Antonio Foccillo

Scambio Cassano-Pazzini, di chi è l’affare ?

Scambio Cassano-Pazzini, di chi è l’affare ?
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Milano, 21 Agosto –  Mancano solo le firme e poi sarà ufficiale lo scambio di maglie tra i due ex sampdoriani Cassano e Pazzini. Se si fa eccezione per gli affari Muntari, Mancini, Favalli e Vieri, era dalla stagione 2002/2003 che non si assisteva ad una trattativa tra Milan e Inter in cui ballasse anche qualche milioncino. I 7 milioni che il Milan verserà ai nerazzurri, non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai circa 52 che le due società spesero per  far cambiare sponda del naviglio a Coco, Umit Davala (verso l’Inter) e Seedorf, Simic (verso il Milan). Altri tempi, altre disponibilità economiche.  Gli affari tra le due compagini milanesi hanno sempre favorito i rossoneri, che hanno trovato proprio nei calciatori arrivati dall’Inter i propri punti di forza. Due su tutti : Andrea Pirlo e Clarence Seedorf, autentici pilastri del Milan degli ultimi dieci anni.

 

– Pazzini al Milan, i pro :   Finalmente Allegri potrà contare su un centravanti vero, un attaccante da area di rigore . Già ai tempi di Zlatan se ne sentiva la necessità, non tanto per la carenza di goal (mai patita dalle parti di Milanello con lo svedese in campo), ma per la possibilità di variare la manovra e fornire un’alternativa tattica al solito ” datela a Ibra che ci pensa lui”. La presenza di un attaccante con le caratteristiche di Pazzini potrà garantire un importante gioco di sponda, piazzandosi con le spalle alla porta aprirà varchi agli inserimenti dei centrocampisti e soprattutto di Boateng, schema provato molte volte dal tecnico rossonero. Da non sottovalutare il suo gioco aereo, per dare sfogo alla manovra sugli esterni.

– Pazzini al Milan, i contro :   La partenza di Ibrahimovic ha convinto Allegri a riproporre quegli schemi che avevano reso il suo Cagliari una delle squadre più spettacolari della Serie A. Due punte che si allargano aprendo la difesa e favoriscono l’inserimento del trequartista (allora Cossu, oggi Boateng) e dei centrocampisti. Con l’arrivo di Pazzini questo tipo di gioco non potrà essere più sfruttato, almeno nelle partite in cui il ” Pazzo” scenderà in campo da titolare. A preoccupare inoltre i tifosi è la carenza di veri e proprio rifinitori per innescarlo. Se alla Samp, proprio grazie agli assist di Cassano, il centravanti del vivaio atalantino aveva dato il meglio di se, già all’Inter si sono palesati i primi problemi di rendimento. Da non sottovalutare la crisi di tutta la squadra, ma sicuramente l’intermittenza di Sneijder e la mancanza di un centrocampista che in alternativa fornisse palloni interessanti, non ha reso la vita facile al neo acquisto rossonero. Al Milan la situazione non migliorerebbe: i suoi partner d’attacco (Pato o Robinho) e il Boa alle spalle, non sono esattamente dei rifinitori, tutt’altro. Si spera quindi nel tandem con Montolivo, con cui ha mosso i primi passi nelle giovanili dell’Atalanta e nel gioco degli esterni che dovranno per forza di cose aumentare i palloni dal fondo.

 

– Cassano all’Inter, i pro :  Stramaccioni stravede per lui. E questo è già un importante punto di partenza. Del resto chi non vorrebbe un giocatore della classe di Fantantonio? Con Snejider e Milito probabilmente forma il tridente più completo e potenzialmente prolifico della Serie A. L’olandese agirebbe da trequartista puro e da collante con il centrocampo, Cassano da seconda punta, partendo da sinistra ma potendo svariare su tutto il fronte d’attacco. La classe del barese è indiscutibile e la sua assenza nello scacchiere rossonero si è fatta sentire. E’ bastato vedere il suo finale di stagione per rendersi conto di come, a 30 anni, sia ancora un giocatore in grado di spostare gli equilibri di una squadra, regalando gli assist per gli ultimi goal di Ibra in rossonero. Un giocatore in grado di inventare dal nulla giocate da stropicciarsi gli occhi e assist perfetti con palloni che chiedono solo di essere messi dentro.

 

-Cassano all’Inter, i contro : Il dubbio maggiore riguarda la sua tenuta atletica. Su questo tema ci sono due posizioni : chi ritiene che un anno di riposo gli abbia fatto bene e che sia solo questione di riprendere la forma ; chi ritiene che l’operazione al cuore e la perdita di rapidità che ne hanno caratterizzato le giocate, siano ormai il campanello d’allarme di un giocatore sulla via del tramonto. Forse non fa testo la sua prestazione all’Europeo, per il quale ha cercato di recuperare in tempo record e durante il quale ha mostrato di non avere i 90 minuti nelle gambe. Stiamo parlando ovviamente di un giocatore che ora ha alle spalle un mese di preparazione atletica, ma i dubbi rimangono . A preoccupare i tifosi è inoltre anche la componente emotiva e psicologica del ragazzo. Il mal di pancia palesato con la casacca rossonera non fa certo sorridere i supporters nerazzurri. In molti hanno interpretato il suo malcontento come il segno di una maturazione che va ancora rinviata a data da destinarsi ma non siamo qui però per giudicare poichè riteniamo che abbia avuto le sue valide motivazioni nel lasciare il Milan.

 

Antonio Foccillo

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