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Berlusconi si “riprende” il Milan

Berlusconi si “riprende” il Milan
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Silvio Berlusconi, presidente del Milan

MILANO, 30 MARZO – Dopo aver festeggiato le nozze d’argento al fianco del diavolo, ritorna in sella in qualità di presidente onorario acclamato dal consiglio di amministrazione . Dal lontano 1986 quando prelevò una società saccheggiata dai creditori e all’orlo del fallimento dopo aver conosciuto il baratro della b. Affidò le chiavi del progetto ad Arrigo Sacchi, dal quale nacque  la filosofia del calcio totale che stregò il mondo intero. Coniò  il Milan olandese dominatore dell’intero panorama europeo.

Berlusconi rimase in carica fino al 2004, quando una legge sui conflitti d’interesse costrinse il patron a lasciare vacante la carica presidenziale, mantenendo saldamente l’incarico politico. Una storia d’amore vissuta gomito a gomito da circa 26 anni, coronata da successi nazionali e trofei continentali, aggiungendo argenteria nuova alla bacheca di via Turati. 8 volte campione d’Italia, 5 sul tetto d’Europa, 3 volte sul gradino iridato, conquistando la poltrona e lo scettro del mondo pallonaro. A far da “contorno” 6 supercoppe nazionali, 5 europee ed una coppa Italia.  Un mare di investimenti negli anni 90, monopolizzando il mercato nazionale e non, facendo traslocare i migliori talenti sotto la madonnina rossonera.

Carica vacante ma mai distante, sempre al fianco della società, investendo meno negli ultimi anni per vicissitudini varie e spronando il club a fare sempre meglio. Persino ieri dopo il pari a reti bianche con Messi e compagnia, trovò il modo per manifestare il suo disappunto ad Adriano Galliani nei salotti della tribuna centrale. Uomo navigato, abituato a conquistare e mai ad essere dominato, neppure quando arrivano i marziani della nuova epoca. Nella mente il Milan di Sacchi, possesso palla, fraseggio, in sintesi calcio totale, Berlusconi è tornato con la sua nuova/vecchia idea di calcio.

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