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Gilardino come Baggio, a Bologna si sente già a casa

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L'attaccante rossoblu si è già sistemato ed è pronto per tornare a segnare

BOLOGNA, 6 SETTEMBRE – Gilardino a Bologna si troverà bene. A dirlo è lo stesso attaccante, che all’alba dei 30 anni è pronto per una nuova grande avventura. Come il mitico Baggio, magari, o anche il senatore Di Vaio.

Alcuni club non badano ai trend del momento, come la costruzione di stadi di proprietà, o l’allevamento di decine di piccoli prodigi del calcio futuro. In effetti, siamo lontani dalla terra catalana o da Torino, dove la Juventus si sta ancora godendo l’abbraccio del suo nuovo stadio. A Bologna la gente preferisce essere metodica, magari andare a cercare quello che c’è già di buono. Così nel calcio. Infatti, la squadra rossoblu, dopo le gioie passate con Baggio e Di Vaio è pronta ad accogliere una nuova stella del calcio più maturo, Alberto Gilardino, che corre sorridente verso la sua nuova meta.

Sì, perché il bomber di Piacenza e Parma è finalmente pronto per tornare a casa. Ha fiutato l’ambiente e ha annunciato che cercherà di non far ripensare a Ramirez, partito per il Southampton. Ma soprattutto, il biellese ha affermato di non essere arrivato per servire goal, ma per segnarli.

Un monito per tutti i compagni di squadra, mentre il “Gila” si sta già ambientando nella sua nuova città. Ha anche deciso di fare nascere a Bologna la sua terza figlia, segnale che farebbe pensare alla sua voglia di restare. E come dargli torto. Gilardino è il terzo marcatore in attività, con 146 goal, alle spalle solo di Totti e di Di Natale. Sarà interessante scoprire se riuscirà nel suo intento, quello di tornare ad alti livelli con l’età (come il buon vino) e tornare a mimare il suo famoso violino, le cui corde sono solo da sistemare un po’. Chissà poi se riuscirà anche a tornare in azzurro, dove ad attenderlo ci sarà il suo nuovo capitano Diamanti.“Ora penso a far bene qua” ha commentato al riguardo Gilardino “poi, chissà… mi piacerebbe anche fare solo una partita, in attacco con Alessandro”.

Nicolò Salvatore

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