Antonio Fioretto

Roma, un’altalena di risultati: ma così non si vince. Zeman: “Così non va”

Roma, un’altalena di risultati: ma così non si vince. Zeman: “Così non va”
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La disamina del percorso giallorosso. Tra un allenatore fedele alle sue idee, risultati altalenanti e tifosi speranzosi, i risultati per ore non arrivano.

ROMA, 17 SETTEMBRE – I più grandi allenatori affermano che nel calcio la cosa più difficile è combinare il gioco e le vittorie. Già, riuscire a portare a casa i tre punti e nello stesso tempo esprimere una manovra spettacolare è quanto di più complicato possa esserci. Eppure, il gioco del calcio si basa proprio su questo. Sacchi lo insegna. Arrivare a vincere attraverso il bel gioco. Purtroppo, in Italia non è mai stato, non è, e probabilmente non sarà mai così. Naturalmente il discorso è generico, ma è un dato di fatto che nel ‘belpaese’ i tecnici puntino fondamentalmente alla vittoria e se ne fregano altamente del gioco bello, fluido o qualsivoglia altro aggettivo piacevole. Sarà per una mentalità chiusa o quantomeno ristretta; sarà per una pressione estenuante sui protagonisti di questo sport, tale da spingerli a fare il massimo possibile nel minor tempo possibile; sarà per una cultura un pò pigra, che porta di contro ad ottenere il massimo facendo il minimo. Nonostante ciò, ci sono state delle eccezioni nel corso degli anni: il Milan del summenzionato Sacchi, il Napoli di Maradona, il Verona di Osvaldo Bagnoli e più recentemente ricordiamo la Roma di Spalletti, il Napoli di Mazzarri e la Juve di Conte. In modo particolare, comunque, c’è stato un allenatore che in tal senso è sempre andato controcorrente. E’ boemo, ha una carriera lunghissima alle spalle, ha 65 anni ed allena attualmente la Roma. Il suo nome è Zdenek Zeman.

UNO IN PIU’ DEGLI ALTRI  Non la scopriamo certo oggi la filosofia del tecnico nativo di Praga. Gioco spettacolare, verticalizzazioni costanti, attacco fluido, manovra ingannevole e gol a raffica. Un merito di Zeman è stato quello di non tradire mai le proprie idee, nonostante tutte le critiche che si è attirato addosso per il suo gioco da ‘fanne uno in più dell’avversario’. L’anno scorso in Serie B col Pescara, Zdenek è riuscito a trasformare la sua tattica in vincente. Ora, arrivato alla Roma, le cose sembrano andare un pò diversamente.

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO … La Serie A non è come la Serie B, e non lo scopriamo certo adesso. In Serie A di solito trionfa chi ha la miglior difesa. Le squadre di Zeman tutto hanno tranne una difesa imperforabile. La Roma di queste prime tre giornate lo evidenzia alla perfezione. Alla prima gara, i giallorossi si ritrovano due volte in svantaggio contro il Catania e riescono a riacciuffare il pareggio in extremis. La seconda giornata rappresenta il bello del calcio Zemaniano. A San Siro l’Inter ci capisce ben poco. Poi, ieri, in casa contro il Bologna, traspare tutto il brutto del gioco Zemaniano. 2-0 nel primo tempo, rimontato per 3-2 nella ripresa. I tifosi giallorossi sembravano rivivere le partite con Luis Enrique in panchina.

PAROLE AMARE E’ chiaro che dopo tre giornate non si possono esprimere giudizi assoluti. Ma è altrettanto chiaro che il trand va invertito. Zeman non cambierà mai, questo è sicuro. Ma non è escluso che qualcosa nella sua testa stia cambiando e che adatterà maggiormente il suo gioco alla Serie A. Le dichiarazioni del post partita confermano questa tesi : “ E’ stato un brutto colpo. Abbiamo subito tre gol su tre nostri errori difensivi. Così non va”. 

Chissà se il buon Zdenek stavolta tradirà la propria filosofia, pur di vincere. Eh si, perchè in questo modo vincere è un termine che la Roma difficilmente troverà nel proprio vocabolario. I risultati altalenanti non portano da nessuna parte. Alternare prestazioni fantastiche ad altre deludenti non è da grande squadra e per di più non è la strada giusta per chi punta alla vittoria. Staremo a vedere. Il profilo giallorosso per ora resta basso e tutti, dai giocatori alla società, fanno da chioccia al proprio tecnico.

Antonio Fioretto

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