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Londra 2012, basket: l’oro è a stelle e strisce, ma la Spagna esce a testa alta

Londra 2012, basket: l’oro è a stelle e strisce, ma la Spagna esce a testa alta
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LONDRA, 13 AGOSTO 2012. La finale bis di Pechino 2008 finisce secondo pronostico, con la medaglia più preziosa che finisce al collo di Team USA, ma che fatica contro la Spagna di Sergio Scariolo.

LA SPAGNA C’E’. Alla fine è andata come doveva andare, con una delle medaglie più scontate di Londra 2012 che finisce al collo della squadra più forte, quella che ha espresso il miglior gioco, che ha realizzato più punti, con la miglior percentuale di tiri da 2, da 3, di assist e di rimbalzi. A leggerla così si potrebbe facilmente immaginare che anche in finale non ci sia stata storia, ma se c’è una squadra che negli ultimi anni è andata vicina più  delle altre a fare lo scherzetto a quella che una volta chiamavano Dream Team, questa non altro è la Spagna dei fratelli Gasol, squadra guidata dal mago italiano Sergio Scariolo capace di portare gli iberici sul tetto d’Europa due volte di fila. Nonostante il pronostico sia tutto a favore degli americani, la Spagna parte bene e resiste alla fisicità e alla classe dei colleghi d’oltreoceano grazie all’avvio da urlo di Juan Carlos Navarro, che apre il suo score con un gioco da 4 punti e infila altre due bombe da 3 nel giro di 3’. In difesa Scariolo tenta la zona, sistema difensivo che però non imbriglia Durant, spesso libero  all’angolo, e Kobe Bryant, che insieme ad Anthony piazzano un parziale di 18-2 che riporta gli Stati Uniti avanti di 9. Nel secondo quarto la Spagna spinge sull’acceleratore e chiude tutto in difesa: soltanto un immenso Love tiene a galla gli Stati Uniti con una prova maiuscola sia in attacco che in difesa (9 punti e 6 rimbalzi); alla seconda sirena il parziale dice Spagna 31 – Stati Uniti 24, ma gli 8/18 da tre del primo tempo permettono a Team Usa di stare davanti di un punto (59-58).

PAU NON BASTA, LA FESTA E’ A STELLE E STRISCE. Nel terzo quarto ti aspetti la mazzata del boia americano sulla nuca del ribelle iberico, invece un immenso Pau Gasol decide di fare scuola e segnare 13 punti consecutivi che portano la Spagna sul +3. Assieme a lui brillano il congolese Ibaka e il madridista Sergio Rodriguez, ma le due triple di un incontenibile Durant (alla fine per lui saranno 30) rimettono in carreggiata gli Stati uniti che chiudono il 3° periodo ancora in vantaggio di una lunghezza (82-81). Nel quarto ed ultimo periodo Scariolo piazza Llull su Kd, ma a fare la differenza ci sono Paul e Bryant, che allungano di nuovo e mettono in ghiaccio in match portando Stati Uniti a +10. La Spagna però non molla e qualche brutto attacco degli americani permette a Pau e compagni di rimanere in partita. A decidere le sorti dell’incontro però è l’mvp della stagione Nba, Le Bron James, che infila la schiacciata del 99-91 e la tripla del 102-93; a poco più di 1’ dalla fine Navarro fallisce la tripla del -6, Paul parte in contropiede e realizza il layup della sicurezza. Finisce 107-100 con coach Krzyzewski che lascia dopo 62 vittorie in 63 partite, con due ori olimpici e uno mondiale. Alla fine è andata come doveva andare, e anche se con più difficoltà del previsto, alla North Greenwich Arena si è festeggiato con lo Star Spangled Banner.

A cura di Carlo Alberto Pazienza

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