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Fair Play Finanziario, arrivano le prime sanzioni

Fair Play Finanziario, arrivano le prime sanzioni
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Come annunciato da Platini, l'Uefa fa sul serio e sospende il pagamento dei premi a 23 società

NYON, 11 SETTEMBRE – Detto, fatto. Michel Platini aveva parlato chiaro, pochi giorni fa, quando si è lasciato intervistare sull’argomento del fair play finanziario: il nuovo sistema va avanti, e con la stagione 2014-2015 le sanzioni per i club che non rispetteranno il regolamento. L’Uefa punta con decisione a far estinguere i debiti contratti dalle società calcistiche, affinchè per i club sia possibile giungere all’auto-sostentamento finanziario e possa essere introdotto l’obbligo del pareggio di bilancio.

PRIME SANZIONI: SPICCA L’ATLETICO MADRID – Sono passati appena dieci giorni dalle dichiarazioni di Platini, e l’Unità di indagine dell’Uefa ha emesso i primi “verdetti”. Un segnale forte quello lanciato dall’Associazione più importante per il calcio europeo, soprattutto perchè, passando ai fatti, probabilmente le società saranno maggiormente concentrate sui bilanci. L’unità dell’Uefa presieduta dall’ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene ha sospeso ha sospeso i premi di partecipazione per 23 squadre  iscritte alle competizioni Uefa 2012/2013, a causa di debiti nei confronti di dipendenti, altri club o autorità ancora insoluti. Alle società colpite dal provvedimento, tra cui spiccano i nomi altisonanti di Atletico Madrid, Malaga, Rubin Kazan, Sporting Lisbona e Fenerbahce, verrà richiesto un aggiornamento sullo stato dei pagamenti il 30 settembre, mentre la sospensione dei pagamenti rimarrà valida fino all’estinzione totale dei debiti.

ITALIANE SALVE, TREMA L’INGHILTERRA – Il nostro paese, sconvolto da anni di processi su un calcio con molte ombre, esce per ora illeso dai provvedimenti dell’Uefa. D’altronde, come aveva affermato Platini nell’intervista della scorsa settimana, quando l’Italia comprava giocatori di grande valore nessuno si interessava al fair play Finanziario, mentre ora che è la Francia a spendere, i francesi se ne sono scordati, mentre gli italiani sono più attenti: lo testimoniano le grandi svendite del Milan, gli acquisti accorti dell’Inter e  i progetti per i nuovi stadi di proprietà, o quelli già costruiti come lo Juventus Stadium. A tremare, adesso, è l’Inghilterra, in particolare Chelsea e City, ben lontane dal saldare i loro debiti e seriamente a rischio per le competizioni Uefa 2014-2015.

 

Matteo Brutti

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