Giovanni Nole

Formula1: Hamilton domina e vince a Monza, Alonso sul podio

Formula1: Hamilton domina e vince a Monza, Alonso sul podio
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Ritirate le Red Bull, ma che Perez!

Luis Hamilton su McLaren, vincitore della gara

MONZA, 9 SETTEMBRE – Come da tradizione, le emozioni non sono mancate nel GP d’Italia, ultima tappa europea del mondiale, prima di spostarci tra estremo oriente e Sudamerica per il rush finale. In una gara bellissima, è Hamilton a portarsi a casa la vittoria, la sua prima a Monza, dopo aver dominato per tutti i 53 giri da percorrere partendo dalla pole. E autonominandosi, dopo il disastro Red Bull, come primo contendente, anche se abbastanza distaccato, di Fernando Alonso per il titolo. Lo spagnolo, autore di una gara fantastica, arriva terzo, sopravanzato solamente, oltre che dall’inglese, dal talentuosissimo Perez su Sauber (pilota prodotto dalla Ferrari, dall’anno prossimo correrà per il Cavallino?) che, azzeccando la strategia delle gomme, chiude la gara al secondo posto partendo da dodicesimo. Benino Massa, che chiude quarto; male le Red Bull, che in una giornata –come già detto- disastrosa, vede ritirarsi dalla pista entrambe le sue vetture.

LA PARTENZA – Nessun problema da evidenziare al giro di riscaldamento, e una volta riposizionatisi nelle loro rispettive posizioni, al segnale dato dai semafori partono le vetture (regolarmente stavolta, per volere di Maldonado), sotto gli occhi degli spalti gremiti quasi tutti colorati di rosso per sostenere la Ferrari. Che parte benissimo: allo scatto delle vetture, Massa è già secondo, sbarazzandosi senza problemi di Button, e andando ad intaccare la posizione di Hamilton. Ma solo per un attimo: infatti l’inglese, passato il brivido, lascia già mangiare la polvere ai suoi inseguitori, guadagnandosi già nelle prime curve un buon vantaggio. Parte benissimo anche Alonso, subito sesto. Lo spagnolo ha davanti Schumacher e Vettel; ma se il tedesco della Red Bull passa senza particolari patemi il connazionale, lo spagnolo ci impiega qualche giro in più per superare con successo l’esperto pilota della Mercedes. E nel frattempo, Hamilton aumenta ancor di più il suo distacco su Massa, arrivato a tre secondi.

UNA SFIDA MONDIALE – Ma è la gara di Alonso a farla da protagonista nelle riprese della regia italiana. Ed è giusto che sia così: una gara stupenda, sino ad ora, quella disputata da Fernando. Soprattutto perché ora è sotto a Sebastian Vettel, e sembra quasi in procinto di superarlo. Una sfida che sa di antipasto di Mondiale: infatti in questo momento è Vettel il maggior antagonista dello spagnolo per la conquista del titolo iridato, ed avere la possibilità di superarlo vuol dire allungare su di lui proprio in vista delle sfide finali, sicuramente tiratissime, che li vedranno protagonisti nelle ultime prove del Mondiale. E’ al 21° giro che Alonso fa le prove di sorpasso, ma non proprio nella maniera più tradizionale: con infatti entrambi ai box, i meccanici Ferrari fanno un lavoro strepitoso in velocità sulla vettura dello spagnolo, su cui vengono montate gomme dure; e appena gli viene dato il permesso di percorrere l’uscita della pit lane, quasi brucia in velocità Vettel,lanciandosi in fretta e rischiando addirittura il contatto con il tedesco. Che, però, all’uscita della corsia dei box è ancora davanti. Ma Alonso non demorde, e continua a mordergli le caviglie. L’episodio chiave al 26° giro: Alonso passa all’esterno Vettel sulla Lesmo, ma il pilota della Red Bull chiude irregolarmente la traiettoria allo spagnolo, tagliandogli la strada e mandandolo fuori pista. La vettura rossa sbanda, perde quasi il controllo; ma un agilissimo Fernando riesce a mantenere il controllo della vettura e, allo stesso tempo a non perdere contatto dalla Red Bull di Vettel. Infatti, Vettel ha solo rimandato l’ineluttabile: dopo tre giri, Alonso riesce finalmente a passare il suo rivale mondiale, per la gioia incontenibile dei tifosi del Cavallino che riempiono gli spalti. Ma Seba deve fare i conti, oltre che con lo spagnolo, anche con i commissari di gara: giustissimo il Drive Through di penalità che gli viene inflitto per la manovra precedente sulla Lesmo. E che gli fa perdere definitivamente contatto col gruppo di testa.

