanno catenaccio, danno pochi spazi e ripartono velocemente quando recuperano palla. Due situazioni che la squadra di Stramaccioni soffre maledettamente: in primo luogo per l’assenza di un regista, e del rimpianto T.Motta, sottovalutato da tanti, ma la cui partenza lo scorso gennaio gettò nel baratro un’Inter in grande ripresa. Il playmaker ha le qualità per far girare palla ed inventare quando le linee avversarie paiono chiuse e compatte, altrimenti si darebbe luogo ad un giro palla lento, sterile e prevedibile come quello dei mediani interisti, più di quantità che di qualità. Motivo n.2: quando recupera palla l’avversario trova dinnanzi a sè ampi corridoi per ripartire, frutto di un attacco interista poco organizzato e catapultato in avanti con tanti uomini, come se fosse l’unica soluzione per rompere la barricata avversaria. La difesa nerazzurra è composta da colossi, forti fisicamente ma che peccano in velocità, nessuno escluso. Aggiungendoci Cambiasso, a copertura della difesa, un contropiede sarebbe micidiale per i lenti oppositori nerazzurri, come dimostrano i 2 gol del Siena e la rete di Osvaldo qualche domenica fa. In ultimo, Maicon: che un terzino possa essere determinante pare difficile a pensare, ma non se si tratta del “maciste” brasiliano. Le sue cavalcate sulla destra, e i tagli in mezzo al campo in cerca della triangolazione vincente, rappresentavano variabili determinanti al gioco dell’Inter. Non è un caso, in conclusione, che la miglior partita casalinga l’Inter l’abbia giocata con la Roma, catapultata in avanti, ma che fra il momentaneo 1-1 e la rete dell’italo-argentino aveva rischiato più volte di andare sotto.

INTER IN TRASFERTA: ERMETICA, PAZIENTE E CON PIU’SPAZI – La differenza è palese, ed è presto spiegata. Motivo n.1: chi gioca in casa, è notoriamente risaputo, debba fare qualcosa in più per vincere la partita, quindi sbilanciandosi un minimo ed esponendosi a qualche ripartenza avversaria. A linee strette e arroccate indietro, i forti centrali dell’Inter dicono la loro alla grande, con meno spazi da coprire risalta più la loro grande fisicità che la mancanza di rapidità, ed anche Smauel può così tornare ad essere il “the wall” che tutti conoscono, soprattutto con la difesa a 3 in cui è coperto da due centrali ai lati. Motivo n.2: strettamente legato al primo, le ripartenze nerazzurre sono letali. Per quanto atipiche, perchè più basate sulla tecnica che la velocità, come da manuale, mettono in risalto tutta la qualità degli avanti nerazzurri, Cassano su tutti, e con un Milito maestro nel fare da punto di riferimento della manovra, nell’arco di 90 minuti prima o poi Stramaccioni ed i suoi ragazzi riescono a trovare lo spiraglio giusto per far male. Motivo n.3: appunto, la pazienza. Qualità che risulta difficile avere dinnanzi a 50 mila, minimo, spettatori pretenziosi e dal palato fine come quello del Meazza. Ecco che la partita con la Fiorentina di domenica, con la squadra di Montella portata a fare tanto gioco e possesso palla, può rappresentare l’eccezione che conferma la regola. L’Inter potrebbe giocare in casa come calendario, ma in trasferta tatticamente, chiudendo gli spazi e ripartendo una volta recuperata palla. E i viola hanno dimostrato con la Juve di poter essere scoperti in difesa in caso di contropiede. In quest’ottica fondamentale sarebbe il recupero di Palacio, soprattutto in seguito allo stiramento che terrà fuori Sneijder.

Orazio Rotunno

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