Giovanni Nole

L’alba di una nuova Inter: l’analisi sul mercato nerazzurro

L’alba di una nuova Inter: l’analisi sul mercato nerazzurro
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Andrea Stramaccioni, al timone di comando dell’Inter 2012/13

MILANO, 8 SETTEMBRE – A bocce ferme e a campionato iniziato, è sicuramente più semplice analizzare a mente fredda il mercato delle big. Due giornate di campionato non sono molte, ma già ci aiutano a dare indicazioni su come gli acquisti si siano integrati nella squadra di appartenenza. In particolare, l’Inter allenata da Stramaccioni rimane per il momento un punto interrogativo. Le due gare sin ora disputata dalla squadra nerazzurra, quella vinta nettamente col Pescara e quella persa a Milano contro la Roma di Zeman, hanno dato segnali abbastanza contrastanti: la coralità, il buon gioco e notevoli spunti individuali da parte delle new entries (Cassano in prima linea) nella prima prova stagionale; una squadra distratta in copertura e che si concede qualche errore personale di troppo nella sfida di domenica scorsa contro la Roma. Ma per una squadra che ha rinnovato quasi nella sua totalità la propria rosa, è comprensibile che certi meccanismi vadano ancora oliati (5 degli 11 che son partiti titolari contro la Roma erano infatti nuovi acquisti, di cui tre a centrocampo), e forse è ancora presto per giudicare la squadra e il suo gioco in toto. Ma per il momento, possiamo limitarci ad analizzare i giocatori che questa sessione di mercato estiva son stati vestiti di nerazzurro da Branca e Ausilio.

 

IL PROGETTO – C’è prima di tutto da dire che dopo anni, quelli post-Mourinho, in cui si sono succeduti allenatori in corsa che quasi mai erano prime scelte, finalmente si è potuto iniziare a programmare la stagione col proprio allenatore dall’inizio del mercato alla fine dello stesso. Un rapporto molto forte, quello tra Stramaccioni e società, che ha permesso una visione di interessi comuni, volti solo al bene di questa squadra in piena necessità di riformarsi. Le idee di Stramaccioni sono tante e sono chiare. ‘’Siamo così preparati che nel caso saltasse il piano d’acquisto di un giocatore. abbiamo subito due o tre alternative pronte’’, aveva dichiarato il tecnico proveniente dall’esperienza con la Primavera all’inizio della finestra estiva. E, in effetti, l’Inter sembra subito operativa: blocca e acquista subito a 11 milioni il tanto agognato Rodrigo Palacio, proveniente da una fantastica stagione da bomber assoluto al Genoa (anche se l’Inter poteva arrivarci già l’anno prima, quando poi all’ex Boca Juniors fu preferito un altro argentino, Mauro Zarate). E, come a voler seguire un copione, il direttore di scena Branca scorge altri grandi attori da mettere nel palco di San Siro: arrivano in successione, infatti, Samir Handanovic (28 anni, pagato 11 mln), Matias Silvestre (27 anni, 2 mln per il prestito con riscatto fissato a 6 mln), Gabi Mudingayi (30 anni, meno di un milione per il prestito) e, ovviamente, l’avvenuto –e altamente pronosticabile- riscatto di Fredy Guarin a 11 mln e il ritorno dal prestito spagnolo di Philippe Coutinho. Si evincono subito, da questi acquisti, le linee guida per il mercato: servono operazioni intelligenti, mirate, che possano permettere subito alla squadra di avere una sua identità ben precisa. Che, inoltre, possano abbattere il monte ingaggi. E questi due obbiettivi combaciano alla perfezione, comparandoli agli acquisti citati fino ad ora: anche se si è dovuto arrivare ad addii sentimentalmente dolorosi, l’Inter si è messa sulla buona strada per raggiungere il pareggio di bilancio richiesto dal Financial Fair Play, riuscendo allo stesso tempo ad ingaggiare giocatori di ottimo valore. Come non pensare all’acquisto sensazionale di Guarin, soffiato a pochi spiccioli (per quello che è il suo valore, intendiamoci) ad un Porto, società solita a richieste sempre molto esose, o a quello di Handanovic, uno dei migliori portieri d’Europa, sicuramente con una busta paga inferiore rispetto al tanto amato, ma anche tanto costoso Julio Cesar. Insomma, siamo già a metà mercato e il progetto voluto da Stramaccioni sembra sulla buona strada.

