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Liga, Guardiola non pensa al Milan

Liga, Guardiola non pensa al Milan
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Pep GuardiolaBARCELLONA, 30 MARZO – Per il Barcelona è già tempo di Liga e Guardiola si presenta nella consueta conferenza stampa pre-partita appena arrivato in Catalunya.

La squadra catalana è rientrata in mattinata dall’Italia, dopo la giornata trascorsa ad Appiano Gentile al termine dell’impegno di Champions League con il Milan. Lo sciopero generale di ieri, che ha fermato tutta la Spagna, ha consigliato ai dirigenti del Barça di posticipare il rientro, e non perdere la giornata di scarico, per preparare il match con l’Athletic.

Propio l’Athletic, che secondo Guardiola, è “la rivelazione europea“, specie dopo la grande prestazione in casa dello Schalke 04. Il tecnico catalano elogia Bielsa, “può migliorare qualsiasi club vada ad allenare, incluso il Barcelona”, e chiama a raccolta il pubblico del Camp Nou, per assistere “a una grande partita”, che sarà “aperta” fino alla fine per le caratteristiche delle due squadre.

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Domani sera il Barça non farà sconti, sia in termini di formazione che in termini di impegno. Guardiola fa capire senza mezzi termini che non penserà al Milan. “Non ci risparmieremo“, dice il tecnico catalano, “lo abbiamo fatto solo quando abbiamo vinto la Liga in anticipo”, “se avessimo pensato più alla partita successiva che a quella da disputare non avremmo vinto 13 titoli su 16, perchè avremmo lasciato qualcosa per strada”. Messaggio chiaro ai suoi e al Real Madrid: il Barça non molla la Liga specie ora che il distacco è di soli 6 punti.

A proposito di Real Madrid, non dimentica di elogiare il suo ex-compagno di nazionale Raul (autore delle due reti dello Schalke) salito a 76 reti in Europa, e definendolo “il giocatore spagnolo più grande di tutti i tempi“.

Ancora una volta un incontro con la stampa in pieno stile Guardiola, che si mostra umile e sereno in vista del finale di stagione. Si riesce così anche a stemperare la polemica del terreno di San Siro: dopo le lamentele portate all’UEFA dai dirigenti blaugrana, dice di ricordarlo così dal 1990 in poi e di aver giocato anche in campi peggiori.

Andrea Pratello

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