Vincenzo Galdieri

Juventus, manuale per costruire un centrocampo da sogno lowcost. I tre moschettieri hanno stregato Londra

Juventus, manuale per costruire un centrocampo da sogno lowcost. I tre moschettieri hanno stregato Londra
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LONDRA, 21 SETTEMBRE – Buona la prima. Anzi, strabiliante. Già, perchè la Juventus mercoledì sera nel match che la vedeva opposta ai campioni d’Europa del Chelsea ha scoperto una volta per tutte di essere grande. In barba ai detrattori ed a chi pensava che la Vecchia Signora potesse brillare soltanto nella mediocrità del campionato italiano, dove domina in lungo ed in largo – a detta di alcuni – soltanto per mancanza di avversari di livello. La squadra bianconera è sbarcata nel teatro dei sogni di Stamford Bridge senza alcuna paura. Rispetto assoluto per un avversario mastodontico, ma grande consapevolezza dei propri mezzi. Gli uomini di Conte – beccato più volte in tribuna a sbraitare e dimenarsi – hanno spaventato i londinesi, poi si sono fatti mettere sotto subendo il terrificante uno-due del baby prodigio Oscar: pochi giri di orologio dopo la mezz’ora e la partita da equilibrata che era si trasforma repentinamente in un potenziale incubo sportivo. Due a zero, tutti a casa. Anzi, no. Perchè il coraggio ed il carattere bianconero, uniti ad un’intensità da Premier League ed un gioco spumeggiante in stile Liga, alla fine hanno premiato. Prima lo straordinario Vidal, poi il redivivo Quagliarella. La Juve ha ripreso una partita che non voleva assolutamente perdere, perchè non lo meritava affatto. E quasi quasi il genietto di Castellammare di Stabia riusciva a fare lo scherzetto alla compagine di Di Matteo: il colpaccio in casa dei campioni in carica è stato sventato soltanto dalla traversa. Il pareggio però va più che bene ed è un segnale importante in prospettiva: la Juve c’è e quest’anno vuole provare a vincere tutto. La forza del gruppo, la qualità dei singoli. Ma soprattutto un centrocampo di livello mondiale. E’ in mezzo che la Juventus fa la differenza, con Asamoah e Lichsteiner splendidi comprimari del trio delle meraviglie formato da Vidal, Pirlo e Marchisio.

I TRE MOSCHETTIERI – I tre moschettieri hanno stregato Londra. Chiariamo: tutti in Inghilterra erano consapevoli del fatto che la forza preponderante della Juve campione d’Italia risiedesse nella cerniera di centrocampo. Ma probabilmente nessuno conosceva davvero al 100% la forza stratosferica di quei tre. Il tifoso medio poteva essere portato a pensare: “Si, sono forti. Però Pirlo è ormai attempato ed i due giovanotti Vidal e Marchisio sono bravini ma si possono limitare”. Errore colossale. Perchè il bello del trittico devastante made in Vinovo è che i ragazzi si completano a vicenda e formano un puzzle che rasenta la perfezione. Complementari, splendidamente complementari. Il perno è Andrea Pirlo: classe, genialità, sicurezza, intelligenza, geometrie da urlo e velocità di pensiero. Poi c’è Arturo Vidal: tecnica, corsa, grinta, visione di gioco e propensione al gol da attaccante. Un autentico mostro della mediana. Infine Claudio Marchisio: come Vidal dotato di ottima tecnica e corsa da cavallo di razza. Pressochè identica anche la propensione al gol, ma leggemente – e ribadiamo, leggermente – indietro quanto a grinta e visione di gioco. Per fare pari col cileno però sfodera la sua dote migliore: i tempi di inserimento, davvero eccezionali. La calma olimpica di Andrea, il gol da cineteca di Arturo e le imbucate – assieme all’assist sublime per il pari di Quagliarella – del piccolo principe Claudio hanno letteralmente mandato la Londra Blues in stato confusionale. E dire che per averli tutti e tre insieme sono bastati una decina di milioni…

UNA MEDIANA DA SOGNO COSTRUITA LOWCOST – Dieci milioni, appunto. Anzi dieci e mezzo, per la precisione. Sono quelli spesi per Arturo Vidal, acquistato dal Bayer Leverkusen a prezzo di saldo perchè di fatto il cileno ad oggi ne vale almeno 30. Dieci milioni e mezzo per Vidal e basta, poichè Pirlo è arrivato a costo zero e Marchisio è un prodotto fatto in casa. Il Chelsea, tanto per fare un esempio, per avere i vari Oscar, Ramires ed Hazard ne ha spesi molto più del quintuplo. Chiariamo, anche gli inglesi hanno una mediana di tutto rispetto – tra le prime sei\sette del globo – e ieri l’hanno dimostrato. Ma i tre moschettieri juventini danno l’impressione di essere complessivamente più forti, più completi, più decisivi. Un centrocampo da sogno costruito lowcost. E questo non può che essere un indiretto attestato di stima nei confronti di una dirigenza troppo spesso criticata per acquisti giudicati frettolosi, avventati o sballati. Paratici e Marotta adesso se la godono, consci di aver svolto un lavoro davvero monstre senza appesantire troppo il portafogli. E nell’Europa dei Real Madrid e dei Manchester City, dei Chelsea e dei Psg che si sfidano sul mercato a suon di assegni megagalattici e multimilionari, The Old Lady può andar davvero fiera del proprio operato.

MODELLO BARCELLONA – La Juventus è una squadra costruita sul modello Barcellona. I campioni si pagano poco o si fanno crescere in casa, ed il paragone tra il centrocampo blaugrana Xavi-Iniesta-Busquets – costato zero euro – e quello bianconero Pirlo-Vidal-Marchisio – spesa totale dieci milioni e mezzo – può essere esemplificativo, pur specificando che i tre catalani sono ancora superiori ai pur eccellenti bianconeri. Da almeno un paio d’anni a questa parte il vento è cambiato in Corso Galileo Ferraris: meno reclamizzazioni, più fatti, e soprattutto nemmeno un acquisto da 20 milioni di euro. Partendo dalla difesa – e dato per scontato che Buffon è a Torino da più di due lustri – il trio Chiellini-Barzagli-Bonucci è costato complessivamente 16 milioni: Chiello era già in casa, gli altri due sono stati pagati relativamente poco in relazione al rendimento. Poi, come detto, la mediana da sogno costruita con 10,5 milioni, più il duo Lichsteiner-Asamoah sugli esterni per un esborso commplessivo di 16,5 milioni (ai quali andranno aggiunti quelli del riscatto di Asa a fine stagione). Infine, la coppia d’attacco Vucinic-Giovinco: 15 milioni per il montenegrino e 7 – undici per riscattarlo meno i 4 che la Juve aveva percepito per la prima metà – per l’ex parmense. Costo totale per la squadra titolare: 64,5 milioni di euro. Se si pensa che ad esempio il Chelsea stesso ha speso quasi la medesima cifra soltanto per assicurarsi il cartellino di Fernando Torres, vengono i brividi. La Juventus è pronta a dimostrare che si può essere un top team a livello europeo anche senza attingere alle montagne di soldi di sceicchi e Paperoni di ogni genere. Spendendo con cognizione di causa e razionalizzando le risorse si può arrivare ovunque. Chissà, magari anche a Wembley

A cura di Vincenzo Galdieri 

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