 

LE FASI FINALI – Quello che manca, quello che chiede con tutta insistenza Stramaccioni ad un gruppo che già va delineandosi, è quel giocatore che possa far fare il decisivo salto di qualità alla squadra, quel giocatore di un’altra categoria che altri club non esiterebbero a definire ‘il top player’. Per la precisione, un’ala che possa permettere a Strama di giocare col 4-2-3-1. Anche da questo punto di vista, gli obbiettivi sono ben chiari, ma difficilmente raggiungibili. I nomi sono due: Ezequiel Lavezzi e Lucas Moura. L’Inter ha intavolato con i club di appartenenza, Napoli e San Paolo, trattative molto interessanti, tant’è che ad un certo punto si sembrava essere davvero alle battute conclusive prima per uno, e poi per l’altro giocatore. E per entrambi, Moratti era disposto a fare un sacrificio economico importante, come da tempo non se ne vedevano in zona Palazzo Durini: una volta tanto, il FPF poteva aspettare, soprattutto se si era presentata la possibilità di portare in rosa un enorme valore aggiunto. Purtroppo però, per entrambi, i lunghi ed estenuanti sforzi per raggiungere l’accordo sul cartellino sono vanificati dal mezzo più potente possibile da mettere a disposizione in una finestra di calciomercato: i soldi. Precisamente, quelli provenienti dalla ricca ed ambiziosa Parigi. E quelli che mancano a Milano. Così, entrambi i giocatori finiscono in Ligue1, alla corte di Ancelotti, molto dispettoso con le squadre di Milano in questa frenetica e costosa estate. L’Inter sembra sbandare: tutti i piani sembrano saltati, e ora c’è il rischio che si vada alla ricerca di un colpo non progettato, il cosiddetto last minute, che porti alla rosa solo un valore meramente numerico. Ma attenzione a dare per sconfitti Branca & co: nelle ultime due settimane di mercato, con assoluta tranquillità vengono definiti tre grandi colpi, sempre funzionali al progetto sopracitato: arrivano, infatti, Fantantonio Cassano (col cui acquisto tra l’altro ci si è liberati, allo stesso tempo, della zavorra Pazzini), El Mota Gargano, in prestito dal Napoli, e Alvaro Pereira, prelevato dal Porto per 10 mln + bonus. Tre zampate assolutamente degne di nota, progettate e volute dallo stesso Stramaccioni, che si è assicurato il suo fantasista (ammirato da sempre dall’ex allenatore delle giovanili), il suo centrocampista di corsa e quantità (in attesa di Paulinho a gennaio?) e il suo terzino sinistro, preso per colmare il vuoto dovuto alla partenza del leggendario Douglas Maicon, partito per la sponda blue di Manchester. E’ vero, dopo i due fallimenti targati Lucas e Lavezzi l’Inter ha dovuto rivedere i suoi piani, e di conseguenza anche Stramaccioni ha dovuto adattare al nuovo mercato il suo nuovo modulo, non più con due centrocampisti ma con tre, non più con tre fantasisti dietro Milito ma due. E pazienza anche se dal mercato non sono arrivati dei giovanissimi (come Destro, poi passato alla Roma) come ci si aspettava: l’Inter ha un ottimo vivaio e l’ha dimostrato ampiamente l’anno scorso proprio col tecnico romano. L’importante era creare una squadra che potesse impressionare sin da subito; e anche se i risultati tardano ad arrivare, Stramaccioni avrà tutto il tempo possibile per far collaborare al meglio i giocatori, quelli voluti proprio da lui, quelli facenti parte del suo progetto. Lui, che i giocatori li ha avuti: e ora che hai voluto la bicicletta..

 

A cura di Giovanni Nolè

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