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Grinta, corsa ed entusiasmo: la nuova Inter di Andrea Stramaccioni

Grinta, corsa ed entusiasmo: la nuova Inter di Andrea Stramaccioni
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MILANO, 2 APRILE – Era la partita più attesa del week-end. E’ stata quasi certamente la più spettacolare. Un esordio così non se lo poteva immaginare neanche lui, Andrea Stramaccioni che bagna con una vittoria la sua avventura sulla panchina dell’Inter. Novanta minuti divertenti, emozionanti a tratti sofferti, ma che hanno regalato ai tifosi nerazzurri la vera Inter: quella pazza che fa gioire, soffrire ma che non si può mai smettere di amare.

LA COLONIA ARGENTINA – I “vecchietti” argentini sanno ancora fare la differenza. Il goleador Milito, il muro Samuel e l’immenso Javier Zanetti si sono messi subito a disposizione del nuovo tecnico e hanno sfoggiato una prestazione degna dei fasti della stagione 2009/2010. Un altro argentino, Maurito Zarate, ha dimostrato che se aiutato può dimostrare il suo valore. Certo ha bisogno di fiducia, di essere richiamato più volte all’ordine tattico ma si sa, spesso anarchia e genialità vanno a braccetto.

[smartads]

METODO DI LAVORO E MODULO – Le innovazioni di Stramaccioni passano dal lavoro settimanale. Infatti, Andrea predilige intense sessioni di lavoro sul campo (con il pallone) per la gioia appunto dei suoi giocatori. I frutti di questa metodologia si sono visti anche sul prato di San Siro, dove la squadra ha macinato chilometri ostentando brillantezza e a tratti un gioco spumeggiante. Tutti elementi che, paragonati all’Inter della gestione Ranieri, stridono terribilmente. Anche il modulo, il 4-3-3 è un taglio netto con il recente passato.

LA SCELTA DI MORATTI – Se l’Inter è tornata a giocare a calcio è soprattutto merito del suo presidente. Ha avuto coraggio e solo il tempo ci dirà se la sua scelta si rivelerà azzeccata. Se alla fine Stramaccioni si dimostrerà un buon tecnico, bisognerà ripartire da lui. L’umiltà, l’intelligenza e quel nerazzurro addosso fanno di Andrea l’allenatore ideale anche per il futuro. Basta sostenerlo e credere in lui. Il tempo gli darà ragione.

Michele Lestingi

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