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Ibrahimovic: “Capello e Mourinho i miei maestri”

Ibrahimovic: “Capello e Mourinho i miei maestri”
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Galliani su Ibra: "Non mi parla più e ha ragione"

 MILANO, 18 SETTEMBRE – Si è trasferito quest’estate al Paris Saint Germain nella speranza di vincere tutto e di più, con una squadra piena zeppa di campioni: Zlatan Ibrahimovic si racconta sulle pagine del quotidiano L’Equipe. Innanzitutto indica i due allenatori da cui ha imparato di più, Capello e Mourinho: “Capello per la disciplina e la mentalità, Mou perché è di una nuova generazione ‘vergine’ dei metodi di… Capello”. Parla poi della tanto agognata Champions, che tra i suoi trofei manca: “Se la vinco tanto meglio, altrimenti non avrò fallito la carriera. Anche ‘Il fenomeno’, Ronaldo, non l’ha mai vinta”. Parla anche dei suoi attuali compagni di squadra al Psg: “Manca ancora l’abitudine a vincere titoli importanti”. Conclude la sua intervista dicendo che nel corso degli anni si è trasformato da attaccante a cannoniere, e del suo ex compagno Pippo Inzaghi, sempre a proposito di bomber: “Cosa vale Pippo, per esempio, come calciatore? Non è davvero un calciatore. Ma aveva un istinto enorme di realizzatore davanti alla porta. E’ la sua qualità. Capello pensava che io fossi un calciatore fantastico ma che dovessi essere più efficace di fronte alla porta avversaria. E mi ha costretto ad allenarmi per ore per abituarmi a tirare e a segnare più gol”.

In riferimento al trasferimento dello svedese di Malmoe al Psg, è Adriano Galliani a svelare alcuni retroscena della sua cessione in Francia. In effetti queste sono le prime dichiarazioni dell’Amministratore Delegato rossonero dopo la doppia cessione di Thiago Silva e Ibra, e per farle ha scelto la rivista sportiva France Football: “Voleva restare al Milan (Ibra, ndr) e da quando è andato al Paris Saint Germain non mi parla più”. Galliani svela poi un retroscena: “Alle fine dello scorso campionato è venuto da me con Raiola: gli avevo assicurato che sarebbe rimasto, ma la società ha fatto delle riflessioni ed è stato venduto. Non ho mantenuto la mia parola, Ibra ha ragione”.

Massimiliano di Cesare

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