Antonio Foccillo

Champions League, Chelsea-Juventus: ecco come si battono i campioni d’Europa

Champions League, Chelsea-Juventus: ecco come si battono i campioni d’Europa
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Analisi tattica del big match di stasera. La Juventus ha tutte le carte in regola per regalare un'incredibile gioia ai suoi tifosi

LONDRA, 19 SETTEMBRE – La Juventus si prepara alla serata che più attendeva da due anni a questa parte, il ritorno in Champions in un grande palcoscenico come lo Stamford Bridge contro i campioni d’Europa del Chelsea. E’ la partita che tutti i tifosi attendono dal mese di Maggio, da quando Alex Del Piero ha alzato al cielo la coppa del 28mo scudetto bianconero (o 30mo se preferite ), la partita che dovrà dire a cosa questa Juve può ambire e quanto lontano potrà arrivare. Ma soprattutto, potrà dire se la Juventus è davvero tornata la grande squadra dell’era pre-calciopoli. Noi di SportCafè24 abbiamo analizzato l’avversario dei bianconeri e vi mostriamo come la Juve può trasformare questa serata in una delle più memorabili.

IL MODULO DEI CAMPIONI D’EUROPA  – I Blues si schierano con un 4-2-3-1 . Davanti a Cech, la linea a 4 di difesa è composta da destra a sinistra da : Ivanovic, Terry, David Luiz, Cole. In mediana, partito Essien, a fare legna è rimasto il solo Mikel, a cui è stato affiancato Lampard. Il trio alle spalle di Torres sarà composto da Ramires, Mata e Hazard. Roberto Di Matteo, da buon tecnico italiano, preferisce un gioco basato sulle ripartenze veloci . La squadra non è avvezza al possesso palla, o quanto meno non ad un possesso palla costruttivo. Lo si è visto infatti sia contro il City in Charity Shield, che in finale di Supercoppa Europea contro l’Atletico Madrid, dove la rete di pasaggi messa in piedi dagli uomini di Di Matteo risultava del tutto sterile e infruttosa. Il Chlesa dà infatti il meglio di se quando può prendere in contropiede la squadra avversaria, cioè interrompendo il gioco avversarsio e volando in profondità con i suoi trequartisti. Un classico esempio lo si può vedere nel goal di Drogba nell’andata della scorsa semifinale contro il Barcellona a Stamford Bridge e quello di  Ramires sempre contro il Barcellona nella partita di ritorno. In entrambi i casi ad innescare l’azione di ripartenza è  stato Lampard, che ha abbassato il suo raggio d’azione abbandonando la trequarti e piazzandosi al centro del campo per agire da vero e proprio regista, non disdegnando le sortite offensive. Affianco a lui la fisicità di Mikel garantisce l’adeguata copertura alla difesa.  Ecco che quindi spezzato il gioco avversario, vengono subito lanciati in profondità i tre trequartisti . Questa impostazione tattica però non  piace più ad Abramovich e vuole che la sua squadra imponga sempre il suo gioco . Nelle ultime settimane però sono cominciate a venire fuori i primi problemi.

I PUNTI DI FORZA – Innanzitutto partiamo dal presupposto che il Chelsea ha una squadra ormai rodata a certi livelli , quindi la grande esperienza dei suoi giocatori conterà non solo stasera ma anche in futuro per la competizione. Cech è tornato il portiere affidabile di qualche stagione fa garantendo sicurezza al reparto difensivo. Il reparto offensivo è sicuramente uno dei più competitivi d’Europa. Hazard sta dimostrando di valere tutti i 40 milioni spesi per lui d’estate e Fernando Torres sta tornando agli standard di Livepool anche a livello realizzativo.

I PUNTI DEBOLI – I punti deboli palesati dal Chelsea nelle ultime settimane vengono fuori sempre con quelle squadre che non lo mettono nelle condizioni di sviluppare il suo gioco. Come detto sopra, Abramovich vuole che la sua creatura sia dominatrice in campo e imponga il suo gioco, ma l’impostazione tattica di Di Matteo non consente questo tipo di situazione tattica. Quando infatti ha provato a imporre il suo possesso palla, come contro il City e l’Ateltico Madrid, è stata sempre punita proprio sul suo gioco, cioè nelle ripartenze. La difesa del Chelsea non è esattamente impenetrabile. Le prime partite in Premier hanno garantito vittorie larghe con pochi goal al passivo, ma appena il livello dell’avversario è salito (vedi Falcao ) la difesa è andata in bambola. Il ritorno di Terry stasera sarà sicuramente una manna dal cielo, perchè potrà guidare una difesa che facilmente sbanda. David Luiz è spesso soggetto ad amnesie difensive ( un pò come Bonucci ) e Ivanovic non regge i 90′ sulla fascia destra. Il centrocampo ha un passo molto compassato, manca infatti un giocatore in grado di cambiare passo, un Essien, tanto per non fare un nome a caso. L’attacco, per quanto fenomenale e pericolosissimo, spesso arriva sulla trequarti privo di idee, soprattutto quando la squadra avversaria si compatta e non garantisce spazi.

