Antonio Fioretto

Londra 2012, Paralimpiadi terminate: un esempio per tutti

Londra 2012, Paralimpiadi terminate: un esempio per tutti
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Si sono chiuse ieri le Parolimpiadi Londra 2012. Lasciano una scia di commozione, emozione e ammirazione

LONDRA, 10 SETTEMBRE – Non poteva esserci modo migliore per chiudere due mesi di giochi olimpici. Non poteva esserci modo migliore per chiudere le porte di Londra 2012. Non poteva esserci modo migliore per far si che lo sport diventasse mezzo di sensibilizzazione. Le Paralimpiadi sono state tutto questo. Un grande evento, dal punto di vista sportivo e soprattutto dal punto di vista umano. Gli atleti che hanno partecipato a questi giochi meritano un applauso grande così. Loro non vogliono compassione, non cercano pietà, non richiedono sguardi commiserevoli. Vogliono solo continuare, anzi ricominciare, a vivere ed hanno trovato nello sport il miglior mezzo per farlo.

ITALIA UGUALE ITALIA  La spedizione italiana si è tolta delle grosse soddisfazioni. 28 medaglie significano tanto. Significano eguagliare il medagliere olimpico degli atleti più fortunati, quelli che gareggiavano un mese fa. E questo non è un particolare da sottovalutare, anzi. Tale statistica ha un significato implicito enorme, emozionante, commovente. Sembra quasi che questi atleti sfortunati ma dal coraggio immane siano finalmente riusciti a tornare come un tempo. Riuscire a fare lo stesso numero di medaglie degli atleti olimpici è una vittoria, un simbolo di riscatto da una vita di dolori.

SPORT PER LA VITA  Lo sport è finalmente stato d’esempio. La disabilità si è svestita dell’autocommiserazione, indossando coraggio, forza d’animo e capacità di reazione. Riflettiamo per un attimo…. Noi persone senza handicap ci ritroviamo ogni giorno a correre, saltare, camminare in maniera completamente naturale. Diamo per scontato che domani ci alzeremo dal letto o che guideremo l’automobile o che la sera andremo a giocare a calcetto con gli amici. Ebbene, riuscite a immaginare per un attimo ciò che provano i disabili? Nulla di tutto ciò è possibile. In tutto c’è bisogno di aiuto. Niente è naturale. Niente è semplice. Niente è abitudinario. Vincere un’ Olimpiade per chi vive quotidianamente stati d’animo del genere è la vittoria più bella che possa esserci!

CON OCCHI DIVERSI  L’anno prossimo, chi si ritroverà a seguire le Paralimpiadi, pensi a tutto ciò. Rifletta sul messaggio che lo sport gli sta inviando, e cioè sensibilizzazione. L’ indifferenza che circonda queste persone meno fortunate è troppa. Seguirli, con ammirazione e non con compassione, è il modo migliore per farli sentire parte integrante della società. La società odierna emargina tutto ciò che non corrisponde a fasulli parametri di normalità. Gli atleti parolimpici provano a sdoganare queste norme ipocrite e a cercano, attraverso lo sport, di ridere e di regalare sorrisi.

Antonio Fioretto

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