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Rinvio Cagliari-Roma: danno e beffa per i tifosi del Cagliari, sempre più vicina la sconfitta a tavolino

Rinvio Cagliari-Roma: danno e beffa per i tifosi del Cagliari, sempre più vicina la sconfitta a tavolino
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Si prospettano altre sanzioni per la squadra rossoblù e per Cellino. Intanto ai tifosi non va giù di dover pagare le conseguenze di questa situazione.

Il Presidente del Cagliari Massimo Cellino

CAGLIARI, 24 SETTEMBRE – Dopo poco meno di 24 ore dalla “partita fantasma” sono arrivate ulteriori spiegazioni da parte del Prefetto di Cagliari: “C’è rammarico per la partita rinviata, ma l’idoneità dello stadio è attribuita da un organo pubblico. Il Cagliari Calcio si trascina dei problemi. Capisco il disagio, ma questo non giustifica mancanze sulla sicurezza. In tempi brevi supereremo il problema. Bisogna trovare un’intesa, noi lavoreremo senza limiti di tempo“. Soltanto poche ore prima della partita, infatti, veniva disposto il rinvio a data da destinarsi “per l’urgente e grave necessità di prevenire ogni forma di turbativa dell’ordine e della sicurezza”. In effetti questo episodio, più unico che raro, che ha colpito la quarta giornata di Serie A è soltanto il culmine di una serie di precedenti appartenenti ad un passato non molto lontano. Il tutto ha inizio con la diatriba divampata tra Cellino e il Comune di Cagliari per le pessime condizioni del Sant’Elia, che trova poi seguito con lo stop al progetto della Karalis Arena ad Elmas e continua con la mancata apertura al pubblico dell’impianto di Is Arenas.

LE REAZIONI IN LEGA E IN FIGC – Sembra proprio essere il tema stadio, l’opposizione alla costruzione di un impianto di proprietà motivata con la vicinanza del terreno identificato con l’aeroporto cittadino, ad aver fatto precipitare la situazione tra il Cagliari Calcio ed il Comune di Cagliari. Tant’è che c’è chi cerca di gettare acqua sul fuoco rivolgendosi direttamente alle istituzioni competenti, con queste parole si è espresso infatti il presidente della Lega Calcio di Serie A Maurizio Beretta: “In questi giorni si discute ancora su come approvare la legge sugli stadi: vorrei fare l’ennesimo appello, fate presto. Ci sono le condizioni per fare una buona legge che ci consenta di fare un salto di qualità. Approviamo la norma. Gli stadi sono importanti per le società i tifosi e per colmare il gap con il calcio degli altri paesi europei”. Molto più diretto Giancarlo Abete presidente della Figc, che chiede punizioni severe per il presidente Cellino: “Il comportamento di Massimo Cellino è inaccettabile e provoca un danno d’immagine per tutto il calcio italiano. Chiedo per lui una sanzione pesante. Quello che è successo a Cagliari – ha spiegato – trasferisce persino all’estero un’immagine negativa. Si è partiti quasi scherzando, con Cellino che diceva di avere quattro stadi a disposizione, e si è arrivati a questo”. C’è anche chi in Lega, sconcertato, ricorda che lo stesso Cellino rappresenta la Lega in Consiglio.

MADE IN ITALY – Proviamo soltanto ad immaginare quanto sia stato detto detto e quanto ancora si dirà all’estero riguardo questa spiacevole vicenda, con la consapevolezza che un qualcosa del genere ha il sapore esclusivamente del “made in Italy”. E che le parole del Dg della Roma Baldini non possono che essere comprese e condivise nel momento in cui parla di «imbarazzo» nello spiegare agli atleti stranieri della Roma un evento così italiano: “È sconcertante. Una situazione tra il ridicolo e il tragico. Inizio ad essere un po’ stanco, di cose pensavo di averle viste tutte. Ogni giorno ce n’è una nuova. Si ha la sensazione che gli altri posti siano paradisi, non perché lo siano in assoluto, ma rispetto all’Italia”. La Roma, intanto, avvia l’iter per avere la vittoria a tavolino, su cui c’è ottimismo: “È un percorso obbligato il nostro”. Lo stesso Zeman proprio ieri di ritorno dall’isola sarda giustificava ai microfoni della stampa l’incredibile rinvio con un secco “Queste sono cose che succedono solo in Italia”. Possibile dargli torto?

DANNO E BEFFA – Se di solito tra i due litiganti il terzo gode, stavolta come non mai il detto viene smentito: la posizione dei tifosi del Cagliari è sicuramente delle più spiacevoli. Non solo gli è stato tolto il punto di riferimento rappresentato dallo stadio Sant’Elia, dovendo rincorrere ogni domenica uno stadio diverso in giro per la Sardegna (e l’Italia ricordando la partita disputata a Trieste lo scorso maggio), quanto soprattutto li si vede strumentalizzati nel momento in cui il presidente della squadra che sostengono li incita  con una nota ufficiale a recarsi ugualmente allo stadio, ignorando i divieti. Tutto ciò non basta, i presumibili risvolti della faccenda vedranno quasi sicuramente penalizzato il Cagliari Calcio, non soltanto con la perdita a tavolino per 0 a 3, ma anche con una penalizzazione del campo (o dei “campi” se si preferisce), e della società per responsabilità oggettiva. Si andrebbe, in questo senso, a ledere ulteriormente  la parte che davvero ne è uscita peggio, una tifoseria incolpevole ed immobilizzata dinanzi a giochi di potere più incisivi e più influenti. Carlo Rienzi, il presidente del Codacons (associazione consumatori), ha annunciato l’intenzione di denunciare il patron del Cagliari che, nonostante le porte chiuse, ha invitato i tifosi a presentarsi allo stadio: ”Questi presidenti dovrebbero essere puniti severamente. Così i tifosi sono carne da macello nel mondo del calcio, chi ha pagato i biglietti deve e può far causa. E’ un episodio gravissimo, oggi lanciamo una class action contro il club cagliaritano a tutela dei tifosi”. Che vinca il buon senso.

A cura di Gaetano Galotta

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