COME LA JUVENTUS PUO’ FAR SOFFRIRE IL CHELSEA– Il gioco della Juve si presterebbe bene alle ripartenze del Chelsea, ma è verosimile che , anche spinto da Abramovich, davanti al suo pubblico e con il titolo di Campione d’Europa in carica, il Chelsea proverà a giocare in maniera più offensiva e spigliata del solito. Ecco che quindi gli spazi si aprirebbero per il contropiede della Juve, ma facciamo davvero fatica a immaginare una Juve che giochi con le ripartenze perchè costretta dietro dall’avversario, soprattutto dal Chelsea attuale. Il grande agonismo e l’altetismo del trio di centrocampo bianconero metterà in seria difficoltà quello lento e un pò macchinoso degli ingelsi, ecco perchè non ci meraviglieremmo se Di Matteo optasse per un centrocampo a 3 con Ramires a dar man forte a Mikel e Lampard lasciando Hazard e Mata sulle ali . Il brasiliano fornirebbe l’adeguata copertura anche sugli inserimenti senza palla di Vidal e Marchisio, veri maestri del mestiere. Il grande pressing della Juventus potrà inoltre mettere in seria difficoltà l’impostazione di gioco dei centrocampisti avversari, quindi ci aspettiamo un’aggressione immediata su Lampard, ispiratore della manovra. Altra situazione che farà verosimilmente soffrire gli inglesi sarà il duello tra Asamoah e Ivanovic. Lo strapotere fisico del Ghanese e le sua rapidità saranno sicuramente una spina nel fianco per il serbo e anche per questo l’arretramento di Ramires sul centrodestra garantirebbe una maggiore copertura. Attenzione poi alla rapidità di Giovinco e Vucinic, che con le sue giocate nello stretto potrebbe mettere in seria difficoltà David Luiz e lo stesso Terry, che però potrebbero prelevare dal punto di vista fisico.

COME IL CHELSEA PUO FAR SOFFRIRE LA JUVENTUS – Se il centrocampo Juventino viene scalvacato, saranno dolori. Le tre mezzepunte dietro Torres hanno tutt’altro che un passo compassato, soprattuo Hazard. Ecco che quindi Barzagli e Chiellini dovranno stare molto attenti, soprattutto quest’ultimo che non ha la rapidità dell’ex Wolfsburg e soffre molto gli attaccanti rapidi. Hazard che di solito staziona sulla fascia sinistra, potrebbe quindi essere portato a destra per sfruttare questa situazione. La mobilità di Torres ha già messo in difficoltà la difesa Juventina agli Europei e gli scambi rapidi con Mata potrebbero far soffrire centralmente soprattutto Bonucci. Anche Pirlo avrà il suo bel da fare, soprattutto nel tentare di smarcarsi dalla ormai consueta marcatura a uomo che riceve in ogni partita e che sarà portata verosimilmente da Mata nel caso venisse schierato dietro Torres. Cole non disdegna affatto le sortite offensive e sarà sicuramente la stessa fascia di competenza di Hazard , che si accentra e punta l’uomo liberando quindi la fascia per la discesa del terzino. Ecco che quindi un solo uomo sulla fascia potrebbe creare delle pericolose superiorità numeriche o addirittura degli invitanti buchi centrali qualora Barzagli e Chiellini fossero costretti a dar man forte a Lichsteiner e Asamoah.

UOMO CHIAVE PER IL CHELSEA – Scontati nomi di Cech, Terry e Lampard che per forza di cose saranno gli attori principali, diciamo Hazard, che sta dando spettacolo e che con le sue accelerazioni e il suo cambio di passo può mettere in seria difficoltà la squadra di Conte.

UOMO CHIAVE PER LA JUVENTUS– Anche qui scontati Buffon, Barzagli e Pirlo, diciamo Vucinic. Il montenegrino è l’unico giocatore in grado di poter risolvere la partita con una giocata, sono bastati 45 minuti contro il Genoa per far capire che per questa Juve è ormai imprescindibile.

a cura di Antonio Foccillo

 

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