COLPI DI SCENA – La gara sembra quindi ora stabilizzarsi: le due McLaren in testa (infatti Button aveva da poco ripassato Massa) e le due Ferrari la fanno da padrona, mentre nelle retrovie accesissima lotta tra Raikkonen e Perez. Ma quando tutto sembrava procedere tranquillo, ecco il prima colpo di scena: Button si ferma all’improvviso sul rettilineo, ed è costretto a ritirarsi al 34° giro: per lui si parla di un problema di accesso del carburante alla vettura per via della rottura di una qualche manopola interna. Da notare, in ogni caso, la sportività del pubblico di Monza, a cui Button tributa giustamente un saluto. E mentre Hamilton scappa avanti (12 secondi di vantaggio), Massa torna secondo e Alonso tocca la terza posizione. Ma un altro colpo di scena è destinato a cambiare le posizioni di testa da lì a pochi giri, Alonso arriva vicinissimo a Massa, che per via della velocità inferiore al compagno di squadra e per non creare problemi interni in scuderia (e soprattutto perché dei due ferraristi non è lui a lottare per il Mondiale), lascia passare Alonso senza opporre alcun tipo di resistenza: Alonso secondo partendo dalla decima piazza, mentre Massa conferma per il momento la terza posizione. Il tutto per la felicità di mamma Ferrari, che guarda e da indicazioni dall’alto. Tutto sembra andare per il meglio, ma..

DAL MESSICO CON FURORE – Ma ecco che dal nulla sbuca fuori una vettura velocissima, bianca e col logo del Chelsea stampato sopra, che non si sa come si ritrova a tallonare le due Ferrari, Massa in primis. Parliamo ovviamente del talentuosissimo Sergio Perez su Sauber (motorizzata Ferrari tra l’altro), pilota nato proprio tra le scuole Ferrari e che potrebbe prendere il volante di Massa in Ferrari l’anno prossimo, nel 2013. E, ironia della sorte, come per il posto in Ferrari i due duellano anche in pista. Beh, duellano per modo di dire: al 44° giro, con disarmante facilità Perez sorpassa e stacca Felipe, lasciando che i dirigenti Ferrari prendano nota. E ora, il messicano si fa sotto al suo probabile futuro compagno di team, quel Fernando Alonso già sfidato a Malesia per il primo posto (e a prevalere lì, in un’accesissima sfida, fu lo Spagnolo). Ma di fronte all’impressionante velocità della Sauber, Alonso può solo alzare le mani: aiutato da un’azzeccatissima strategia di gomme (partito con le dure, ha poi finito con le morbide), Perez brucia senza alcun problema Alonso, a stretto giro di posta col sorpasso effettuato su Massa. Per poi lanciarsi all’inseguimento di Hamilton, su cui guadagna circa un secondo a giro. Ma sembra essere davvero troppo tardi: con soli sei giri a disposizione e un distacco molto ampio dalla testa, il tempo a disposizione è troppo poco. E nonostante le gomme un po’ consumate nel finale, alla fine è Hamilton ad esultare, per la prima volta, qui a Monza. Seguito da Perez e dalle due Ferrari.

DISASTRO RED BULL – Vittoria, quella di Hamilton, che lo posiziona al secondo posto della classifica Mondiale, con un solo punto di vantaggio su Kimi Raikkonen. E le Red Bull? Sparite. Perché non sono riuscite a chiudere la gara a punti: dopo aver duellato per il sesto e settimo posto, infatti, per problemi al motore entrambe le vetture si son dovute fermare, chiudendo la gara a 0 punti. E perdendo decisamente contatto non solo con Alonso, ma anche con i suoi inseguitori principali. Una giornata da dimenticare, aggiungendoci anche la precedente penalizzazione di Vettel, per Adrian Newey e compagni.

LE CLASSIFICHE – Detto dei primi quattro in testa, dal quinto posto in poi si sono piazzati Raikkonen (altra grande prova subito alle spalle dei grandi per lui, ora terzo nel mondiale), Schumacher (combattivo come poche volte lo era sembrato quest’anno, sarà l’aria di Monza), Rosberg, Di Resta, Kobayashi e Senna. Per quanto riguarda la classifica mondiale, Alonso , coi suoi 179 punti, è staccatissimo dai suoi inseguitori Hamilton, Raikkonen, Vettel e Webber, tutti molto vicini tra di loro (tra l’inglese e l’australiano passano 4 piloti e soli 9 punti di differenza). Tutto sommato, una mezza vittoria per Alonso quest’oggi, a sette gare dalla conclusione del Mondiale.

A cura di Giovanni Nolè

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