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Economia

Monti in Cina: Crisi prossima alla fine?

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Il premier Mario Monti in visita a Pechino

PECHINO, 1 APRILE – Primo passo verso quel dialogo politico con la Cina tanto auspicato da Monti, in quanto necessario per gli sviluppi economici del nostro paese. La visita del premier italiano in terra d’oriente, infatti, sembra aver già rafforzato l’intesa politica ed economica tra Italia e Cina. Un vero e proprio scambio d’interessi politici e diplomatici, che vede da un lato le richieste italiane d’incremento dei rapporti economici, dall’altro le richieste delle autorità cinesi all’Italia di promuovere maggiormente in seno all’UE gli scambi economici con la Cina.

IL PREMIER CINESE – Nel secondo giorno del viaggio di Monti a Pechino, il primo ministro cinese Wen Jiabao ha confidato, nel corso di un incontro presso il Grande palazzo dell’assemblea del popolo, di ritenere l’economia italiana dotata di grandi potenzialità e basi solide, nonché di essere prossima ad un rilancio grazie alle riforme poste in essere dall’attuale Governo. Il premier cinese ha, inoltre, presentato i 7 punti di collaborazione economica tra l’Italia e la Cina, senza, però, entrare nello specifico per rispetto dell’interlocutore, limitandosi a parlare d’importanti investimenti cinesi in Italia per il prossimo futuro.

IL PREMIER ITALIANO – Il nostro primo ministro si auspica un aumento degli investimenti cinesi in Italia, tali da rendere la Cina un vero e proprio partner strategico nella prossima trasformazione dell’economia italiana. “Credo che questa crisi sia quasi finita, forse c’è solo una piccola componente psicologica. Ero molto preoccupato quando sono arrivato che l’Italia potesse essere un nuovo focolaio crisi. Ma non è successo e non succederà. Permettetemi di dire che siamo sollevati”, ha dichiarato il capo del governo italiano durante la conferenza stampa. Monti ha poi aggiunto di rendersi conto dell’impatto che gli aumenti fiscali e tariffari, da lui stesso definiti rozzi, avranno sui conti delle famiglie italiane, soprattutto in questo periodo, ma che il destino delle stesse famiglie sarebbe stato molto più grave se l’Italia avesse preso la via della Grecia.

CRISI DEL CAPITALISMO – Secondo Monti, la crisi europea è in parte la crisi del capitalismo, anche se ”Vengono un po’ i brividi a dirlo nella scuola del partito comunista cinese, ma ormai siamo tutti liberi da pregiudizi ideologici”, osserva il premier durante la conferenza stampa. Continuando sull’argomento, spiega poi che il sistema capitalistico, una volta divenuto dominante, ha visto sempre più prevalere il capitale e l’impresa ai danni del lavoro e dei poteri pubblici.

Indubbiamente in questo momento in Italia latitano i capitali, in particolare quelli provenienti dall’estero. Rassicurare i mercati extra-europei circa la stabilità economica del paese e stabilire nuove e migliori intese finanziarie con potenze economiche quali il gigante asiatico, è  sicuramente un passo importanti per riavviare il ciclo economico italiano.

Andrea Marini

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