Antonio Fioretto

Monaco 72′, a 40 anni dal massacro. Per non dimenticare…

Monaco 72′, a 40 anni dal massacro. Per non dimenticare…
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Il 5 settembre 1972, un commando di terroristi palestinesi uccise 11 atleti israeliani. In totale le vittime furono 17. Il ricordo di quella tragica giornata, con una vana speranza nel cuore

MONACO, 5 SETTEMBRE – Un poeta in un’occasione disse che “i ricordi sono la parte più viva del nostro essere”. E’ proprio vero che i ricordi sono per noi qualcosa di raro, di speciale. Ce li teniamo stretti. A volte vorremmo che mai e poi mai scomparissero dalla nostra mente. Vorremmo quasi avere una videoteca dei ricordi, dalla quale attingere in qualsiasi momento per riviverli. Quando poi ci fermiamo a ricordare avvenimenti passati, sembra quasi che riusciamo a vedere le stesse scene, gustare gli stessi sapori, odorare gli stessi profumi di allora. Ma i ricordi, a volte, servono soprattutto per non ripetere gli stessi errori.

L’ IRRUZIONE  La parola ricordo è spesso associata al marcare e al sottolineare un evento passato, anche tragico, per far si che si abbia memoria di esso e in modo che quel particolare avvenimento sia da monito a generazioni future. Oggi, 5 settembre, è una giornata da ricordare, da non dimenticare, da tenere nei nostri cuori come esempio ammonitore. Infatti, il 5 settembre del 1972, il mondo dello sport fu travolto in maniera orrenda e sconcertante. Si svolgevano le Olimpiadi di Monaco 72′, che allora si trovava nella Germania Ovest. Alle 4.30 del mattino un commando di terroristi appartenenti alla componente palestinese del Settembre Nero, entrarono negli alloggi riservati agli atleti israeliani. Uccisero subito due atleti che opposero resistenza e ne sequestrarono altri nove. Fu solo l’inizio di una giornata che avrebbe segnato la storia, lasciando dietro di sè sangue innocente.

PERCHE’?  I motivi che spinsero i terroristi ad agire in tal modo sono da scovare in una guerra che ormai va avanti da anni e che è giunta fino ai nostri giorni. Palestina e Israele, nazioni tanto vicine quanto nemiche. Ma oggi, a distanza di 40 anni, almeno si conoscono i movimenti, le pianificazioni e le cause che portarono al massacro. Nel mese di giugno 72′, gli stessi terroristi cercarono di dirottare un aereo della linea Vienna-Tel Aviv, senza però riuscirci. Ecco che ripiegarono su un tentativo ai giochi olimpici, dopo aver saputo che il Comitato Organizzatore di tali giochi non aveva nemmeno preso in considerazione la richiesta della Palestina di parteciparvi. In seguito emersero prove del fatto che le misure di sicurezza non erano adeguate, che le forze armate in quel momento non erano dove dovevano essere, che magari a quella richiesta palestinese si doveva rispondere o ancora che nemmeno Israele doveva essere invitata. Ma si sa, col senno di poi è facile dire cosa si sarebbe dovuto fare.

PER NON DIMENTICARE  I fatti, e a quelli dobbiamo attenerci, dicono che un tentativo da parte della polizia tedesca portò alla morte di tutti gli altri 9 atleti israeliani, più l’uccisione di 5 terroristi e di un poliziotto tedesco. In tutto i morti furono 17. Una vera strage che, in modo indelebile, segnò tutti nel profondo. Negli anni che seguirono sono stati girati film, scritti libri, proiettati documentari sulla vicenda. Ma il ricordo è il mezzo più potente che l’essere umano possa avere. Attraverso il ricordo, attraverso la memoria, attraverso il non dimenticare il futuro può avere una speranza, seppur lieve, che tali episodi smettano di accadere.

Antonio Fioretto

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