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Us Open: Andy Murray corona il sogno di vincere il primo Slam

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NEW YORK, 10 SETTEMBRE – Novak Djokovic contro Andy Murray, ovvero il numero 2 contro il numero 4, secondo il ranking ATP. Il britannico, a un mese dal successo olimpico, si trova in stato di grazia, avendo eliminato Berdych in quattro set. Djokovic arriva in finale dopo un cammino esaltante: si è, infatti, aggiudicato tutti i set a disposizione tranne uno, in semifinale contro lo spagnolo David Ferrer. Sugli spalti, tra gli altri, Sean Connery e Kevin Spacey. Unico ospite indesiderato sembra essere il vento, che potrebbe rischiare di rovinare un match che si preannuncia entusiasmante.

1° SET, MURRAY- DJOKOVIC 1-0: Parte benissimo Murray che, alla prima occasione, riesce a strappare il servizio al serbo, il quale prontamente risponde aggiudicandosi due giochi. Il match è molto equilibrato e molteplici sono gli scambi avvincenti. Murray prima prende fiducia e si porta sul 4-2, poi, a causa di un paio di errori di misura, subisce la rimonta di Djokovic che porta a casa tre game: 4-5. Dopo essersi guadagnati i punti del servizio, si va al tie-break, il più lungo della storia dello US Open: finisce 12-10 per Murray, che sfrutta la sesta palla-set a sua disposizione.

2° SET, MURRAY-DJOKOVIC 2-0: Djokovic sembra aver sentito il primo montante di Murray: inanella infatti una serie di errori che lo portano ad essere sotto 0-4. Il campione serbo, però, trova la forza di rispondere e dimezza il distacco: 2-4. Al settimo gioco però Murray riesce a tenere il servizio (5-2). Djokovic non è ancora vinto e mette a segno i due game del servizio e il break in mezzo. Sul 5-5 Djokovic si riporta pienamente in partita, ma, proprio quando dovrebbe premere sull’acceleratore, si trova davanti un Murray molto aggressivo che porta a casa il set del 6-5 e quello del 7-5 che vale il set. 2-0.

3° SET, MURRAY-DJOKOVIC 2-1: La terza frazione si apre, però, sotto il segno di Djokovic che riesce a rubare il servizio allo scozzese. Ma è nel sesto game che Djokovic dà prova della sua forza: sul parziale di 3-2 a favore, Nole annulla due palle-break e ai vantaggi raddoppia le distanze. 4-2. Il vento in questo terzo set è però tanto incisivo quanto fastidioso, quindi, finisce per propiziare tanti errori, soprattutto al servizio, sia da una parte che dall’altra. A fare la differenza, ai fini della conquista del set, è la percentuale, altissima, delle seconde di servizio del serbo. Grazie a questo e ai primi errori in rovescio di Murray, Djokovic torna a farsi sotto: 6-2.

4° SET, MURRAY-DJOKOVIC 2-2: L’inerzia, adesso, è tutta dalla parte di Djokovic, il quale con una freschezza ritrovata riesce a trovare il break in apertura. Avanti per 2-0, però, si vede annullata la palla del secondo break consecutivo. Murray, che psicologicamente sembra pagare qualcosa, rimane aggrappato a un break di svantaggio. Djokovic salva il turno di battuto dopo aver annullato la palla-break che avrebbe consentito a Andy Murray di rientrare nel set. 1-3, quindi 2-3. Il sesto game è segnato da due rallies, lunghe serie di scambi, 21 e 30, e da un ace, grazie al quale il serbo allunga sul 4-2. Quindi 4-3, 5-3. Il secondo break del set per Djokovic vale il quinto set dopo 4h e 3′ di gioco.

5° SET, : Pesante il break di apertura che consente a Murray di portarsi sul parziale di 1-0. Il 2-0 è propiziato da una valorosa difesa dello stesso Murray. Arriva nel terzo gioco una grande prova di forza di Murray che strappa coi denti il secondo break consecutivo e mette una serie ipoteca sulla finale. Il controbreak di Djokovic lo riporta con un break di svantaggio, quindi tiene la battuta: 3-2 da 3-0. Il sesto game, di fatto, non viene giocato: i quattro punti per Murray vengono fuori dalle battute di servizio. Per la terza volta Andy Murray acciuffa il servizio dalle mani di Djokovic che, all’improvviso, sembra essere crollato fisicamente: infatti, chiede l’intervento del fisioterapista, ma il pubblico non apprezza e lo sommerge di fischi di disapprovazione. Djokovic annulla la prima palla match di Murray con uno smash ma la seconda risposta di dritto del serbo finisce lunga: vince Murray, il quale ha mostrato di essere più fresco atleticamente. Andy Murray da Glasgow corona il sogno di vincere il primo Slam della sua carriera a un mese dal successo olimpico: lo US Open è suo.

Giuseppe Alessi

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